Peter Cullen è morto: la voce di Optimus Prime fu anche il King Kong prodotto da De Laurentiis, il retroscena
È morto a 85 anni Peter Cullen, una delle voci più riconoscibili della storia dell’animazione. Per generazioni è stato soprattutto Optimus Prime, il leader degli Autobot di Transformers, ma la sua carriera nasconde un ruolo cinematografico sorprendente: nel 1976 prestò la propria voce anche al gigantesco King Kong.
Peter Cullen è morto il 26 agosto 2026 nella sua casa di Los Angeles, all’età di 85 anni. La notizia è stata confermata dal suo agente Kevin Motley e dalla famiglia, che ha raccontato il suo addio come sereno e circondato dall’affetto dei suoi cari. La causa della morte non è stata resa pubblica. Per milioni di spettatori, il suo nome resterà indissolubilmente legato a Optimus Prime, il capo degli Autobot di Transformers. Una voce profonda, autorevole, che trasmette contemporaneamente forza, saggezza e umanità a un personaggio che, sulla carta, era soltanto un enorme robot in grado di trasformarsi in un camion. Ma ridurre Cullen a Optimus Prime significherebbe dimenticare una carriera lunga e sorprendentemente eclettica.
E proprio Winnie the Pooh gli regalò un altro personaggio amatissimo: Ih-Oh, l'asino malinconico e pessimista che Cullen interpretò per decenni. Era quasi l'opposto di Optimus Prime, ma dimostrava la straordinaria capacità dell'attore di modificare completamente registro senza perdere riconoscibilità. Tra i suoi lavori meno conosciuti c'è però un'esperienza cinematografica decisamente particolare. Nel 1976 Peter Cullen contribuì vocalmente a King Kong, il remake diretto da John Guillermin e prodotto da Dino De Laurentiis.
Non si trattava, naturalmente, di dare voce a un gorilla attraverso normali dialoghi. Il gigantesco primate protagonista non parla: la sua presenza viene costruita attraverso ruggiti, grida, respiri e altre vocalizzazioni. Ed è proprio qui che entrava in gioco il talento di Cullen. La sua prestazione serviva a dare una dimensione sonora e fisica alla creatura. Un dettaglio che oggi può sembrare marginale, ma che aiuta a comprendere quanto fosse particolare il mestiere di Cullen: non era semplicemente un doppiatore incaricato di leggere battute, bensì un interprete che trasformava la sua voce in uno strumento per costruire creature, macchine e personaggi privi di linguaggio umano.
E nel 1987 arrivò un'altra prova decisamente insolita. In Predator, Cullen partecipò alla costruzione sonora del cacciatore alieno interpretato fisicamente da Kevin Peter Hall. Anche in quel caso non doveva recitare lunghi dialoghi: erano soprattutto suoni, versi e vocalizzazioni a contribuire a rendere riconoscibile una creatura aliena e minacciosa. Il ruolo destinato a cambiare per sempre la sua carriera arrivò nel 1984, quando Cullen partecipò al casting della serie animata Transformers.
Per costruire la voce di Optimus Prime si ispirò al fratello maggiore Larry, un Marine che aveva combattuto in Vietnam e che Cullen considerava una figura eroica. L'idea non era quella di creare il classico eroe roboante da film d'azione, ma un leader autorevole, capace di essere forte senza perdere compassione e sensibilità. La scelta funzionò. La voce di Cullen divenne inseparabile dall'identità di Optimus Prime e accompagnò il personaggio dalla serie originale al film animato del 1986, fino alla successiva rinascita cinematografica del franchise.
La morte di Peter Cullen lascia dunque un vuoto difficile da colmare. Perché la sua eredità non appartiene soltanto a Transformers: passa attraverso un gorilla gigantesco, un'automobile inquietante, un alieno letale, un asino malinconico e centinaia di altri personaggi. Ma quando milioni di spettatori sentiranno ancora una volta la voce di Optimus Prime, sarà impossibile non pensare all'uomo che l'ha resa immortale.