Ritorno al Futuro: problemi legali e sonori, ecco perché la DeLorean raggiunge 88 miglia orarie (è geniale)
Scopri perché la DeLorean di Ritorno al futuro viaggia nel tempo a 88 miglia orarie: la vera storia dietro il numero iconico svelata dagli sceneggiatori.
Ottantotto miglia orarie. Centoquarantadue chilometri all'ora, se preferite il sistema metrico. È la velocità che ogni fan di Ritorno al futuro conosce a memoria, quella soglia magica oltre la quale la DeLorean di Doc Brown smette di essere una semplice automobile e diventa una macchina del tempo. Ma vi siete mai chiesti perché proprio quel numero? Perché non 89, o un rotondo 100? La risposta non ha nulla a che fare con la fisica quantistica o con i misteri del continuum spazio-temporale.
Per decenni, gli appassionati hanno elaborato teorie scientifiche sempre più complesse. Qualcuno ha cercato di collegare le 88 miglia orarie al funzionamento del condensatore di flusso, altri agli 1,21 gigawatt necessari per alimentare il viaggio nel tempo. C'è chi ha tirato in ballo formule sulla velocità della luce, sulla relatività di Einstein, persino sulla fisica delle particelle. Teorie affascinanti, certo, ma completamente sbagliate.
La verità è molto più pragmatica e, in un certo senso, ancora più brillante. Bob Gale, lo sceneggiatore che ha firmato la sceneggiatura insieme al regista Robert Zemeckis, ha svelato il mistero in un'intervista nell'ormai lontano 2015. Le ragioni della scelta furono essenzialmente due, ed entrambe hanno a che fare con la narrazione cinematografica piuttosto che con la scienza.
Prima di tutto, Gale e Zemeckis volevano una velocità che nessuno avrebbe potuto raggiungere per sbaglio. Pensateci un attimo: se la soglia fosse stata fissata a 65 miglia orarie, una velocità comune su molte autostrade americane, chiunque si fosse messo al volante della DeLorean avrebbe rischiato di attivare involontariamente il viaggio nel tempo semplicemente rispettando i limiti di velocità. Un bel problema narrativo, no? Serviva quindi un numero abbastanza alto da essere eccezionale, ma comunque credibile per un'automobile sportiva come la DeLorean.
Ma c'è un secondo motivo, ancora più interessante. Secondo Gale, 88 miglia orarie ha semplicemente il suono giusto. Tutti si ricordano di 88 miglia all'ora, ha spiegato lo sceneggiatore. Forse qualcuno si ricorderebbe anche di 89, ma 88 aveva quella combinazione perfetta di memorabilità e originalità. La ripetizione delle due cifre crea un ritmo, una musicalità che si imprime nella memoria. Non è un numero tondo come 85 o 100, che sarebbero stati più prevedibili e meno distintivi. È abbastanza specifico da sembrare scientifico, abbastanza strano da risultare memorabile.
E i fatti hanno dato ragione agli autori. A oltre quarant'anni dall'uscita del film, nel 1985, 88 miglia orarie è diventato uno dei numeri più iconici della storia del cinema, al pari del 007 di James Bond o del Lotto 42 della Guida galattica per autostoppisti. Chiunque abbia visto anche solo una volta Ritorno al futuro sa che quando il tachimetro della DeLorean raggiunge quelle due cifre doppie, sta per succedere qualcosa di straordinario.
Ma la storia delle 88 miglia orarie nasconde anche un dettaglio curioso che pochi conoscono, legato a una questione di legalità. Quando la DMC DeLorean venne prodotta, tra il 1981 e il 1982, negli Stati Uniti era in vigore una normativa federale piuttosto particolare. Nel 1979, la National Highway Traffic Safety Administration aveva infatti imposto che i tachimetri delle automobili non potessero superare le 85 miglia orarie. Si trattava di una misura pensata per scoraggiare l'alta velocità, in linea con le politiche degli anni Settanta che cercavano di limitare i consumi e aumentare la sicurezza stradale.
Questa normativa venne revocata nel 1982, ma la DeLorean, essendo stata prodotta proprio in quegli anni, ne era vincolata. I tachimetri originali della vettura si fermavano quindi a 85 miglia orarie. Per girare Ritorno al futuro, la produzione dovette quindi modificare il quadro strumenti dell'auto, installando un tachimetro personalizzato capace di raggiungere e superare le famose 88 miglia orarie. Fu aggiunto un display digitale, quello che vediamo nei film, che mostra l'iconica lettura della velocità.
Questa scelta apparentemente semplice rivela molto sul genio creativo dietro Ritorno al futuro. Zemeckis e Gale hanno sempre dichiarato che il viaggio nel tempo nel loro film era principalmente un espediente narrativo per esplorare il rapporto di Marty McFly con le versioni giovani dei suoi genitori. Il condensatore di flusso, gli 1,21 gigawatt, la DeLorean stessa: sono tutti elementi simbolici, poetici, non scientifici. La loro funzione è alimentare l'immaginazione, non superare un esame di fisica. Elementi che hanno reso un film come Ritorno al Futuro semplicemente immortale.