Onore a Jason Bateman! Il "nonno" che ha conquistato Hollywood (senza mai fare tardi la sera)

Dalle crisi degli anni '90 al trono di Netflix fino al podcast da 100 milioni di dollari: chi può negare che Jason Bateman sia il Re Mida di Hollywood?

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All’alba dei 57 anni, l’uomo che i suoi amici più cari (gente del calibro di Jennifer Aniston e Jimmy Kimmel) chiamano affettuosamente "Nonno", è in realtà il motore più instancabile dell’industria dell’intrattenimento globale. Eh sì, Jason Bateman ha già capito tutto. Ha trasformato un’adolescenza da teen-idol in un impero multimilionario, passando con una disinvoltura irritante dal crime brutale di Ozark a un accordo da nove cifre per il podcast SmartLess.

Ma non è sempre stato tutto un tappeto rosso e completi di Prada. C’è stata una vita precedente, un’epoca in cui Bateman, stanco di essere il "ragazzo della porta accanto" in sitcom rapidamente dimenticate, sognava di fuggire in Europa e gestire un caffè in un villaggio sperduto. Se oggi lo vediamo ovunque (dalla produzione di successi come Lessons in Chemistry alla nuova attesissima serie HBO DTF St. Louis) è proprio perché ha rischiato di non esserci affatto.

Una storia di riscatto

La storia di Bateman è il "case study" definitivo su come gestire un secondo atto a Hollywood. Sono stati numerosi gli eccessi edonistici e i ruoli mancati negli anni '90, ma la svolta è arrivata nel 2003 con Arrested Development. Lì, Bateman ha perfezionato il suo archetipo, cioè l’uomo normale, sobrio e sarcastico, circondato da una follia dilagante. È stata quella "puzza di sitcom tradizionale" lavata via dal genio di Mitchell Hurwitz a restituirgli la credibilità necessaria per scalare la vetta.

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Da quel momento, Bateman non ha più smesso di costruire. Ha convinto Netflix a lasciargli dirigere Ozark, portando a casa un Emmy e dimostrando che il "ragazzo carino" degli anni '80 aveva una visione oscura, precisa e spietata. Oggi, la sua Aggregate Films è modellata sulla Imagine di Ron Howard, una fucina di talenti dove i ventenni sfidano i capi "boomer" e dove il nome di Bateman non deve necessariamente apparire nei titoli di coda per decretare un successo.

Tra i vari impegni, il podcasting è diventato il suo bancomat d'oro. SmartLess, nato quasi per gioco con gli amici Will Arnett e Sean Hayes, è diventato un fenomeno culturale da 100 milioni di dollari. È qui che emerge il Bateman "umano", quello ossessionato dal golf, dai Dodgers e dal non fare mai tardi la sera.

Ma anche il formato "senza filtri" ha i suoi rischi. Il recente incontro virale con la popstar Charli xcx (che ha firmato di recente il soundtrack di "Cime Tempestose") ha mostrato le crepe di questa ultra-professionalità. Chiedere a un'icona della Brat summer dei suoi progetti di maternità senza sapere che fosse già sposata ha scatenato l'ira dei social. Ma Bateman, con la solita flemma asciutta, ha incassato: "È sempre istruttivo sentire le reazioni della gente". Una risposta di un vero veterano della diplomazia che ha spento in fretta ogni critica.

A 57 anni, tra pantofole, caminetti e una bramosia di lavoro che non accenna a diminuire, Jason Bateman è la dimostrazione che Hollywood sa concedere seconde possibilità (perlomeno a chi è abbastanza disciplinato da non sprecarle...)

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