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Robert Zemeckins ammette: il finale originale di Ritorno al Futuro era completamente diverso (ed ecco perché fu cambiato)

Il regista della trilogia sui viaggi del tempo più amata di sempre rivela che inizialmente doveva finire in un modo completamente differente, ma è stato cambiato.

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Ritorno al futuro è uno di quei film che attraversano le generazioni senza perdere un grammo del loro fascino. Un classico degli anni 80 che continua a conquistare nuovi spettatori, mentre i fan storici tornano periodicamente a rivivere le avventure temporali di Marty McFly e Doc Brown. La trilogia è diventata un punto di riferimento culturale, con citazioni, riferimenti e omaggi disseminati ovunque nel panorama della cultura pop. Ma dietro quel montaggio perfetto, quelle battute memorabili e quella scena finale mozzafiato con il fulmine che colpisce la torre dell'orologio, si nasconde una storia di scelte forzate che, paradossalmente, hanno reso il film un capolavoro.

In una recente intervista su El Rey Network con il collega regista Robert Rodriguez, Robert Zemeckis ha svelato i dettagli di quella svolta produttiva che ha finito per migliorare radicalmente la narrazione. Il piano originale per il climax del film prevedeva che Doc e Marty si infiltrassero in un sito di test nucleare, proprio prima che venisse effettuato un esperimento atomico. Era quello il metodo con cui intendevano sfruttare gli 1,21 gigawatt necessari per rispedire Marty e la DeLorean nel 1985.

Ritorno al Futuro - Universal Pictures

L'idea era ambiziosa e visivamente potente: costruire un'intera città finta, simile a quelle che il governo americano utilizzava negli anni 50 come bersagli per i test atomici nel deserto del Nevada. Chiunque abbia visto le immagini d'archivio di quelle città fantasma, con case, negozi e manichini sistemati come in una normale cittadina americana poco prima di essere spazzati via dall'onda d'urto nucleare, può immaginare quanto quel set sarebbe stato spettacolare e inquietante al tempo stesso.

Ma poche settimane prima dell'inizio delle riprese, la Universal decise di tagliare il budget destinato a quella sequenza. Un colpo duro per il regista e per tutta la squadra creativa, che improvvisamente si trovò a dover ripensare completamente il finale del film. Con quel set elaborato fuori discussione, furono costretti a guardarsi intorno e a trovare una soluzione alternativa utilizzando ciò che già avevano a disposizione: il set del tribunale di Hill Valley, già costruito per le scene ambientate nel 1955.

Ritorno al Futuro - Universal Pictures

Zemeckis ha ammesso candidamente a Rodriguez che il risultato fu "molto, molto più romantico e molto migliore per il film". Il regista ha spiegato come quella battaglia iniziale con la produzione, che sul momento li aveva fatti arrabbiare parecchio, abbia in realtà migliorato la storia. "Questa è la magia di questa forma d'arte", ha sottolineato, evidenziando come a volte i vincoli creativi e le limitazioni possano spingere i filmmaker verso soluzioni più efficaci di quelle inizialmente immaginate.

Questa storia dietro le quinte ci ricorda che i capolavori raramente nascono da un percorso lineare e privo di ostacoli. Spesso sono il risultato di aggiustamenti, compromessi, vincoli e quella misteriosa alchimia che si crea quando talento, fortuna e circostanze si incontrano nel momento giusto. Il film che conosciamo e amiamo non è quello che Zemeckis aveva originariamente immaginato, ed è proprio per questo che funziona così bene.

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