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Romanzo criminale, 20 anni dopo: come il capolavoro di Michele Placido ha trasformato Roma in un set a cielo aperto

Romanzo criminale è un film che fa delle ambientazioni uno degli elementi più importanti, un vero e proprio protagonista del racconto. Scopriamo i luoghi più iconici!

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Quando Michele Placido ha deciso di portare sul grande schermo il romanzo di Giancarlo De Cataldo, sapeva che Roma non sarebbe stata solo lo sfondo della storia: doveva diventare un personaggio. E ci è riuscito. Romanzo criminale, uscito nel 2005, ha trasformato strade, piazze e ville della Capitale in un palcoscenico dove la banda della Magliana ha scritto la propria epopea criminale, mescolando finzione e realtà in un affresco che ancora oggi, a quasi vent'anni di distanza, continua a ipnotizzare gli spettatori. Scopriamo quindi in questo articolo quelli che sono i luoghi più iconici del film.

Il film ha vinto sette David di Donatello, tra cui miglior sceneggiatura e miglior attore non protagonista a Pierfrancesco Favino, ma il vero premio lo ha conquistato nella memoria collettiva degli italiani. Merito di un cast stellare – Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Riccardo Scamarcio, Anna Mouglalis, Jasmine Trinca – e di una regia che ha saputo usare la città come una tela su cui dipingere violenza, ambizione e tragedia.

La storia inizia sulla spiaggia di Capocotta, dove quattro ragazzini si rifugiano in una roulotte sulle dune dopo aver investito un poliziotto durante una bravata. È l'inizio di tutto, il momento in cui il Libanese, il Freddo, il Dandi e il Terribile decidono inconsapevolmente quale sarà il loro destino. Quella spiaggia, così lontana dal caos urbano, rappresenta l'innocenza perduta, il confine tra l'adolescenza e il crimine organizzato.

Il cast di Romanzo criminale, fonte: Warner Bros. Italia

Cresciuti, i quattro formano una banda il cui obiettivo è conquistare Roma. E la Capitale si fa conquistare, almeno cinematograficamente. Le riprese si sono concentrate soprattutto nei quartieri Magliana, Garbatella, Trastevere e Monteverde, aree che negli anni Settanta e Ottanta erano teatro di tensioni sociali, lotte politiche e, appunto, criminalità organizzata. Placido non ha scelto queste location per caso: dovevano raccontare una Roma vera, stratificata, lontana dalle cartoline patinate.

Il bordello di Patrizia, interpretata da Anna Mouglalis, ha gli esterni del villino Cirini in via Ugo Bassi a Monteverde. Un edificio liberty che nasconde dietro la sua eleganza decadente il cuore pulsante del giro di prostituzione controllato dalla banda. Poco distante, a Garbatella, vive il fratello del Freddo insieme a Roberta, in un comprensorio popolare che ancora oggi conserva l'architettura razionalista del ventennio fascista.

La casa del Terribile, poi passata al Libanese, è villa Olgiata 2, nell'omonima frazione a nord di Roma. Una dimora imponente, simbolo di un potere conquistato con la violenza e destinato a sgretolarsi altrettanto brutalmente. Il Freddo, invece, abita in via Giuseppe Acerbi, nel quartiere Ostiense, non lontano dal gazometro. È proprio all'ombra di quella struttura industriale, in via del Commercio, che salta in aria l'auto di Roberta, interpretata da Jasmine Trinca, in una delle scene più strazianti del film.

Stefano Accorsi in Romanzo criminale, fonte: Warner Bros. Italia

L'esecuzione del Terribile avviene sulla scalinata di Trinità dei Monti, uno dei luoghi più iconici e fotografati di Roma. Vedere quella bellezza trasformata in teatro di morte crea un cortocircuito emotivo potente, un contrasto che Placido usa in modo sapiente per sottolineare come il crimine contamini ogni angolo della città. Anche largo Argentina, con i suoi ruderi archeologici, diventa palcoscenico: qui Libano e Carenza discutono del rapimento di Aldo Moro, mescolando storia criminale e cronaca nera reale.

La chiesa di Sant'Agostino, in piazza Sant'Agostino, è la location di alcune scene cruciali. Qui Roberta mostra al Freddo la Madonna dei Pellegrini del Caravaggio, un momento di grazia estetica in mezzo al sangue. Gli interni e gli esterni corrispondono perfettamente, segno che le autorità ecclesiastiche hanno concesso l'accesso a una delle chiese più importanti di Roma.

Trastevere è il quartiere dove Libano viene accoltellato, mentre in piazza Santa Maria in Trastevere, davanti alla basilica, accade un qualcosa di molto negativo, in una scena che Pierfrancesco Favino interpreta con una intensità devastante. La ricerca di Gemito, invece, porta la banda fuori città, fino a una villa sul mare a Marina di Ardea-Tor San Lorenzo. Il Freddo, costretto a nascondersi, si rifugia in un casale a Vicarello, frazione di Bracciano, un luogo isolato e arcaico che sembra appartenere a un altro tempo.

Pierfrancesco Favino in Romanzo criminale, fonte: Warner Bros. Italia

Il film intreccia continuamente finzione e realtà storica. Una scena si apre sull'altare della Patria e sull'area dei Fori, preludio alla fine delle indagini sul rapimento di Aldo Moro. Seguono immagini di repertorio sul ritrovamento del corpo in via Caetani, un momento che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella memoria nazionale. Anche la strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 trova spazio nel racconto: nel film, il Nero e il Freddo si trovano a piazzale delle Medaglie d'Oro pochi istanti prima dell'esplosione.

Il commissario Scialoja, interpretato da Stefano Accorsi, si invaghisce di Patrizia e i due passeggiano nei pressi del Castello Odescalchi di Ladispoli, sulla costa laziale. Anche le prigioni giocano un ruolo: il carcere di Regina Coeli ospita il Freddo, mentre Rebibbia diventa la dimora del Libanese. La villa di Trentadenari si trova in via Erodoto 26 a Casalpalocco, un quartiere residenziale sulla via del mare. Ogni location è stata scelta non solo per la sua resa visiva, ma anche per il suo carico simbolico. Roma, nei suoi strati storici e sociali, diventa specchio di una nazione che negli anni di piombo si interrogava su giustizia, potere e morale.

Romanzo criminale non è quindi soltanto un film: è un atlante emotivo e geografico di Roma. Le sedici location verificate – dalla spiaggia di Capocotta al casale di Vicarello – compongono una mappa che ancora oggi attira cinefili e appassionati. Camminare per quelle strade, riconoscere quelle piazze, significa immergersi in una narrazione che ha segnato il cinema italiano contemporaneo.

Michele Placido è riuscito di conseguenza a trasformare la città in un set a cielo aperto, dimostrando che a volte la location giusta vale quanto un grande attore. E Roma, con la sua capacità di essere antica e moderna, sacra e profana, bella e spietata, si è dimostrata all'altezza del compito. Il risultato è un film che continua a parlare, a emozionare, a far discutere. Un'opera che ha fatto la storia del cinema italiano, una scena alla volta, una strada alla volta.

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