Questi dieci film sono le opere che hanno influenzato Hayao Miyazaki (e c'è pure un film italiano)
Il regista di capolavori intramontabili come Si alza il vento e La città incantata, ha svelato la lista dei suoi film preferiti di sempre (dove spiccano opere anche del cinema italiano).
Hayao Miyazaki è considerato uno dei più grandi registi d'animazione della storia. Cofondatore dello Studio Ghibli, ha firmato alcuni dei film più amati di sempre, da La città incantata e Principessa Mononoke fino ai più recenti Si alza il vento e Il ragazzo e l'airone. Eppure, prima di diventare il maestro che tutti conosciamo, Miyazaki è stato innanzitutto uno spettatore.
L'acclamato autore giapponese, prima di affermarsi come regista, è cresciuto nutrendosi di storie di ogni genere: dal fantastico al western, passando per il dramma neorealista fino alle epiche vicende del Giappone feudale. È proprio da questo vasto immaginario che ha tratto l'ispirazione per dare forma a uno stile cinematografico unico, capace di renderlo riconoscibile e amato in tutto il mondo.Ora il maestro Miyazaki ha deciso di stilare una lista di dieci opere che hanno rappresentato le sue principali fonti d'ispirazione nella costruzione della sua filmografia. Una selezione di titoli che, oltre a offrire una chiave di lettura privilegiata del suo cinema, rappresenta anche una preziosa raccolta di film da riscoprire, sia per gli appassionati sia per chi desidera avvicinarsi per la prima volta al suo immaginario.
Com'era verde la mia valle (1941) di John FordCom'era verde la mia valle è ricordato oggi soprattutto come il film che batté infamemente Quarto potere agli Oscar, ma il classico di John Ford merita molto di più. Ambientato in una cittadina mineraria del Galles, il film racconta le vite della famiglia Morgan mentre i cambiamenti tumultuosi del nuovo secolo ne plasmano il destino. Si tratta essenzialmente di una storia sulla condizione umana, e le influenze su Miyazaki sono evidenti fin dall'inizio.
Molti dei suoi film esplorano infatti le emozioni individuali di fronte a forze più grandi che modellano il mondo. Com'era verde la mia valle rappresenta uno dei vertici della carriera di Ford, ed è una testimonianza puramente umana del cinema hollywoodiano. La controversia degli Oscar distrae dal fatto che questo gioiello del 1941 è cinema fatto di carne, sangue e sentimenti autentici.
Il vecchio mulino (1937) da Wilfred Jackson e Graham Heid
Il vecchio mulino, uno dei corti della serie Silly Symphonies della Disney, ha plasmato lo studio prima che passasse ai lungometraggi. Questo pezzo di dieci minuti mostra vari animali che cercano rifugio in un mulino abbandonato mentre si avvicina una tempesta. L'animazione è splendida e fluida, e lo storytelling visivo rappresenta uno dei migliori esempi del catalogo Disney degli esordi.
Uscito lo stesso anno di Biancaneve e i sette nani, il primo lungometraggio animato Disney, Il vecchio mulino dimostra che anche Miyazaki, pur rappresentando l'antitesi dell'approccio Disney, non può negare il trionfo di questo corto. Gli animatori hanno estratto ogni trucco dal loro repertorio, creando una vetrina eccellente delle possibilità del mezzo animato. Indipendentemente da chi lo guarda, Il vecchio mulino è un'introduzione ideale all'arte dell'animazione.
Ran (1985) di Akira Kurosawa
Tra le influenze più evidenti nella carriera di Hayao Miyazaki c'è sicuramente Akira Kurosawa, uno dei più grandi registi giapponesi di sempre. Uscito nel 1985, lo stesso anno della fondazione dello Studio Ghibli, Ran è stato l'ultimo grande kolossal della carriera dell'iconico regista. Liberamente ispirato al Re Lear di Shakespeare, la storia riguarda un signore della guerra che tenta di dividere il suo dominio tra i suoi tre figli.
Kurosawa realizzò altri tre film dopo Ran, ma questo fu il suo vero canto del cigno. La tecnica ampia ma intricata di Kurosawa è in piena mostra in Ran, lasciando il segno su chiunque lo veda. Sebbene i film di Miyazaki siano piuttosto diversi, l'animatore ha preso in prestito da Kurosawa la capacità di trovare l'umanità in situazioni più grandi della vita. Miyazaki e Kurosawa mettono entrambi i personaggi al primo posto.
I sette samurai (1954) di Akira Kurosawa
L'altro capolavoro di Kurosawa citato da Miyazaki è I sette samurai, uscito nel 1954 e ancora oggi considerato uno dei vertici assoluti della storia del cinema. La storia è quella di un villaggio minacciato dai banditi che chiede aiuto a un gruppo di samurai, ma dietro la spettacolare epopea di Kurosawa c'è soprattutto un profondo studio dei personaggi.
Ed è proprio questo aspetto ad aver colpito Miyazaki. Anche nei suoi film più grandiosi, infatti, il regista non perde mai di vista l'umanità dei protagonisti. Che si tratti di una guerra tra spiriti e uomini o di un viaggio fantastico in un mondo sconosciuto, al centro delle sue storie ci sono sempre emozioni, paure e desideri molto reali. Una lezione fondamentale che Miyazaki ha fatto propria: anche le storie più grandi funzionano soltanto quando i personaggi restano al centro del racconto.
Le avventure di Peter Pan (1953) di Hamilton Luske, Clyde Geronimi e Wilfred Jackson.
