Rambo: First Blood: quale moto guidava Stallone nel film? Un’icona “attuale” che in pochissimi ricordano
Una Yamaha da principianti, una delle scene d'inseguimento più memorabili del cinema anni Ottanta, e un mezzo che oggi viene battuto all'asta per cifre da capogiro. La storia della moto di John Rambo.
Una dual-sport da 250cc che ha battuto la polizia
Quando First Blood uscì nelle sale americane il 22 ottobre 1982, nessuno prestò troppa attenzione alla moto. Tutto era concentrato su Stallone — il suo corpo, la sua intensità, quella scena finale che sembrava uscita da un dramma di guerra più che da un film d'azione. Eppure c'è un oggetto in quel film che meriterebbe molto più spazio di quanto la memoria collettiva gli abbia mai concesso: la Yamaha XT250, prima generazione, anno modello 1982, una dual-sport da 249cc con motore monocilindrico quattro tempi e cambio a cinque marce, velocità massima intorno agli 80 chilometri orari. Non esattamente il mezzo che ci si immagina per sfuggire alla polizia attraverso una cittadina della British Columbia. Eppure funziona — nel film e, sorprendentemente, anche nella realtà. Rambo la porta su marciapiedi, la fa volare sui binari ferroviari, la spinge fuori strada senza che perda un colpo, e quella sequenza di inseguimento è rimasta nella storia del cinema di genere come uno dei momenti più riusciti degli anni Ottanta.
La moto del film e il suo destino all'asta
Nel film, Rambo ruba la Yamaha a un passante per strada per fuggire dalla città e raggiungere le montagne. La scena dura quasi tre minuti ed è costruita con una precisione tecnica che si capisce meglio sapendo chi c'era davvero in sella. La maggior parte delle riprese acrobatiche — compresi il salto sui binari ferroviari e le impennate sull'asfalto bagnato e ghiacciato — fu eseguita dal campione di motocross professionista Will Harper, chiamato sul set della British Columbia praticamente senza preavviso perché il precedente stuntman non riusciva a eseguire le manovre richieste. Stallone girò le riprese di inquadratura larga e alcune sequenze su strada, ma è Harper quello che vola sui binari — ed è quella sequenza che finì sui poster internazionali del film, contribuendo in modo determinante all'immagine del personaggio. La moto originale sopravvisse alle riprese e fu venduta all'asta nel 2018 da Heritage Auctions, con una stima tra i 20.000 e i 30.000 dollari e in dotazione il documento d'acquisto originale datato 21 agosto 1981, quando la casa di produzione Kassar/Vajna Films la ordinò da un concessionario Yamaha di Buena Park, California, con destinazione finale il Canada.
Perché l'XT250 e non una moto più cinematografica
La domanda che vale la pena fare è semplice: perché una 250 da principianti invece di qualcosa di più visivamente imponente? La risposta sta nelle esigenze pratiche della scena. Le XT250 di prima generazione, prodotte dal 1980 al 1983, erano progettate per l'uso misto su strada e fuori strada, con un'altezza da terra elevata e pneumatici adatti a entrambe le superfici — esattamente ciò che serviva per una sequenza che prevedeva asfalto cittadino, binari ferroviari, sentieri sterrati e terreno boschivo, il tutto in rapida successione. Una moto più grande e pesante avrebbe reso impossibili molte delle manovre che Harper eseguì, e probabilmente avrebbe reso la scena meno credibile invece che più spettacolare. È una delle scelte di produzione più intelligenti del film, proprio perché non sembra una scelta: sembra semplicemente la moto che capitava lì, rubata per necessità a un malcapitato, il che è esattamente quello che il copione racconta. Il realismo dell'oggetto alimenta il realismo della scena. In un film costruito sulla verosimiglianza psicologica più che sulla spettacolarità da blockbuster, anche la moto doveva sembrare vera — e la XT250 ci riusciva perfettamente.
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