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Romero aveva scritto il finale prima di morire: ora La notte dei morti viventi torna un’ultima volta

Twilight of the Dead, il capitolo conclusivo della saga iniziata con La notte dei morti viventi, è pronto a tornare per esaudire la visione finale di George A. Romero.

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Twilight of the Dead, il capitolo conclusivo della saga iniziata nel 1968 con La notte dei morti viventi, prende finalmente forma con un cast di primo piano e una missione ambiziosa: realizzare la visione finale di George A. Romero, il maestro indiscusso dell'horror apocalittico scomparso nel 2017.

Kate Beckinsale è ufficialmente entrata nel cast del film, sostituendo Milla Jovovich che era stata inizialmente annunciata per il progetto. L'attrice britannica, celebre per aver guidato la saga di Underworld attraverso cinque film, porta con sé un curriculum solido nel genere action-horror e un'esperienza consolidata nel reggere franchise complessi. La sua presenza suggerisce che i produttori stiano puntando su un equilibrio tra credibilità horror e appeal mainstream, esattamente ciò che serve per onorare l'eredità di Romero senza rinunciare a raggiungere un pubblico più ampio.

Ma cosa rende Twilight of the Dead così speciale da generare aspettative così alte. Prima della sua morte, Romero aveva completato un trattamento per quello che considerava il vero epilogo della sua epopea zombie, un universo narrativo che attraverso sei film ha ridefinito il genere horror mescolando sangue, viscere e critica sociale tagliente. Da Dawn of the Dead a Land of the Dead, passando per Day of the Dead, il regista ha sempre usato gli zombie come metafora della società americana: consumismo, militarismo, divisioni razziali e di classe. Twilight of the Dead promette di chiudere questo discorso decennale con una storia ambientata su una Terra decimata, dove gli ultimi sopravvissuti dell'umanità sono intrappolati tra fazioni in guerra e una minaccia zombie in continua evoluzione.

L'alba dei morti viventi, fonte: Universal

Il progetto ha attraversato diversi cambi dietro le quinte. La regia è ora affidata ai fratelli Paz, Doron e Yoav, noti per The Golem e Plan A, che hanno preso il posto di Brad Anderson. A dirigere le sequenze d'azione e gli stunt ci sarà Ho Sung Pak, veterano di Bullet Train, scelta che lascia intendere un approccio visivamente dinamico e fisicamente intenso. La distribuzione negli Stati Uniti e in Canada sarà gestita dalla Magenta Light Studios di Bob Yari, con un'uscita cinematografica completa prevista per i prossimi mesi.

La domanda che molti fan si pongono è legittima: ha senso continuare una saga senza il suo creatore? La risposta dipende da quanto fedelmente il film saprà rispettare la visione originale di Romero. Il regista aveva lasciato indicazioni precise su come voleva concludere la sua saga, e i produttori hanno più volte ribadito il loro impegno a onorare quel testamento artistico. Allo stesso tempo, hanno anche ammesso di non escludere la possibilità di espandere il franchise in futuro, qualora Twilight of the Dead dovesse riscuotere successo al botteghino. Una prospettiva che potrebbe far storcere il naso ai puristi, ma che testimonia la vitalità commerciale del genere zombie.

Il film arriva anche in un momento particolare per il cinema horror, visto che dopo anni di dominio dello streaming, molti studios stanno tornando a puntare su uscite teatrali per i titoli di genere, consapevoli che l'esperienza collettiva della sala amplifica tensione e paura. Twilight of the Dead potrebbe beneficiare di questa tendenza, offrendo ai fan l'opportunità di vivere insieme l'ultimo capitolo di una saga che ha definito il concetto stesso di zombie movie.

Resta da vedere se il film riuscirà davvero a chiudere degnamente un'epopea lunga oltre mezzo secolo. Le aspettative sono altissime, il margine d'errore minimo. Ma se c'è una cosa che Romero ci ha insegnato attraverso i suoi film, è che i morti non restano mai sepolti a lungo... e forse, in fondo, è esattamente così che dovrebbe essere per la sua eredità cinematografica.

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