Per un pugno di dollari, il retroscena: Sergio Leone l’albero quasi rubato per girare una scena
Clint Eastwood ha raccontato il curioso retroscena di una delle scene del film, il regista arrivò a escogitare un piano davvero singolare.
Per un pugno di dollari, una delle immagini più suggestive dell’arrivo dell’Uomo senza Nome a San Miguel nasconde un retroscena decisamente insolito. Sergio Leone aveva infatti in mente una scena molto precisa, ma per realizzarla gli mancava un elemento fondamentale, un albero solitario nel deserto. Il problema era semplice quanto complicato da risolvere. Nella zona scelta per le riprese non ce n’erano. Il regista, però, non era disposto a rinunciare alla sua idea. E quando finalmente trovò l’albero perfetto, scoprì che apparteneva a un contadino.
A quel punto il regista decise di cercarne uno altrove. La ricerca portò finalmente a quello che sembrava l’esemplare perfetto per la scena, solitario, adatto all’ambientazione e soprattutto capace di restituire esattamente l’effetto che Leone aveva immaginato. C’era però un inconveniente non trascurabile. L’albero non si trovava in un terreno abbandonato né in un’area a disposizione della produzione, ma nel cortile di un contadino. Per un regista meno determinato sarebbe stato il momento di cambiare idea e trovare una soluzione alternativa. Leone, invece, scelse una strada decisamente più creativa.
Secondo il racconto di Eastwood, il giorno seguente Leone tornò dal proprietario con un camion e si presentò come un addetto incaricato di occuparsi degli alberi pericolosi lungo le strade. La giustificazione era che quell’albero avrebbe potuto rappresentare un rischio e che sarebbe stato quindi necessario rimuoverlo. Il piano funzionò, prima che il proprietario potesse comprendere fino in fondo cosa stesse accadendo, la troupe aveva iniziato a lavorare sull’albero e lo aveva portato via.
Un altro elemento fondamentale dell’identità del film è la musica di Ennio Morricone. La collaborazione tra il compositore e Leone avrebbe prodotto uno dei sodalizi più celebri della storia del cinema italiano. In Per un pugno di dollari, Morricone utilizzò anche sonorità poco convenzionali per un western, combinando strumenti e rumori capaci di dialogare direttamente con le immagini. La Cineteca di Bologna ricorda, tra l’altro, che il tema principale nacque da un brano preesistente di Morricone, poi trasformato attraverso l’arrangiamento e l’esecuzione della tromba di Michele Lacerenza.
Ed è proprio questo rapporto tra immagine e suono uno degli aspetti che hanno reso il film così riconoscibile. La Fondazione Ennio Morricone sottolinea come già in questa pellicola il compositore sperimentasse con fischi, campane, fruste e altri suoni inusuali, trasformandoli in veri elementi narrativi. Per un pugno di dollari, uscito nel 1964 e primo capitolo della cosiddetta trilogia del dollaro, sarebbe così diventato molto più di un semplice western, anche un film in cui ogni dettaglio, persino un albero trovato nel cortile di un contadino, poteva diventare parte della costruzione di un'immagine destinata a rimanere nella storia del cinema.