Pearl Harbor è una storia vera? Dietro Rafe, Danny ed Evelyn si nasconde una realtà molto diversa
Pearl Harbor racconta eventi realmente accaduti, ma quanto c’è di vero? Scopriamo la storia dietro il film con Ben Affleck e le differenze con la realtà.
Pearl Harbor è uno di quei film in cui il confine tra storia e finzione può diventare particolarmente difficile da riconoscere. Il kolossal diretto da Michael Bay nel 2001 ricostruisce uno degli eventi decisivi della Seconda guerra mondiale, l'attacco giapponese del 7 dicembre 1941, ma mette al centro della vicenda Rafe, Danny ed Evelyn, interpretati rispettivamente da Ben Affleck, Josh Hartnett e Kate Beckinsale. Quanto di ciò che vediamo è realmente accaduto?
Questo non significa però che Michael Bay e lo sceneggiatore Randall Wallace abbiano inventato tutto. Il film inserisce i suoi protagonisti immaginari all'interno di avvenimenti storici realmente accaduti, creando una storia capace di attraversare alcuni momenti fondamentali dell'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale. Uno dei primi problemi riguarda proprio Rafe. Nel film, il personaggio di Ben Affleck presta servizio nell'esercito americano e parte per l'Europa per combattere con l'Eagle Squadron della Royal Air Force prima dell'ingresso ufficiale degli Stati Uniti nel conflitto.
Gli Eagle Squadrons sono realmente esistiti e furono formati da volontari americani intenzionati a combattere al fianco dei britannici, ma il percorso mostrato per Rafe non è storicamente plausibile così come viene raccontato: un militare statunitense in servizio attivo non avrebbe semplicemente potuto ricevere l'incarico di entrare nella RAF mentre gli Stati Uniti erano ancora neutrali. Il cuore del film arriva naturalmente il 7 dicembre 1941. In questo caso Pearl Harbor ricostruisce realmente diversi aspetti dell'attacco: l'azione a sorpresa delle forze giapponesi contro la flotta americana del Pacifico, gli attacchi agli aeroporti per limitare la risposta statunitense e la devastazione provocata alle navi presenti nella base.
Miller era un marinaio afroamericano in servizio sulla USS West Virginia e durante l'attacco aiutò a spostare il capitano mortalmente ferito della nave, per poi utilizzare una mitragliatrice antiaerea contro gli aerei giapponesi. Era la prima volta che sparava con quell'arma: a causa della segregazione nella Marina americana, non aveva ricevuto lo stesso addestramento all'artiglieria riservato ai marinai bianchi.
Per il suo comportamento durante l'attacco ricevette la Navy Cross nel maggio del 1942, diventando il primo afroamericano a ottenere quella decorazione. Morì l'anno successivo, quando la portaerei di scorta Liscome Bay sulla quale prestava servizio venne affondata nel Pacifico. Anche il raid di Doolittle mostrato nell'ultima parte di Pearl Harbor è realmente accaduto. Il 18 aprile 1942 sedici bombardieri B-25 guidati dal tenente colonnello James Doolittle decollarono dalla USS Hornet per colpire il territorio giapponese. L'operazione ebbe soprattutto un enorme valore simbolico e contribuì a risollevare il morale americano pochi mesi dopo Pearl Harbor.
Quindi Pearl Harbor non è la ricostruzione fedele di una singola storia vera. È piuttosto un film di finzione costruito dentro la Storia: prende l'attacco del 7 dicembre 1941, personaggi realmente esistiti come Doolittle e Miller e il successivo raid americano sul Giappone, ma li lega attraverso protagonisti e relazioni creati appositamente per il grande schermo. Ed è probabilmente questa la distinzione più importante quando si guarda il film di Michael Bay.
Pearl Harbor, uscito ormai più di 20 anni fa, racconta eventi realmente accaduti, ma non racconta la storia vera di Rafe, Danny ed Evelyn. Il loro viaggio serve soprattutto a trasformare una pagina enorme e complessa della Seconda guerra mondiale in un melodramma hollywoodiano, dove la spettacolarità e la storia d'amore finiscono spesso per avere la precedenza sull'accuratezza storica.