FILM

Odissea, dove è stato girato il kolossal di Christopher Nolan: dalla Sicilia all'Islanda sulle orme di Ulisse

Dalle isole siciliane alle coste della Grecia, passando per Marocco, Islanda e Scozia: ecco i luoghi reali che hanno dato forma al viaggio di Ulisse nel monumentale adattamento firmato Christopher Nolan

Condividi

Per raccontare uno dei viaggi più celebri della letteratura mondiale non bastavano grandi scenografie costruite in studio. Christopher Nolan ha scelto ancora una volta la strada che lo contraddistingue: quella dell'autenticità. Per portare sul grande schermo L'Odissea, il regista britannico ha attraversato alcuni dei paesaggi più spettacolari d'Europa e del Nord Africa, trasformando coste, isole, deserti e montagne in un universo che riesce davvero ad evocare il mito di Ulisse.

Il poema attribuito a Omero, che narra il lungo ritorno dell'eroe a Itaca dopo la guerra di Troia, trova così una dimensione estremamente concreta. I luoghi non fanno semplicemente da sfondo all'azione, ma diventano parte integrante del racconto, offrendo al pubblico il senso di meraviglia, isolamento e pericolo che accompagna il protagonista lungo il suo cammino. Le riprese, svoltesi tra il 25 febbraio e l'8 agosto 2025, hanno interessato Italia, Grecia, Marocco, Islanda e Scozia, dando vita a un mosaico di paesaggi molto diversi tra loro ma accomunati da una forte identità naturale e culturale.

Tra le location più significative spicca Favignana, la maggiore delle isole Egadi, al largo della costa occidentale della Sicilia. Con il suo mare trasparente, le alte scogliere calcaree e le numerose insenature naturali, l'isola offre un'immagine del Mediterraneo che sembra rimasta sospesa nel tempo. La troupe ha sfruttato diversi punti simbolici dell'isola, tra cui Cala Rotonda, il porto e il Castello di Santa Caterina, antica fortificazione che domina il territorio dall'alto. Sono ambienti che trasmettono perfettamente quella sensazione di frontiera tra civiltà e natura selvaggia, elemento fondamentale nell'immaginario dell'Odissea.

Favignana non è nuova al cinema italiano e internazionale. Negli anni ha ospitato numerose produzioni grazie alla straordinaria varietà dei suoi paesaggi, in grado di rappresentare epoche e mondi differenti senza richiedere particolari interventi scenografici.

Se esiste un arcipelago che più di ogni altro richiama il mito omerico, quello delle Eolie occupa certamente un posto speciale. Nolan ha scelto Lipari, Vulcano e il piccolo isolotto di Basiluzzo, sfruttando l'aspetto quasi primordiale di queste terre nate dall'attività vulcanica. Le Eolie, oggi patrimonio mondiale UNESCO, sono da secoli associate alla figura di Eolo, il signore dei venti. Secondo la tradizione classica sarebbe stato proprio qui che Ulisse ricevette il celebre otre contenente i venti favorevoli per il viaggio verso Itaca.

Le coste frastagliate, le rocce modellate dal mare e le continue manifestazioni geotermiche regalano un'atmosfera sospesa tra realtà e leggenda. Non sorprende che proprio questi scenari siano stati scelti per rappresentare alcuni degli episodi più iconici del viaggio dell'eroe greco. Una parte importante della produzione si è spostata in Grecia, soprattutto nel Peloponneso, una regione che conserva ancora oggi un legame fortissimo con il mondo dell'antichità. Tra le località coinvolte figurano Pilo, Methoni e la celebre spiaggia di Voidokilia, una delle baie più fotografate del Mediterraneo grazie alla sua caratteristica forma semicircolare.

Ostia Antica - Fonte: pexels

Pilo occupa un posto particolare anche nella tradizione omerica: nell'Odissea è infatti il regno del saggio Nestore, uno dei protagonisti della guerra di Troia. La presenza di siti archeologici, antiche fortezze veneziane e paesaggi costieri ancora poco urbanizzati permette di ricreare un contesto che richiama naturalmente il mondo raccontato da Omero. Anche l'Italia centrale entra nel viaggio di Ulisse. Alcune sequenze navali sono infatti state girate lungo il litorale di Ostia, dove la produzione ha sfruttato l'ampiezza delle spiagge e l'apertura sul Mar Tirreno.

Pur essendo oggi una delle località balneari più frequentate del Lazio, Ostia conserva un profondo legame con la storia romana grazie all'area archeologica di Ostia Antica, uno dei complessi meglio conservati dell'intero impero. La scelta di queste coste risponde soprattutto all'esigenza di realizzare spettacolari scene in mare aperto mantenendo un controllo logistico elevato, senza rinunciare alla spettacolarità delle riprese. Per rappresentare le terre più lontane e misteriose attraversate da Ulisse, Nolan ha raggiunto il Marocco, scegliendo in particolare Aït Benhaddou.

Questo antico ksar, costruito in terra battuta e dichiarato Patrimonio UNESCO, è uno dei luoghi cinematografici più celebri del mondo. Negli anni è comparso in produzioni come Il Gladiatore, Lawrence d'Arabia, Il Trono di Spade e Il principe di Persia. Le sue mura color ocra, le torri fortificate e il paesaggio desertico circostante restituiscono un'impressione di città senza tempo, perfetta per evocare regni mitici e civiltà lontane.

Aït Benhaddou - Fonte: pexels

Il percorso di Ulisse non è fatto soltanto di mari assolati e isole mediterranee. Nolan ha voluto rappresentare anche la dimensione più inquietante del poema, scegliendo alcuni degli ambienti naturali più estremi d'Europa. In Islanda, ghiacciai, vulcani, scogliere battute dal vento e vaste distese di lava hanno contribuito a costruire le sequenze più drammatiche del film, enfatizzando la sensazione di smarrimento e sopravvivenza. Anche la Scozia, con le sue coste frastagliate, le montagne e gli antichi paesaggi modellati dall'oceano, amplia ulteriormente l'universo visivo dell'opera, offrendo ambientazioni che sembrano appartenere a un mondo ancora inesplorato.

Le location rappresentano soltanto una parte della filosofia produttiva del regista. Fedele al suo stile, Nolan ha scelto di limitare il più possibile l'utilizzo della computer grafica, privilegiando effetti pratici e riprese dal vero. L'intero film è stato realizzato in IMAX 70 mm, un formato analogico che valorizza profondità, dettagli e dimensione spettacolare delle immagini. Anche per le scene in mare è stata utilizzata una vera imbarcazione, il Draken Harald Hårfagre, ispirato alle antiche navi vichinghe. Una scelta storicamente non perfettamente coerente con l'epoca di Ulisse, ma pensata per garantire autenticità alle riprese.

Non sono mancate discussioni anche sui costumi, con alcune armature e alcuni elmi che richiamano periodi storici successivi rispetto alla presunta epoca della guerra di Troia. Un dettaglio che conferma come Nolan abbia privilegiato la forza evocativa dell'immagine rispetto alla ricostruzione archeologica rigorosa.

L'obiettivo, del resto, non era realizzare un documentario storico, ma restituire al pubblico la potenza universale di un racconto che continua a ispirare il cinema da oltre un secolo. Dopo il celebre Ulisse del 1954 con Kirk Douglas, lo sceneggiato Rai del 1968 e le più recenti reinterpretazioni, L'Odissea dimostra ancora una volta come il viaggio di Ulisse continui a parlare a ogni generazione, trasformando luoghi reali in scenari senza tempo dove mito, storia e cinema finiscono per fondersi in un'unica grande avventura.

Continua a leggere su BadTaste