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Ritorno al futuro, l’Hoverboard che abbiamo tutti desiderato esiste davvero: ma funziona? La verità

È uno degli oggetti più iconici della fantascienza cinematografica: Marty McFly lo usa per muoversi nel futuro, ma quanto c'è di vero dietro quella tavola capace di sfidare la gravità?

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Tra gli oggetti entrati nel sogno di tutti i giovani, grazie al cinema, l'hoverboard di Ritorno al futuro - Parte II occupa un posto speciale. Quando Marty McFly arriva nel 2015, scopre un futuro nel quale le automobili volano, le scarpe si allacciano da sole e gli skate non hanno più bisogno delle ruote. L'hoverboard, in particolare, è diventato uno dei simboli più famosi della saga con Michael J. Fox e Christopher Lloyd. Ma oggi, a distanza di anni da quella data futuristica immaginata dal film, una domanda resta affascinante: l'hoverboard può davvero funzionare? La risposta più corretta è: sì, ma non nel modo mostrato al cinema.

Nel film Marty sale sulla tavola, si spinge via e comincia a muoversi praticamente ovunque, sorvolando strade e marciapiedi senza alcun tipo di ruota. Nella realtà, invece, sono stati realizzati diversi dispositivi che possono sollevarsi da terra, ma nessuno ha raggiunto la stessa libertà di movimento dell'oggetto immaginato da Robert Zemeckis e dagli sceneggiatori Bob Gale e Robert Zemeckis. Il problema fondamentale è la superficie sulla quale dovrebbe muoversi la tavola. La levitazione magnetica, infatti, è possibile, ma richiede condizioni molto precise.

Uno degli esperimenti più spettacolari è stato realizzato da Hacksmith Industries, il laboratorio guidato dall'ingegnere canadese James Hobson. Un progetto sviluppato insieme a un giovane ingegnere chiamato Jimmy ha portato alla costruzione di una tavola ispirata proprio a quella di Ritorno al futuro. E questa volta non si trattava soltanto di un effetto speciale. Il principio alla base del prototipo è quello delle correnti parassite, generate dall'interazione tra magneti in movimento e una superficie conduttrice.

Michael J. Fox in una scena di Ritoro al Futuro parte 2 - Fonte: United International Pictures

Sotto la tavola vengono collocati potenti magneti rotanti. Quando il dispositivo viene posizionato sopra una superficie metallica adatta, il movimento del campo magnetico induce correnti elettriche nel materiale sottostante. Queste correnti producono a loro volta un campo magnetico che interagisce con quello dei magneti della tavola. Il risultato è una forza verso l'alto che permette all'hoverboard di staccarsi dalla superficie. Dunque sì: una tavola può realmente levitare grazie al magnetismo. Il punto è che non può farlo semplicemente sopra qualsiasi strada o pavimento.

Il prototipo di Hacksmith, infatti, ha bisogno di una superficie metallica conduttrice appositamente predisposta. Non basta una normale strada asfaltata e nemmeno un pavimento di cemento, e questo è il dettaglio che separa la fantascienza dalla tecnologia reale. L'hoverboard di Marty McFly sembra funzionare ovunque: nelle strade, nei vicoli, sui marciapiedi e persino durante spettacolari inseguimenti. Un dispositivo reale basato sul sistema magnetico utilizzato nel prototipo, invece, necessita di una sorta di “pista” compatibile. In altre parole, per far viaggiare liberamente un simile hoverboard servirebbero infrastrutture specifiche.

Il progetto di Hacksmith ha comunque un enorme valore dimostrativo perché dimostra che la parte più incredibile dell'oggetto visto nel film – la capacità di levitare senza ruote – non appartiene più esclusivamente alla fantascienza. Negli anni diversi gruppi di ricerca e aziende hanno provato a trasformare il sogno di Ritorno al futuro in qualcosa di concreto. Uno dei casi più celebri è quello di Lexus, che nel 2015 presentò un hoverboard funzionante come parte della campagna Amazing in Motion. Anche in quel caso, però, non si trattava di una tavola utilizzabile liberamente per strada. Il sistema sfruttava la levitazione magnetica e richiedeva una superficie appositamente preparata.

C'era poi un'altra particolarità: per mantenere il sistema in funzione venivano utilizzati magneti superconduttori raffreddati con azoto liquido. Una soluzione spettacolare, ma tutt'altro che pratica per l'utilizzo quotidiano. Il prototipo di Hacksmith ha seguito una strada differente, puntando su un sistema che potesse essere utilizzato senza ricorrere a quel particolare sistema di raffreddamento. E il famoso hoverboard del film?

C'è anche un piccolo paradosso cinematografico. L'hoverboard di Ritorno al futuro non era realmente destinato a volare. Sul set vennero utilizzati diversi trucchi cinematografici per creare l'illusione della levitazione: modelli sospesi, effetti visivi, cavi e prospettive studiate per nascondere ciò che permetteva alla tavola di sembrare completamente libera. Il risultato, però, fu così convincente da trasformare un semplice oggetto di scena in una delle invenzioni cinematografiche più desiderate di sempre.

Quindi possiamo comprare un vero hoverboard volante? Qui arriva la parte meno futuristica della storia. Non esiste un hoverboard identico a quello di Marty McFly, pronto per essere acquistato e utilizzato liberamente sulle normali strade. Esistono prototipi che riescono a levitare, ma le loro condizioni di funzionamento sono ancora troppo specifiche per trasformarli nel mezzo di trasporto visto nel film. La tecnologia, insomma, ha dimostrato che l'idea non è completamente impossibile. Il vero ostacolo è riuscire a ottenere una tavola sicura, autonoma, relativamente leggera, energeticamente efficiente e soprattutto capace di funzionare su superfici comuni.

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