FILM

Odissea, niente proiezioni per influencer: Universal scommette sulla vecchia scuola (e va controcorrente)

Universal mostrerà Odissea di Christopher Nolan soltanto alla critica, escludendo influencer e content creator dalle proiezioni anticipate. Una scelta che potrebbe cambiare il marketing dei blockbuster.

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Universal ha appena lanciato un segnale potente a tutta l'industria cinematografica, visto che Odissea, il kolossal di Christopher Nolan atteso come uno degli eventi cinematografici dell'anno, non avrà proiezioni anticipate per influencer e content creator. Una decisione che suona come una dichiarazione di guerra al marketing tradizionale dei blockbuster moderni, o forse come un ritorno alle origini: quando erano solo i critici a vedere i film in anteprima.

Dopo la première mondiale prevista a Londra il 6 luglio, il film verrà mostrato esclusivamente ai critici cinematografici professionisti. Niente mini-recensioni entusiastiche su TikTok, niente reaction video su YouTube, niente thread infiniti su X da parte di fan-blogger invitati dallo studio. Solo le voci della critica specializzata, quelle che un tempo erano l'unico filtro tra uno studio e il pubblico pagante.

Comunque questa mossa va controcorrente rispetto a una prassi ormai consolidata. Negli ultimi anni, gli studi hollywoodiani hanno sistematicamente organizzato proiezioni anticipate per influencer e creatori di contenuti, permettendo loro di pubblicare reazioni immediate sui social media giorni o settimane prima delle recensioni ufficiali. L'obiettivo è trasparente: generare un'ondata di entusiasmo online che possa creare momentum prima che la critica tradizionale abbia modo di esprimere giudizi potenzialmente più cauti o negativi.

Matt Damon in The Odyssey, fonte: Universal Pictures

Universal stessa aveva seguito questa strada con Disclosure Day, ottenendo reazioni estremamente positive da parte degli influencer invitati. Una frase in particolare era diventata virale: "il miglior film di Spielberg degli ultimi 20 anni", generando non poche discussioni online. Ma il caso più emblematico del crescente scetticismo verso questo tipo di marketing riguarda Supergirl della Warner Bros. Le reazioni degli influencer erano state trionfali, con dichiarazioni come "il miglior blockbuster dell'estate".

Eppure, quando sono arrivate le recensioni professionali, il tono è cambiato drasticamente: il film ha ottenuto appena il 59 percento su Rotten Tomatoes, con critiche decisamente più tiepide rispetto all'entusiasmo gonfiato delle prime reazioni social. Però negli ultimi anni il pubblico è diventato molto più sospettoso sul rapporto tra gli studios e gli influencer, con molti fan che ormai guardano con una certa antipatia le proiezioni anticipate, considerate più strumenti di marketing che occasioni di critica indipendente.

Tom Holland in The Odyssey (Odissea), fonte: Universal Pictures

Basti pensare al recente caso Disney, finita al centro delle polemiche dopo la scoperta che un incontro apparentemente spontaneo tra Pedro Pascal e alcuni fan a Disneyland era stato in realtà organizzato dal reparto marketing. In questo contesto, la scelta di Universal potrebbe rappresentare un punto di svolta. È presto per dire se altri studios seguiranno l'esempio, ma rinunciare agli influencer screening potrebbe diventare un segnale di fiducia nel proprio film, invece che una rinuncia alla promozione tradizionale. In attesa di vere quali saranno gli effetti sortiti da questa decisione di Universal, ricordiamo che Odissea si presenta come uno degli eventi cinematografici del 2027.

Christopher Nolan porta sul grande schermo l'epopea di Odisseo, con una durata sorprendente e con un cast stellare composto da Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Charlize Theron, Robert Pattinson e Jon Bernthal. Il film arriverà nelle sale il 17 luglio e sarà interessante capire se questa strategia "vecchia scuola" riuscirà a premiare Universal anche al botteghino.

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