Povere Creature, cosa significa davvero il finale? L’ultima scelta di Bella Baxter spiega tutto il suo viaggio
Come finisce Povere Creature? Ripercorriamo il finale del film di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, dal ritorno di Alfie all’ultima scena, per capire cosa accade davvero a Bella Baxter e il significato della sua scelta finale.
Povere Creature accompagna Bella Baxter alla scoperta del mondo, del proprio corpo e soprattutto della libertà. Ma è soltanto negli ultimi minuti del film di Yorgos Lanthimos che molti dei tasselli disseminati durante il suo viaggio trovano finalmente posto. E per farlo Bella deve tornare esattamente dove tutto era cominciato. Scopriamo in questo articolo il vero significato del finale, ed ovviamente saranno presenti spoiler importanti sul film.
Proprio quando il matrimonio sembra sul punto di celebrarsi, però, riappare Duncan Wedderburn insieme a un uomo destinato a cambiare ancora una volta il corso della storia: Alfie Blessington. Alfie riconosce Bella come Victoria Blessington, la donna il cui corpo Godwin aveva recuperato dopo il suo suicidio e nel quale aveva impiantato il cervello del bambino che portava in grembo. Per Bella è l'occasione di conoscere finalmente la vita della donna che esisteva prima di lei e decide così di seguirlo, lasciando momentaneamente Max.
È una scelta perfettamente coerente con il personaggio. Per tutta la storia Bella ha preferito l'esperienza diretta alle risposte fornite dagli altri e, anche davanti al proprio passato, sente il bisogno di scoprire personalmente cosa sia accaduto. La risposta arriva molto presto. Nella casa di Alfie, Bella comprende quanto il loro matrimonio fosse fondato sul controllo e sulla violenza. L'uomo pretende che rimanga con lui e vuole privarla della possibilità di andarsene. La situazione raggiunge il punto di non ritorno quando Alfie progetta di sottoporla a una mutilazione genitale, convinto in questo modo di poter controllare anche la sua sessualità.
La sceneggiatura sottolinea proprio questo passaggio, con Bella che rifiuta di lasciarlo dissanguare ma riconosce che l'uomo potrebbe essere, per così dire, “migliorato”. Ed è qui che arriva uno dei momenti più assurdi e significativi di Povere Creature. Bella sostituisce il cervello di Alfie con quello di una capra, replicando in maniera grottesca l'esperimento che Godwin aveva compiuto su di lei. Nell'ultima parte del film vediamo infatti l'ex marito di Victoria nel giardino della tenuta Baxter, intento a comportarsi come l'animale il cui cervello ora possiede.
La trasformazione è naturalmente una vendetta, ma completa anche un evidente ribaltamento dei rapporti di potere. Per buona parte del film è Bella a essere trattata come un esperimento: Godwin la crea e la studia, Duncan cerca di possederla e Alfie arriva a voler modificare chirurgicamente il suo corpo pur di controllarla. Alla fine è invece Bella a diventare la scienziata e Alfie l'oggetto dell'esperimento. Prima di arrivare all'ultima immagine, però, c'è ancora un addio importante. Godwin muore con Bella al proprio fianco. Il loro rapporto è volutamente ambiguo: Godwin le ha dato una seconda vita e ha imparato ad amarla come una figlia, ma allo stesso tempo l'ha creata attraverso un esperimento senza consenso e inizialmente ha cercato di impedirle di conoscere il mondo.
È un'immagine volutamente serena dopo tutto ciò che è accaduto, ma soprattutto rappresenta il punto d'arrivo del percorso della protagonista. All'inizio Bella viveva nella casa di Godwin perché non aveva altra possibilità. Alla fine vive nello stesso luogo perché lo ha scelto. È questa differenza a racchiudere buona parte del significato del finale. Povere Creature racconta la crescita di una persona che entra nel mondo senza averne interiorizzato le regole e comincia progressivamente a interrogarsi sul perché dovrebbe rispettarle. Il sesso, il denaro, il matrimonio, la morale e persino l'amore vengono osservati da Bella come qualcosa da sperimentare e comprendere, non come principi da accettare automaticamente.
Il suo viaggio non consiste quindi soltanto nel diventare adulta. Consiste nel conquistare il diritto di decidere autonomamente che tipo di adulta diventare. Persino il rapporto con Victoria assume così un significato particolare. Emma Stone ha ricordato che l'ultima scena girata sul set fu proprio il suicidio dal ponte: una collaboratrice le fece notare che, pur rappresentando la morte di Victoria, quel momento poteva essere letto contemporaneamente come la nascita di Bella. È una chiave che racchiude perfettamente la struttura circolare del film.
E il dettaglio forse più significativo è che Bella termina il suo viaggio proprio nel luogo dal quale era disperatamente fuggita. Non perché qualcuno l'abbia riportata lì, ma perché adesso quella casa, come tutto il resto della sua vita, appartiene finalmente alle sue scelte.