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Peter Cullen è morto: la voce di Optimus Prime fu anche il King Kong prodotto da De Laurentiis, il retroscena

È morto a 85 anni Peter Cullen, una delle voci più riconoscibili della storia dell’animazione. Per generazioni è stato soprattutto Optimus Prime, il leader degli Autobot di Transformers, ma la sua carriera nasconde un ruolo cinematografico sorprendente: nel 1976 prestò la propria voce anche al gigantesco King Kong.

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Peter Cullen è morto il 26 agosto 2026 nella sua casa di Los Angeles, all’età di 85 anni. La notizia è stata confermata dal suo agente Kevin Motley e dalla famiglia, che ha raccontato il suo addio come sereno e circondato dall’affetto dei suoi cari. La causa della morte non è stata resa pubblica. Per milioni di spettatori, il suo nome resterà indissolubilmente legato a Optimus Prime, il capo degli Autobot di Transformers. Una voce profonda, autorevole, che trasmette contemporaneamente forza, saggezza e umanità a un personaggio che, sulla carta, era soltanto un enorme robot in grado di trasformarsi in un camion. Ma ridurre Cullen a Optimus Prime significherebbe dimenticare una carriera lunga e sorprendentemente eclettica.

Nato a Montréal nel 1941, Cullen si formò alla National Theatre School of Canada, diplomandosi nel 1963. Prima di diventare uno degli interpreti vocali più celebri dell'industria americana, lavorò in teatro, televisione e radio, costruendo un'esperienza attoriale che avrebbe poi trasferito nel mondo dell'animazione. Nel corso della sua carriera ha accumulato oltre 200 crediti tra serie animate, cinema, televisione, videogiochi e altri progetti. Ha lavorato in produzioni molto diverse tra loro, da Dungeons & Dragons a Voltron, da G.I. Joe a Spider-Man, fino a Winnie the Pooh.

E proprio Winnie the Pooh gli regalò un altro personaggio amatissimo: Ih-Oh, l'asino malinconico e pessimista che Cullen interpretò per decenni. Era quasi l'opposto di Optimus Prime, ma dimostrava la straordinaria capacità dell'attore di modificare completamente registro senza perdere riconoscibilità. Tra i suoi lavori meno conosciuti c'è però un'esperienza cinematografica decisamente particolare. Nel 1976 Peter Cullen contribuì vocalmente a King Kong, il remake diretto da John Guillermin e prodotto da Dino De Laurentiis.

Non si trattava, naturalmente, di dare voce a un gorilla attraverso normali dialoghi. Il gigantesco primate protagonista non parla: la sua presenza viene costruita attraverso ruggiti, grida, respiri e altre vocalizzazioni. Ed è proprio qui che entrava in gioco il talento di Cullen. La sua prestazione serviva a dare una dimensione sonora e fisica alla creatura. Un dettaglio che oggi può sembrare marginale, ma che aiuta a comprendere quanto fosse particolare il mestiere di Cullen: non era semplicemente un doppiatore incaricato di leggere battute, bensì un interprete che trasformava la sua voce in uno strumento per costruire creature, macchine e personaggi privi di linguaggio umano.

È una delle grandi ironie della sua carriera: prima di diventare la voce del robot più celebre di Transformers, Cullen aveva già contribuito a far “parlare” cinematograficamente uno dei mostri più iconici della storia del cinema. La varietà dei suoi ruoli non si fermò a King Kong. Nel 1982 Cullen diede voce a KARR, il veicolo dotato di intelligenza artificiale e antagonista di KITT nella serie Supercar. Un altro personaggio lontanissimo da Optimus Prime: questa volta la sfida consisteva nel rendere inquietante una macchina.

E nel 1987 arrivò un'altra prova decisamente insolita. In Predator, Cullen partecipò alla costruzione sonora del cacciatore alieno interpretato fisicamente da Kevin Peter Hall. Anche in quel caso non doveva recitare lunghi dialoghi: erano soprattutto suoni, versi e vocalizzazioni a contribuire a rendere riconoscibile una creatura aliena e minacciosa. Il ruolo destinato a cambiare per sempre la sua carriera arrivò nel 1984, quando Cullen partecipò al casting della serie animata Transformers.

Per costruire la voce di Optimus Prime si ispirò al fratello maggiore Larry, un Marine che aveva combattuto in Vietnam e che Cullen considerava una figura eroica. L'idea non era quella di creare il classico eroe roboante da film d'azione, ma un leader autorevole, capace di essere forte senza perdere compassione e sensibilità. La scelta funzionò. La voce di Cullen divenne inseparabile dall'identità di Optimus Prime e accompagnò il personaggio dalla serie originale al film animato del 1986, fino alla successiva rinascita cinematografica del franchise.

Quando Michael Bay portò Transformers al cinema nel 2007, Cullen tornò infatti a interpretare Optimus Prime. Rimase la voce del personaggio nei successivi capitoli della saga, compresi La vendetta del caduto, Dark of the Moon, L'era dell'estinzione, L'ultimo cavaliere, Bumblebee e Transformers: Il risveglio. Cullen aveva anche un rapporto speciale con i fan. Quando Optimus Prime morì in Transformers: The Movie del 1986, la reazione del pubblico fu talmente forte da contribuire al ritorno del personaggio nella serie. Decenni dopo, la sua voce era ancora lì, riconoscibile e familiare. Nel 2011 arrivò una candidatura ai Daytime Emmy per Transformers: Prime, mentre nel 2023 gli fu assegnato un riconoscimento alla carriera ai Children's and Family Emmy Awards.

La morte di Peter Cullen lascia dunque un vuoto difficile da colmare. Perché la sua eredità non appartiene soltanto a Transformers: passa attraverso un gorilla gigantesco, un'automobile inquietante, un alieno letale, un asino malinconico e centinaia di altri personaggi. Ma quando milioni di spettatori sentiranno ancora una volta la voce di Optimus Prime, sarà impossibile non pensare all'uomo che l'ha resa immortale.

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