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Paradiso Perduto diventa film con l'intelligenza artificiale: la scommessa di Roger Avary intriga (e preoccupa) i fan

Dopo secoli di attesa e speranze disattese, il Paradiso Perduto di John Milton sta per approdare al cinema, ma c'è un dettaglio che intriga e preoccupa i fan.

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Dopo secoli di tentativi falliti, il Paradiso Perduto di John Milton sta finalmente per approdare al cinema, ma c'è un dettaglio che sta facendo discutere l'intera industria cinematografica: il film sarà realizzato utilizzando l'intelligenza artificiale. A dirigerlo sarà Roger Avary, sceneggiatore premio Oscar per Pulp Fiction insieme a Quentin Tarantino, che ha annunciato un progetto ambizioso quanto controverso destinato a ridefinire i confini tra tecnologia e narrazione cinematografica.

L'epico poema di Milton, pubblicato nel XVII secolo, racconta la caduta di Lucifero, la sua trasformazione in Satana e la tentazione di Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden. Una storia di ribellione, redenzione e caduta che per decenni è stata considerata troppo complessa e costosa da portare sullo schermo. Le battaglie celesti, gli abissi infernali e i panorami paradisiaci richiederebbero effetti visivi di una portata tale da mandare in bancarotta qualsiasi studio, ma ora grazie agli strumenti di generazione video basati sull'AI, Avary promette di realizzare questa visione a una frazione del costo tradizionale.

Il progetto è stato annunciato da Ex Machina Studios, con Marco Weber come produttore e Kirk Petruccelli in veste di produttore esecutivo. Weber, noto per film come The Thirteenth Floor e Igby Goes Down, ha dichiarato con entusiasmo: "Roger Avary e Milton. Non c'è molto altro da aggiungere. Siamo davvero entusiasti di questo progetto e non vediamo l'ora di vederlo prendere vita".

Roger Avary, fonte: YouTube

Secondo lo studio, Paradise Lost rappresenta "l'ultima saga eroica basata sulla fede: una guerra cosmica nei cieli dove il carismatico e ribelle arcangelo Lucifero sfida Dio, viene scagliato nell'abisso dell'Inferno e giura vendetta su tutta la creazione". Dal lago infuocato della dannazione, Lucifero risorge come Satana per sedurre i primi genitori dell'umanità nel perfetto Giardino dell'Eden, innescando la Caduta dell'Uomo e la perdita del Paradiso stesso.

Ma è l'approccio produttivo a sollevare le maggiori perplessità. Ex Machina Studios utilizzerà quello che definisce un "pipeline di produzione proprietario abilitato dall'AI", lo stesso workflow che sta alimentando la crescente lista di progetti dello studio, tra cui Heaven di Alex Proyas, Cortés e Space Nation. Secondo la società, questo sistema permette di realizzare "mondi espansivi e riccamente immaginati a un budget responsabile, preservando al contempo il primato di attori reali, narrazioni scritte da esseri umani e pratiche produttive allineate alle guild".

Avary stesso ha spiegato la differenza rispetto al suo precedente lavoro su Beowulf:

"Beowulf era una reimmaginazione revisionista realizzata con un budget enorme, ma con Paradise Lost sto adottando un approccio più fedele a una frazione del costo, usando l'AI generativa all'avanguardia per dare vita alla visione di Milton in modi inimmaginabili solo pochi anni fa". - Roger Avary

Il regista ha aggiunto che il progetto riunisce tutto ciò che ha imparato come filmmaker e dimostra che "una narrazione potente non richiede budget da blockbuster, ma gli strumenti giusti e il team giusto". Ex Machina Studios ha sottolineato che la produzione avverrà "in allineamento attivo con le guild di Hollywood, riflettendo l'impegno continuo dello studio verso consenso, protezione e partecipazione significativa per gli artisti a ogni livello di produzione".

Paradiso Perduto

Il film di Avary si inserisce in una tendenza sempre più evidente: registi affermati che sperimentano con l'intelligenza artificiale. Figure come Steven Soderbergh e Darren Aronofsky stanno esplorando la tecnologia, mentre registi del calibro di James Cameron e Ben Affleck hanno espresso curiosità verso l'AI pur evitando endorsement completi, riflettendo un'industria ancora incerta se la tecnologia sia rivoluzionaria o solo una moda passeggera.

La domanda che Milton poneva nel suo poema risuona oggi con un'eco inaspettata: di fronte a crisi e cambiamenti epocali, obbediamo, ci ribelliamo o cerchiamo redenzione. Hollywood, alle prese con la sua rivoluzione tecnologica, si trova esattamente davanti a questo bivio.

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