Obsession ha appena raggiunto un traguardo unico nella storia del cinema
Hollywood è avvisata: nell'anno dei grandi ritorni autoriali e dei cinecomic d'ordinanza, la lezione più grande arriva dal cinema indipendente
Ci sono film su cui pochi, all'inizio, avrebbero puntato e che invece stanno registrando incassi record.
C'è chi piange, come il colosso d'animazione Minions & Monsters, incappato nel peggior debutto della saga, e c'è chi arranca, come il cinecomic Supergirl marchiato James Gunn, crollato del 74% in un battito di ciglia. Eppure, in mezzo a questo scontro di titani dai budget gargantueschi, emerge un "piccolo" capolavoro: Obsession.
Il lungometraggio horror della Focus Features ha ufficialmente infranto la barriera psicologica dei 400 milioni di dollari globali. Un traguardo fantascientifico se si pensa che l'opera, diretta dall'esordiente Curry Barker, è nata con un budget di produzione inferiore al milione di dollari.
L'esatta formula del terrore
La critica cinematografica, spesso incline a liquidare i successi estivi dell'orrore come fiammate stagionali dovute alla noia adolescenziale, stavolta deve inchinarsi alla precisione quasi maniacale della messa in scena. Barker ha preso un'intuizione minimalista e l'ha dilatata con un'intelligenza tematica disarmante.
Il lungometraggio scava sottopelle, intercettando le fobie contemporanee. La vera forza motrice di questo trionfo sta nell'interpretazione magnetica e spiazzante di Inde Navarrette (che si era già distinta di Superman & Lois) la cui performance è già finita al centro dei primi, caldissimi mormorii in ottica Academy Awards.