Povere Creature, dove è stato girato il film? Londra, Lisbona e Parigi nascondono tutte lo stesso segreto
Da Londra a Lisbona, passando per Parigi e Alessandria: scopriamo dove è stato realmente girato Povere Creature e come Yorgos Lanthimos ha costruito il mondo fantastico attraversato da Emma Stone.
Guardando Povere Creature è facile avere l'impressione di essere partiti insieme a Bella Baxter per un viaggio attraverso un'Europa impossibile. Londra, Lisbona, Parigi, Alessandria, una gigantesca nave in mezzo al mare: ogni tappa sembra appartenere a un luogo diverso e, allo stesso tempo, a nessun luogo realmente esistente. Ed è proprio questo il segreto dietro uno degli aspetti più riconoscibili del film di Yorgos Lanthimos.
Non era semplicemente una questione estetica. Lanthimos voleva recuperare qualcosa del cinema realizzato negli studi negli anni Trenta, quando intere città potevano nascere all'interno di un teatro di posa, ma utilizzando contemporaneamente le possibilità tecniche del cinema moderno. Da qui la decisione di combinare enormi scenografie fisiche, fondali dipinti, miniature, effetti ottici e giganteschi schermi LED. Il risultato è particolarmente evidente nella Londra in cui comincia la storia. La casa del dottor Godwin Baxter, interpretato da Willem Dafoe, non è una vera dimora londinese: gli ambienti principali sono stati costruiti negli studi di Budapest, insieme alle strade che la circondano.
L'architettura stessa segue la personalità dello scienziato, con spazi volutamente irregolari e quasi anatomici. Anche la camera di Bella racconta qualcosa del personaggio. All'inizio della storia è mentalmente simile a una bambina e, proprio per questo, la stanza venne immaginata quasi come un enorme ambiente protetto: pareti curve e imbottite, immagini di paesaggi e persino un pavimento morbido nel salotto. Elementi che magari non vengono notati consapevolmente durante la visione, ma contribuiscono a rendere quel mondo leggermente fuori posto. È però Lisbona a mostrare fino a che punto sia arrivato il lavoro della produzione.
Quando si accorsero che i tram tipici della città non funzionavano all'interno della scenografia, trovarono una soluzione perfettamente coerente con l'universo del film: li fecero volare sopra le strade. Persino il gigantesco panorama che circonda il porto è in gran parte un'illusione. Per illuminare l'enorme fondale dipinto furono impiegati centinaia di apparecchi e, secondo il direttore della fotografia Robbie Ryan, sul set di Lisbona vennero utilizzati complessivamente più di 800 SkyPanel. Il viaggio di Bella continua poi sulla nave che la conduce verso Alessandria. Anche qui, però, niente oceano aperto.
La nave venne costruita negli studi e la produzione utilizzò un gigantesco LED wall lungo circa 60 metri per creare acqua e cielo attorno al set. L'ispirazione, curiosamente, non arrivava dai grandi transatlantici dell'epoca: i production designer guardarono alle serre dei Kew Gardens di Londra, trasformando l'imbarcazione in una sorta di enorme gabbia di vetro galleggiante. Una scelta che riflette anche quello che sta accadendo a Bella, sempre più insofferente nei confronti di Duncan. Anche Alessandria è una fantasia costruita. Gli Origo Studios ospitarono infatti non soltanto la casa di Baxter e la Londra del film, ma anche la città egiziana, la nave e parte degli ambienti parigini.
Qualche luogo reale, comunque, esiste. Sempre a Budapest furono utilizzati alcuni edifici e spazi autentici, ma trasformandoli pesantemente affinché non fossero immediatamente riconoscibili. Tra questi c'è la Metropolitan Ervin Szabó Library, utilizzata per gli interni della casa di Alfie Blessington. Anche le scuole di medicina, la chiesa e alcune sequenze nel bosco sfruttarono location reali nell'area della capitale ungherese. Ma persino in questi casi, la regola rimase la stessa: il luogo reale doveva sembrare artificiale. Heath e Price hanno raccontato che l'idea era quasi paradossale: trasformare le vere location affinché sembrassero scenografie, mantenendo così intatta l'identità visiva del film.
Ed è probabilmente questo il dettaglio più affascinante delle location di Povere Creature. Bella Baxter attraversa Londra, Lisbona, Alessandria e Parigi alla scoperta del mondo, ma Emma Stone per realizzare quel viaggio non ha dovuto realmente attraversare tutte quelle città. La maggior parte di esse si trovava a pochi chilometri di distanza, dentro e intorno agli studi di Budapest. L'Europa impossibile immaginata da Lanthimos in Povere Creature è quindi esattamente ciò che sembra: un luogo che nella realtà non è mai esistito. Ed è stato necessario costruirlo praticamente da zero per permettere a Bella di scoprirlo.