Il rapporto tra Hayao Miyazaki e Disney non è mai stato sempre idilliaco. Tuttavia, questo non significa che il regista giapponese non abbia saputo riconoscere la qualità e l'importanza di alcune opere fondamentali del buon vecchio Walt. Tra i suoi film preferiti, infatti, compare anche Le avventure di Peter Pan, il classico Disney del 1953 tratto dall'opera di J.M. Barrie.
La storia di Wendy e dei suoi fratelli trascinati sull'Isola che non c'è da un bambino incapace di crescere ha molti elementi in comune con il cinema di Miyazaki: la meraviglia vista attraverso gli occhi dei giovani, il confine sottile tra realtà e fantasia e la capacità di trasformare l'immaginazione in un luogo concreto. L'opera di Barrie ha lasciato un segno sul mondo intero, e l'adattamento Disney del 1953 ne ha diffuso l'influenza ancora di più. Il punto di forza maggiore di Peter Pan, come quello de La città incantata, è il suo senso della prospettiva: il mondo di magia e meraviglia è filtrato attraverso gli occhi dei bambini.
Sfida infernale (1946) di John Ford
Hayao Miyazaki ha citato diversi film di John Ford nella sua lista di preferiti, ma nessuno come Sfida infernale. Basato sulla storia vera, Wyatt Earp e i suoi fratelli arrivano a Tombstone e vengono coinvolti negli eventi all'O.K. Corral. Sebbene sia un western quintessenziale sotto molti aspetti, è anche un'aggiunta unica al genere.
La vendetta di Earp è la forza trainante della trama, ma Sfida infernale è anche un film dal ritmo lento e pensieroso. Gli aspetti mondani del Vecchio West vengono evidenziati, ed è probabilmente ciò che ispira maggiormente Miyazaki. Attraverso l'umanità di Earp e dei suoi pistoleros, Ford crea un ambiente vivo e pulsante. È proprio l'intersezione tra il mondano e il magico che distingue anche Miyazaki.
Tempi moderni (1936) di Charlie Chaplin
Tempi moderni di Charlie Chaplin è senza dubbio uno dei più grandi film mai realizzati. Chaplin interpreta un uomo sfortunato che lavora in una fabbrica ad alta tecnologia, ma tutte le innovazioni portano solo a guai. Sotto tutto l'umorismo slapstick, Tempi moderni è una critica incisiva della disumanizzazione dei lavoratori.
L'influenza di Chaplin sul cinema in generale è così vasta che è impossibile riassumerla, e anche Miyazaki ha tratto qualcosa dall'icona di Hollywood. Tempi moderni non perde mai di vista il suo umorismo, mantenendo però chiaro il messaggio. I film di Miyazaki allo stesso modo nascondono il loro significato più profondo dietro la bellezza e la meraviglia sia del reale che del fantastico.
Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica
Le cose erano cupe nell'Italia del dopoguerra, e Ladri di biciclette del 1948 non cerca di addolcire questa realtà. Un uomo povero si guadagna da vivere attaccando manifesti, ma il suo sostentamento viene minacciato quando gli viene rubata la bicicletta. Insieme a suo figlio, l'uomo intraprende una ricerca di giustizia.
Il capolavoro melodrammatico di Vittorio De Sica è la definizione da manuale di un film slice-of-life. Come per Com'era verde la mia valle, è abbastanza chiaro cosa Hayao Miyazaki abbia tratto da Ladri di biciclette. Il ritratto senza compromessi della condizione umana non solo crea grande cinema, ma rappresenta l'essenza di ogni forma di narrazione. I film di Miyazaki non sono mai così cupi, ma sono ugualmente influenzati dalle realtà positive e negative del mondo.
Lo squalo (1975) di Steven Spielberg
Ogni scelta citata da Miyazaki ha un'influenza chiara sul suo lavoro, tranne Lo squalo. Il blockbuster di Steven Spielberg riguarda uno sceriffo di una città balneare che vede il suo tranquillo paesino minacciato da un enorme squalo bianco. Portando il genere dell'attacco animale a un livello superiore, Lo squalo è pura magia hollywoodiana grazie al lavoro di Spielberg.
Sebbene possa sembrare il film più distante dall'universo di Miyazaki, c'è una lezione fondamentale anche qui: la capacità di creare tensione e suspense attraverso ciò che non si vede, lasciando che l'immaginazione del pubblico faccia il lavoro. Una tecnica che Miyazaki ha applicato nei suoi film, dove spesso il non detto e il non mostrato hanno la stessa forza di ciò che appare sullo schermo.
Cenere e diamanti (1958) di Andrzej Wajda
L'ultimo film nella lista delle influenze di Miyazaki è Cenere e diamanti del regista polacco Andrzej Wajda. Ambientato negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale in Polonia, il film segue un giovane combattente della resistenza incaricato di assassinare un leader comunista. È un'opera intensa che esplora i temi della guerra, dell'ideologia e della perdita di innocenza.
La presenza di questo film nella lista di Miyazaki sottolinea ancora una volta come il maestro giapponese abbia sempre guardato al cinema mondiale nella sua interezza, non limitandosi all'animazione o ai confini geografici. Cenere e diamanti rappresenta quella capacità di raccontare storie profondamente umane anche nei contesti più drammatici, una caratteristica che permea tutta l'opera di Miyazaki.
Nel vedere tutte queste opere emerge un ritratto complessivo dell'artista, in quanto ha realizzato il suo personale immaginario prendendo spunto dal cinema mondiale. È riuscito a riassumere tutte queste influenze in qualcosa di personale e iconico, dove l'immaginazione condivide una grande importanza alla psicologia e all'emotività dei suoi personaggi, oltre a esaltare le piccole cose della nostra quotidianità.