Ragazzi perduti: gli attori del film confermano la lettura omoerotica della storia
In un'intervista riguardante Ragazzi Perduti, Alex Winter e Corey Feldman hanno confermato la sfumatura omosessuale del film
Lost Boys, Ragazzi perduti, usciva al cinema 35 anni fa. Il teen horror a tema vampirismo di Joel Schumacher riuscì a segnare l’immaginario della fine degli anni ’80 grazie alla sua peculiare estetica di sassofonisti nudi ricoperti di olio e ragazzacci cattivi come rock star. Una colonna sonora immediatamente cult con la canzone originale Cry Little Sister finita nella rotazione fissa degli strip club. Lo studio non credeva nel film. Jason Patric, che in Ragazzi perduti interpreta Michael Emerson, spingeva tantissimo per fare qualcosa di più. Un film per giovani ma con sostanza, vampiri ed emozioni. Voleva un approccio più sofisticato di un semplice horror.
Entusiasmo e leggerezza che traspaiono anche nella pellicola, cult movie scanzonatissimo ed eccentrico. Una classica storia di adolescenza che si incontra con una di vampiri, di quelli moderni, che stanno nell’ombra dei gruppi che fanno festa la notte. Sono coloro che rendono pericolose le città con le loro bravate.
I fratelli Emerson si trasferiscono nella casa del nonno a Santa Carla in California. Insieme alla madre, vogliono passare il trauma del divorzio e il conseguente sconvolgimento famigliare. Sammy, il fratello minore, incontra i Ranocchi: due coetanei che gli rivelano attraverso i fumetti i segreti dei vampiri della città. Michael, il maggiore, è vittima del fascino di Stella e dei suoi amici che gli fanno bere sangue e lo trasformano.
Si conferma così la fondatezza della lettura secondo una chiave di racconto omosessuale del film. Continua Winter:
Ho frequentato persone trans, gender-fluid e gay per tutta la vita. Era ovvio quello che stavano facendo con il film e ho pensato che fosse fantastico. Ho usato tutto questo per Marko, mi sono ispirato a questi ragazzi che conoscevo in Times Square.
Newlander invece ha ammesso di non essersene mai accorto.
Non ci ho pensato fino a che qualcuno non me l’ha fatto notare cinque anni fa ad una convention. Credo che in qualche modo io ci abbia pensato, ma sono stati altri a menzionarlo. Così ho cercato di ricordarmi e mi è venuto in mente il poster di Ron Lowe appeso nella stanza di Corey Haim. È l’unica cosa che mi ricordo che dia un segnale LGBT.
Fonte: Entertainment Weekly