Paul Verhoeven: per il regista di RoboCop e Atto di Forza il PG-13 sta "uccidendo" il cinema americano
Paul Verhoeven è abbastanza critico, ma non disfattista, sul cinema americano di oggi in cui il PG-13 pare dominare incontrastato
Il quasi ottantenne filmmaker è tornato dietro la macchina da presa per Elle, un thriller/revenge movie interpretato da Isabelle Huppert (ecco il trailer).
Ecco la sua considerazione:
Il PG-13 significa che lo studio vuole fare i soldi. I film Vietati ai Minori sono esclusi perché limitano l'audience. Il sistema capitalista ormai domina completamente l'industria cinematografica americana, perché dipende tutto dall'ultima riga del bilancio. Qualsiasi ragionamento sul filmmaking o l'arte è perduto. Anche "l'arte del significato" è andata, perché ormai non c'è più alcun significato nel cinema americano. Contano solo i soldi. Viene ridotto tutto al fattore monetario ed è orribile. Il capitalismo può benissimo accettare la presenza di altri valori in aggiunta a quelli economici, ma questo non accade nello studio system dove i film diventano solo uno strumento per ottenere un profitto. Per questo il Rating R è scomparso. Certo, ottieni più pubblico, ma perdi tutte quelle sfumature più audaci e sexy. Viene sacrificato tutto quello che può in qualche modo offendere le persone. Ora, se vai in un multisala è tutto PG-13. Ma c'è ancora la possibilità di esprimersi liberamente nel cinema americano, come accaduto ad esempio con La Grande Scommessa, una pellicola ben fatta, interessante e innovativa. Si possono ancora fare degli ottimi film americani e in giro c'è gente davvero di talento che però non viene utilizzata al meglio. Ma non credo che sarà sempre così, gli equilibri cambieranno.