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Richard Hammond ha un’incredibile collezione di moto: nel suo garage ci sono pezzi che raccontano una vita

Richard Hammond non ama soltanto le auto: nel suo garage conserva una straordinaria collezione di moto, tra Ducati, BMW, Triumph e rarissimi modelli storici.

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Per milioni di spettatori Richard Hammond rimarrà sempre uno dei tre uomini di Top Gear disposti a mettersi al volante praticamente di qualsiasi automobile pur di trasformarla in televisione. Ma basta entrare nel suo garage per scoprire che la passione dell’ex conduttore britannico non si è mai fermata alle quattro ruote: Hammond possiede infatti una sorprendente collezione di motociclette che attraversa quasi un secolo di storia, dalle rarità britanniche degli anni Venti fino alle sportive che hanno segnato gli anni Novanta.

Una passione tutt’altro che secondaria. Hammond ha posseduto decine di moto nel corso della sua vita e nel 2025 aveva aperto le porte della propria collezione, mostrando insieme circa una ventina di esemplari. Alcuni sono pezzi da museo, altri raccontano invece qualcosa di molto personale: moto desiderate quando era ragazzo, modelli acquistati perché legati a un ricordo preciso e persino mezzi utilizzati normalmente per gli spostamenti quotidiani. Tra i marchi più rappresentati c’è BMW. Uno dei pezzi più affascinanti è una R 90 S degli anni Settanta nella celebre colorazione Daytona Orange, equipaggiata con un boxer bicilindrico da 898 cc.

Una moto diventata un simbolo della produzione tedesca dell'epoca, ma che nella raccolta di Hammond sembra quasi moderna se confrontata con un altro dei suoi gioielli: una BMW R 52 del 1929. Nel garage trovano spazio anche una R 100 RT e una più recente R 1200 RT. Quest'ultima, nonostante sia decisamente meno rara di alcuni dei pezzi che la circondano, occupa un posto particolare nelle preferenze del conduttore: Hammond l'ha utilizzata realmente per migliaia di chilometri e in passato l'ha definita addirittura la migliore moto del mondo.

Ma se c'è un Paese capace di competere con la Germania nel suo garage, quello è inevitabilmente l'Italia. E qui il nome dominante è Ducati. Hammond possiede una 916, una delle sportive più importanti e riconoscibili degli anni Novanta, disegnata da Massimo Tamburini e diventata rapidamente un'icona ben oltre il mondo delle due ruote. Accanto alla versione standard c'è però qualcosa di ancora più particolare: una Ducati 916 SPS Carl Fogarty Replica, edizione limitata dedicata al quattro volte campione del mondo Superbike.

Non è l'unica Ducati della raccolta. Hammond possiede anche una 900 SS, mentre in passato nel suo garage è rimasta per oltre dieci anni una Moto Guzzi Le Mans prima serie. La presenza italiana è quindi numericamente inferiore rispetto a quella britannica o giapponese, ma comprende alcuni dei modelli più importanti dell'intera collezione. E sono proprio le moto britanniche a raccontare forse meglio il rapporto di Hammond con le due ruote. Tra le Triumph figurano diverse Bonneville, comprese alcune T120 degli anni Sessanta, oltre a una versione personalizzata.

C'è poi una Norton Manx da competizione degli anni Cinquanta, una delle motociclette più importanti nella storia delle corse britanniche, alla quale Hammond aveva affiancato anche una più recente Norton Dominator Street 961, successivamente venduta. Ma uno dei pezzi che più facilmente catturano l'attenzione è molto più antico. Si tratta di una Brough Superior SS80 risalente agli anni Venti, appartenente a un marchio che all'epoca era talmente prestigioso da guadagnarsi il soprannome di “Rolls-Royce delle motociclette”.

Oggi le Brough Superior storiche sono tra le moto britanniche più ricercate dai collezionisti e alcuni esemplari possono raggiungere quotazioni estremamente elevate. A rendere interessante la raccolta di Hammond, però, è proprio il fatto che rarità di questo genere convivano con motociclette che hanno un significato completamente differente. Il presentatore conserva infatti anche alcune delle sportive giapponesi che sognava da ragazzo. Tra queste c'è una Suzuki GSX-R1100: Hammond ha raccontato in passato di ricordare ancora quando, da bambino, ne vide una ferma a un distributore di benzina e rimase folgorato. Anni dopo avrebbe finito per metterne una nel proprio garage.

Lo stesso vale per una Kawasaki ZXR750, altra superbike che lo aveva affascinato da giovane. Nella collezione trovano spazio inoltre una rarissima Kawasaki KR-1S a due tempi, una Suzuki Katana e altri modelli capaci di fotografare perfettamente un'epoca nella quale le sportive giapponesi stavano cambiando rapidamente il mercato. Il criterio con cui Hammond sceglie le proprie moto, insomma, non sembra essere semplicemente il valore economico. Alcune sono preziosissime, altre relativamente accessibili; alcune rappresentano pietre miliari dell'ingegneria motociclistica, altre sono finite nella raccolta perché gli ricordano un momento della sua vita.

Non manca neppure una parentesi americana. Hammond possiede una Indian Big Chief del 1946, con il suo grande bicilindrico a V, ma anche la decisamente più moderna Indian FTR 1200, naked ispirata alle moto da Flat Track. Nel corso degli anni ha avuto inoltre diverse Harley-Davidson, poi rivendute. Ed è proprio questo continuo movimento a rendere difficile parlare della raccolta di Hammond come di una collezione immutabile. Il garage si è trasformato più volte: alcune moto sono state acquistate, restaurate e successivamente cedute per lasciare spazio ad altre.

Nel 2021, ad esempio, Hammond mise all'asta alcuni dei suoi mezzi per finanziare The Smallest Cog, l'officina di restauro automobilistico diventata successivamente protagonista della serie Richard Hammond's Workshop. Tra i veicoli venduti c'erano anche diverse motociclette, comprese una Moto Guzzi Le Mans, una Norton Dominator 961 Street e una Kawasaki Z900 che gli era stata regalata dalla moglie per il suo quarantesimo compleanno.

Una scelta che racconta bene il suo rapporto con i motori. Hammond può separarsi persino da mezzi ai quali è legato personalmente se dietro c'è un nuovo progetto da inseguire. Del resto, le moto hanno accompagnato anche alcuni dei momenti più difficili della sua vita. Nel 2017 Hammond rimase coinvolto in un grave incidente mentre guidava una Rimac Concept One durante le riprese di The Grand Tour, ma già nel 2006 aveva rischiato la vita nello spettacolare incidente con il dragster Vampire durante Top Gear. Ma la sua passione per la velocità non è mai scomparsa.

E forse è proprio per questo che la sua collezione racconta Richard Hammond meglio di quanto potrebbe fare una semplice lista di veicoli costosi. Nel garage dell'uomo che per anni ha provato alcune delle automobili più desiderate del pianeta ci sono certamente moto rare e preziose, ma anche quelle che guardava nelle vetrine da ragazzo. Da una BMW del 1929 alle Ducati 916, passando per Norton, Triumph, Kawasaki, Suzuki e Indian: più che una collezione costruita seguendo una logica precisa, sembra una gigantesca lista dei desideri trasformata, moto dopo moto, in realtà.

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