Romina Power contro il gossip sulla famiglia, ma Matano passa al contrattacco: "Siete voi a parlarne"
Matano risponde a Romina Power che accusa i media di speculare sul dolore familiare. Il conduttore: "Siete voi a parlarne pubblicamente nelle interviste".
La famiglia Carrisi è tornata prepotentemente al centro dell'attenzione mediatica nelle ultime settimane, scatenando un acceso dibattito sul confine tra cronaca e rispetto della privacy. Al centro della polemica, lo sfogo social di Romina Power contro tv e giornali, accusati di speculare sul dolore familiare, e la replica secca di Alberto Matano durante La Vita in Diretta. Tutto è iniziato con le recenti dichiarazioni di Cristel Carrisi, terza figlia di Al Bano e Romina Power, che ha rivelato pubblicamente di non parlare più con il padre. Un'ammissione che ha riacceso i riflettori su una delle famiglie più seguite dello spettacolo italiano, portando trasmissioni televisive e riviste a ricostruire le dinamiche interne ai Carrisi, ripescando vecchie interviste e rievocando episodi dolorosi del passato.
In questo clima di tensione familiare esposta ai riflettori, Romina Power ha deciso di affidare ai social il suo disagio. Su Instagram ha pubblicato l'immagine di un mostro dai molteplici occhi e dalla lingua lunga, simbolo dell'invadenza mediatica, accompagnandola con un testo durissimo contro il sistema dell'informazione e dello spettacolo. "Ci sono dei personaggi che si mettono d'accordo con direttori di riviste di gossip, creano copertine, articoli e poi questi si mettono d'accordo con autori di programmi di gossip e conduttori per affossare alcuni artisti, e allo stesso tempo li usano per alzare l'audience delle loro trasmissioni", ha scritto la cantante, dipingendo uno scenario di presunti accordi sottobanco finalizzati a sfruttare il dolore altrui per mere logiche di ascolto.
Le accuse di Romina Power sono state precise e taglienti. Secondo la sua visione, esisterebbe una vera e propria strategia orchestrata per screditare determinati artisti, utilizzando al contempo le loro vicende personali come leva per aumentare gli indici di gradimento televisivo. "Copertine, articoli e trasmissioni che continuano ad alimentare polemiche, a offrire versioni distorte della realtà e a riportare alla luce, settimana dopo settimana, vicende profondamente dolorose. Ma che televisione è questa?", si è chiesta con amarezza. La cantante ha concluso il suo sfogo invocando il rispetto per la sua famiglia e per il dolore che ha attraversato: "La verità è che, fino a oggi, la verità non è mai venuta veramente fuori. Basta con chi si arroga il diritto di giudicare e parlare della vita degli altri. Dietro ogni storia ci sono persone, sentimenti e una famiglia che merita rispetto. Basta. Il dolore delle persone non è uno spettacolo. E il rispetto non dovrebbe mai essere sacrificato sull'altare dell'audience".
Il punto nodale della replica del giornalista riguarda proprio la contraddizione insita nelle lamentele di Romina Power. Come può la cantante accusare i media di invadenza quando è stata lei stessa, in prima persona, a scegliere di partecipare a Belve e a parlare apertamente di temi delicatissimi come la scomparsa di Ylenia? Come si può rimproverare alle trasmissioni di cronaca di occuparsi di dichiarazioni che i diretti interessati hanno volontariamente reso pubbliche? "Quindi non siamo noi che alimentiamo questa storia, ma sono loro stessi che ne parlano, fornendo a noi che facciamo cronaca degli elementi oggettivi di cui discutere, avendo massimo rispetto, ci mancherebbe altro, per il dolore di una famiglia e di una madre che, in questo caso, insomma, alla quale va il nostro abbraccio più affettuoso", ha proseguito Matano, smontando pezzo per pezzo l'impianto accusatorio della Power.
A rincarare la dose ci ha pensato anche Anna Pettinelli, ospite in studio durante quella puntata de La Vita in Diretta. La speaker radiofonica ha sottolineato con ancora maggiore precisione la cronologia degli eventi, evidenziando come sia stata proprio Romina a riaprire capitoli dolorosi che da anni erano rimasti chiusi. "Questo ritornare agli antichi problemi di questa vicenda, l'ha innescata Romina, che in un'intervista recente ha detto che Al Bano non le era stato vicino nel momento del dolore della mancanza di questa figlia che non si trova. Non se ne parlava da anni, quindi a buttare benzina sul fuoco è stata lei", ha affermato la Pettinelli. L'osservazione della speaker è puntuale: se di Ylenia e della separazione tra Romina e Al Bano si era tornati a discutere con tale intensità, il merito o la responsabilità era principalmente dell'intervista rilasciata dalla stessa Romina a Belve. Una scelta consapevole, quella di sedersi davanti alle telecamere di un programma di prima serata per raccontare la propria verità, che inevitabilmente avrebbe generato reazioni, commenti e approfondimenti.
Nel caso specifico della famiglia Carrisi, il meccanismo si è autoalimentato attraverso una serie di interviste incrociate che hanno creato un vero e proprio palinsesto del dolore. Romina a Belve, Al Bano a Domenica In, Cristel a Verissimo, poi i commenti nei vari programmi di approfondimento come La Vita in Diretta, Pomeriggio Cinque, La Volta Buona condotta da Caterina Balivo. Ogni dichiarazione ha generato una nuova ondata di interesse, ogni replica ha offerto spunti per ulteriori discussioni. La famiglia Carrisi rappresenta un caso paradigmatico di come la celebrità possa trasformarsi in una gabbia dorata dalla quale è difficile uscire. Romina Power e Al Bano hanno costruito la loro fortuna anche sull'immagine di coppia perfetta, sulla famiglia allargata, sulla storia d'amore cantata in duetto davanti a milioni di spettatori. Quando quella favola si è incrinata, prima con la separazione e poi con la tragedia di Ylenia, il pubblico ha continuato a sentirsi parte di quella storia, a voler sapere, a voler capire.
Il tentativo di Romina Power di tracciare una linea netta tra ciò che è lecito raccontare e ciò che dovrebbe rimanere privato si scontra con una realtà mediatica nella quale lei stessa ha scelto di muoversi per decenni. Non si può pretendere che i riflettori si accendano solo quando fa comodo e si spengano quando le domande diventano scomode. Alberto Matano, da professionista dell'informazione, ha semplicemente ricordato questa evidenza: il lavoro dei giornalisti è raccontare ciò che i personaggi pubblici scelgono di rendere pubblico. Se un'artista decide di parlare in televisione del suo lutto o delle sue difficoltà familiari, quella dichiarazione diventa legittimamente oggetto di cronaca e di discussione.