Ricchi… da morire – Delitti in famiglia, Jessica Henwick sulla bravura di Glen Powell: "Dedica anima e corpo al progetto"
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia arriva al cinema dopo oltre 10 anni di sviluppo: ecco come John Patton Ford ha costruito la sua dark comedy con Glen Powell, Margaret Qualley ed Ed Harris.
Alcuni film impiegano pochi mesi per arrivare sul grande schermo, mentre altri attraversano un processo produttivo più lungo fatto di anni di riscritture, cambi di prospettiva e trasformazioni creative prima di trovare la propria forma definitiva. Ricchi… da morire – Delitti in famiglia appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Dietro la dark comedy con protagonisti Glen Powell, Margaret Qualley ed Ed Harris si nasconde una storia produttiva lunga oltre quindici anni, fatta di intuizioni, influenze cinematografiche prestigiose e una precisa volontà autoriale: costruire un film capace di mescolare thriller, satira sociale e umorismo nero senza rinunciare però all'intrattenimento più spettacolare. L'idea di Ricchi… da morire – Delitti in famiglia accompagna John Patton Ford da oltre dieci anni e, nel corso del tempo, il progetto ha attraversato numerose versioni e riscritture, mantenendo però intatto il proprio nucleo originario: raccontare una lotta feroce per ottenere una cospicua eredità attraverso il linguaggio della commedia nera. Tra le influenze più importanti citate dal regista spicca Sangue Blu (Kind Hearts and Coronets), classico Ealing del 1949 in cui Alec Guinness interpretava otto membri di una famiglia aristocratica destinati a essere eliminati uno dopo l'altro, una fonte d'ispirazione che ha contribuito a definire il tono ironico e spietato dell'opera.Disponibile nei cinema italiani dal 17 giugno 2026, grazie alla distribuzione di Lucky Red, Ricchi… da morire – Delitti in famiglia segna il ritorno di John Patton Ford dopo il successo di Emily the Criminal, confermando la sua capacità di rileggere modelli classici attraverso una sensibilità profondamente contemporanea. Al centro della storia troviamo Becket Redfellow, interpretato da Glen Powell, un uomo deciso a reclamare l'eredità della famiglia che lo ha rinnegato alla nascita. Quando scopre che tra lui e la fortuna dei Redfellow si frappongono numerosi parenti, decide di eliminare ogni ostacolo sul proprio cammino, dando così vita ad una spirale di eventi sempre più assurdi e pericolosi.
Il cast di Ricchi… da morire – Delitti in famiglia è di primissimo livello: oltre a Powell, troviamo Margaret Qualley, Ed Harris, Bill Camp, Topher Grace, Zach Woods e Jessica Henwick. E proprio quest'ultima, interprete di Ruth, ha raccontato in un'intervista alcuni aspetti della lavorazione del film e del lungo percorso che ha portato il progetto sul grande schermo. Henwick ha quindi descritto Ruth come “l'unica persona normale in un gruppo di psicopatici”, una figura che osserva dall'interno il progressivo caos generato dalla famiglia Redfellow. La ragazza, fidanzata con Noah, uno degli eredi più giovani di questa famiglia disfunzionale, si ritrova suo malgrado coinvolta in una spirale di eventi sempre più imprevedibili.
Secondo l'attrice, uno degli elementi che hanno permesso al film di conservare la propria identità, nonostante un processo creativo che ha richiesto tanti anni, è stato il coinvolgimento diretto di Glen Powell, protagonista ma anche produttore della pellicola. Henwick ha descritto Powell come una presenza costante sul set:“Glen vive e respira il film. Dedica anima e corpo al progetto”. - Jessica Henwick
L'attrice ha inoltre sottolineato uno degli aspetti che più l'ha colpita della scrittura di John Patton Ford, affermando che anche nelle scene più tradizionali e che ritraggono la semplice quotidianità, i dialoghi sono sempre brillanti e stratificati, mettendo in risalto quello che i personaggi dicono e quello che realmente desiderano. Come osserva Henwick, una conversazione può apparire semplice “chiacchiera”, ma in realtà il sottotesto racconta emozioni, tensioni e desideri completamente diversi, capaci di aggiungere profondità ai personaggi.
E questo approccio si riflette anche nelle scene più intime del film, che hanno richiesto un inevitabile periodo di rodaggio tra gli interpreti. Proprio in tal senso Henwick ha raccontato, con un certo grado di ironia, il sollievo provato dopo aver girato la prima scena di bacio con Powell, superando una vera e propria barriera iniziale di imbarazzo:
“Ora capisco perché Kate Winslet si sia spogliata davanti a Leonardo DiCaprio il primo giorno di Titanic. Vuoi solo toglierti il pensiero.” - Jessica Henwick
Secondo Henwick, uno dei maggiori punti di forza del film è proprio la capacità di Ford di costruire personaggi moralmente complessi, ma comunque riconoscibili nelle loro fragilità e contraddizioni. Anche in Ricchi… da morire – Delitti in famiglia il regista riesce quindi a coniugare l'ironia tipica della commedia con le azioni spesso discutibili del suo antieroe, con lo spettatore che finisce così per tifare per Becket pur sapendo che le sue azioni sono moralmente sbagliate: una delle caratteristiche più riconoscibili del cinema di John Patton Ford. Ma quale messaggio rimane allo spettatore quando scorrono i titoli di coda? Secondo Henwick, con la sua consueta ironia:
"Il tuo fidanzato è uno psicopatico? È un serial killer? Lascia perdere. Torna sulle app di incontri. Perché non c'è futuro lì." - Jessica Henwick
Dopo oltre quindici anni di sviluppo, riscritture e trasformazioni creative, Ricchi… da morire – Delitti in famiglia arriva finalmente al pubblico nella forma immaginata da John Patton Ford. Un film che conserva l'ambizione delle grandi commedie nere del passato, ma che utilizza avidità, privilegio e legami familiari per raccontare in realtà delle ossessioni profondamente contemporanee.