Primo posto al botteghino nel quarto weekend: la corsa di Michael verso il miliardo di dollari è iniziata
Michael torna primo al botteghino nel quarto weekend, battendo Il diavolo veste Prada 2. Incassi oltre 600 milioni di dollari globali.
Il biopic su Michael Jackson continua a stupire Hollywood con una tenuta al botteghino che ha pochi precedenti nella recente storia del cinema. Durante il suo quarto weekend nelle sale americane, il film diretto da Antoine Fuqua è tornato a conquistare la vetta della classifica domestica, un risultato che non si vedeva da sei mesi e che testimonia la forza straordinaria di un progetto discusso, ma redditizio.
Secondo le proiezioni di Lionsgate diffuse sabato mattina, Michael è destinato a incassare tra i 25 e i 28 milioni di dollari nel weekend, con un calo stimato tra il 26 e il 34 per cento rispetto alla settimana precedente. Si tratta di una performance eccezionale per un film al suo quarto weekend di programmazione, periodo in cui solitamente i titoli subiscono flessioni ben più marcate. Michael diventa così il primo film a riconquistare la posizione numero uno dopo sei mesi, da quando Zootropolis 2 aveva compiuto la stessa impresa durante il suo terzo weekend.
La scalata al vertice della classifica rappresenta un ritorno trionfale dopo due settimane trascorse rispettivamente al secondo e al terzo posto. Durante il suo secondo weekend, Michael era stato scalzato da Il diavolo veste Prada 2, mentre nella terza settimana aveva dovuto cedere il passo alla combo con Mortal Kombat II. Ora, invece, ha superato entrambi i titoli grazie a una tenuta che ha sorpreso anche gli analisti più ottimisti.
Il successo commerciale di Michael assume contorni ancora più interessanti se si considera il contesto critico e culturale in cui il film si è mosso. Con un punteggio del 39 per cento su Rotten Tomatoes, il biopic non ha convinto la critica, che ha ha avuto da ridire soprattutto sulla scelta di offrire un ritratto sostanzialmente celebrativo del Re del Pop senza affrontare in modo approfondito le accuse di abuso sessuale su minori che hanno segnato gli ultimi anni della sua vita. Eppure, nonostante le polemiche e le recensioni tiepide, il pubblico ha risposto con entusiasmo.
A metà della sua corsa, Michael ha già superato i 600 milioni di dollari di incassi globali, diventando il secondo biopic musicale nella storia del cinema a raggiungere questo traguardo, dopo Bohemian Rhapsody del 2018. La prospettiva di diventare il primo biopic musicale a toccare il miliardo di dollari diventa una possibilità concreta che dipenderà dalla tenuta nelle prossime settimane e dalla performance nei mercati internazionali.
Mentre il botteghino del 2026 continua a mostrare segnali di vitalità con una competizione serrata tra blockbuster, sequel e produzioni indipendenti, Michael si conferma come uno dei fenomeni dell'anno, capace di tenere testa ai titoli più attesi e di riportare il pubblico nelle sale settimana dopo settimana.