Ritorno al futuro, l’Hoverboard che abbiamo tutti desiderato esiste davvero: ma funziona? La verità
È uno degli oggetti più iconici della fantascienza cinematografica: Marty McFly lo usa per muoversi nel futuro, ma quanto c'è di vero dietro quella tavola capace di sfidare la gravità?
Tra gli oggetti entrati nel sogno di tutti i giovani, grazie al cinema, l'hoverboard di Ritorno al futuro - Parte II occupa un posto speciale. Quando Marty McFly arriva nel 2015, scopre un futuro nel quale le automobili volano, le scarpe si allacciano da sole e gli skate non hanno più bisogno delle ruote. L'hoverboard, in particolare, è diventato uno dei simboli più famosi della saga con Michael J. Fox e Christopher Lloyd. Ma oggi, a distanza di anni da quella data futuristica immaginata dal film, una domanda resta affascinante: l'hoverboard può davvero funzionare? La risposta più corretta è: sì, ma non nel modo mostrato al cinema.
Uno degli esperimenti più spettacolari è stato realizzato da Hacksmith Industries, il laboratorio guidato dall'ingegnere canadese James Hobson. Un progetto sviluppato insieme a un giovane ingegnere chiamato Jimmy ha portato alla costruzione di una tavola ispirata proprio a quella di Ritorno al futuro. E questa volta non si trattava soltanto di un effetto speciale. Il principio alla base del prototipo è quello delle correnti parassite, generate dall'interazione tra magneti in movimento e una superficie conduttrice.
Sotto la tavola vengono collocati potenti magneti rotanti. Quando il dispositivo viene posizionato sopra una superficie metallica adatta, il movimento del campo magnetico induce correnti elettriche nel materiale sottostante. Queste correnti producono a loro volta un campo magnetico che interagisce con quello dei magneti della tavola. Il risultato è una forza verso l'alto che permette all'hoverboard di staccarsi dalla superficie. Dunque sì: una tavola può realmente levitare grazie al magnetismo. Il punto è che non può farlo semplicemente sopra qualsiasi strada o pavimento.
Il progetto di Hacksmith ha comunque un enorme valore dimostrativo perché dimostra che la parte più incredibile dell'oggetto visto nel film – la capacità di levitare senza ruote – non appartiene più esclusivamente alla fantascienza. Negli anni diversi gruppi di ricerca e aziende hanno provato a trasformare il sogno di Ritorno al futuro in qualcosa di concreto. Uno dei casi più celebri è quello di Lexus, che nel 2015 presentò un hoverboard funzionante come parte della campagna Amazing in Motion. Anche in quel caso, però, non si trattava di una tavola utilizzabile liberamente per strada. Il sistema sfruttava la levitazione magnetica e richiedeva una superficie appositamente preparata.
C'era poi un'altra particolarità: per mantenere il sistema in funzione venivano utilizzati magneti superconduttori raffreddati con azoto liquido. Una soluzione spettacolare, ma tutt'altro che pratica per l'utilizzo quotidiano. Il prototipo di Hacksmith ha seguito una strada differente, puntando su un sistema che potesse essere utilizzato senza ricorrere a quel particolare sistema di raffreddamento. E il famoso hoverboard del film?
Quindi possiamo comprare un vero hoverboard volante? Qui arriva la parte meno futuristica della storia. Non esiste un hoverboard identico a quello di Marty McFly, pronto per essere acquistato e utilizzato liberamente sulle normali strade. Esistono prototipi che riescono a levitare, ma le loro condizioni di funzionamento sono ancora troppo specifiche per trasformarli nel mezzo di trasporto visto nel film. La tecnologia, insomma, ha dimostrato che l'idea non è completamente impossibile. Il vero ostacolo è riuscire a ottenere una tavola sicura, autonoma, relativamente leggera, energeticamente efficiente e soprattutto capace di funzionare su superfici comuni.