Peter Greene: rivelate le inquietanti cause della morte dell'attore di The Musk e Pulp Fiction

Morto Peter Greene a 71 anni per arresto cardiaco. L'attore di Pulp Fiction e The Mask lascia un'eredità indimenticabile nel cinema degli anni '90.

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Il mondo del cinema dice addio a Peter Greene, caratterista indimenticabile che ha prestato il suo volto inquietante ad alcuni dei cattivi più memorabili degli anni Novanta. L'attore, scomparso all'età di 71 anni, è rimasto impresso nella memoria collettiva per interpretazioni che hanno attraversato cult movie e blockbuster, da Pulp Fiction di Quentin Tarantino a The Mask con Jim Carrey.

Secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie, la causa del decesso è stata attribuita a un arresto cardiaco. Greene è morto nella sua abitazione, circostanza che ha lasciato sgomenti colleghi e fan che seguivano la sua carriera sin dagli esordi. La notizia è stata confermata da fonti vicine alla famiglia, che hanno chiesto rispetto per la privacy in questo momento difficile.

Peter Greene ha costruito la sua carriera interpretando personaggi al limite, spesso violenti o disturbati, grazie a una presenza scenica magnetica e uno sguardo che sapeva comunicare pericolo e imprevedibilità. Nel capolavoro di Tarantino del 1994, Pulp Fiction, Greene ha incarnato Zed, uno dei sequestratori coinvolti nella scioccante sequenza nel seminterrato del banco dei pegni. Quella scena, diventata leggendaria nella storia del cinema contemporaneo, ha consacrato Greene come uno dei volti più riconoscibili del cinema indipendente americano, pur senza essere una star di primo piano.

Peter Greene in The Mask, fonte: Cecchi Gori Group



Ma è nel film The Mask del 1994 che Greene ha raggiunto il grande pubblico. Nel ruolo di Dorian Tyrell, boss criminale spietato e antagonista principale di Jim Carrey, l'attore ha dimostrato di saper tenere testa a una delle commedie più dirompenti dell'epoca. Il contrasto tra la sua interpretazione cupa e minacciosa e l'energia cartoonesca di Carrey ha contribuito al successo di un film che ha incassato oltre 350 milioni di dollari in tutto il mondo.

La filmografia di Greene conta decine di titoli che spaziano dal thriller al poliziesco, dal dramma al cinema d'azione. Ha lavorato con registi visionari e in produzioni che hanno definito un'epoca. Tra i suoi lavori più apprezzati figurano Laws of Gravity, Blue Streak accanto a Martin Lawrence, e Training Day con Denzel Washington. In ogni ruolo, per quanto piccolo, Greene sapeva lasciare il segno con quella sua capacità di incarnare il lato oscuro dell'umanità senza mai scadere nella caricatura.

Nato a Montclair, nel New Jersey, Greene aveva mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo attraverso il teatro, formandosi in quella scuola di recitazione che privilegia l'immersione totale nel personaggio. La sua tecnica, intrisa di realismo e intensità, lo ha reso il volto ideale per i cattivi credibili, quelli che non sono mostri bidimensionali ma esseri umani pericolosamente plausibili.

Negli ultimi anni l'attore si era allontanato dai riflettori, accettando ruoli sporadici e vivendo lontano dal clamore hollywoodiano. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un professionista serio, riservato, totalmente dedicato al suo mestiere. Non cercava la fama, ma la verità dei personaggi che interpretava. La scomparsa di Peter Greene lascia un vuoto nel panorama degli attori caratteristi, quella categoria di interpreti che non compaiono mai sulle copertine patinate ma che rendono indimenticabili scene e film interi. Il suo contributo al cinema degli anni Novanta resta inciso nella memoria di chi ha amato quel periodo d'oro fatto di storie coraggiose, regia visionaria e recitazione senza compromessi.

Fonte / People
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