Quentin Tarantino sul caso Rust: Usare pistole finte è "come inserire erezioni digitali nei porno"
Quentin Tarantino commenta la tragedia sul set di Rust con parole molto forti, dando il 10% della colpa ad Alec Baldwin.
Quentin Tarantino, di certo avvezzo all'uso di armi da fuoco sui suoi set cinematografici, ha parlato durante il podcast Club Random di Bill Maher della tragedia sul set di Rust, dove la direttrice della fotografia ha perso la vita dopo un colpo partito dalla pistola di Alec Baldwin.
"La persona che maneggia le pistole è responsabile al 90%" ha spiegato. "Ma l'attore è responsabile al 10%, [Alec Baldwin] avrebbe dovuto seguire tutte le procedure".
Maher ha chiesto così a Tarantino perché non si possano usare solo armi finte sui set cinematografici, con effetti visivi aggiunti in post-produzione per simulare lo sparo e il sonoro, un po' come deciso per il set di The Crow - Il corvo.
Il regista ha poi cercato di sottolineare che "tra le tutte le armi vere che abbiamo usato nei film, ci sono solo due esempi di persone colpite sul set per un incidente con un'arma". Il riferimento è non solo alla sparatoria di Rust, ma anche alla morte di Brandon Lee sul set di Il corvo. "È un ottimo record, cazz*".
Dopo esser stato accusato di omicidio colposo, il caso contro Baldwin è stato archiviato lo scorso 12 luglio, mentre l'armiera sul set Hannah Gutierrez-Reed è stata condannata per omicidio colposo e a 18 mesi di carcere.
Durante la stessa intervista, il regista ha spiegato che non intende vedere Toy Story 4 e che il suo Star Trek non si farà.