Roommates, Adam Sandler torna su Netflix (in una nuova veste): i retroscena sulla commedia in arrivo ad aprile
Il 17 aprile 2026 arriva su Netflix la sedicesima produzione Happy Madison per la piattaforma: stavolta Sandler resta dietro le quinte e lascia la scena alla figlia Sadie.
Adam Sandler non compare quasi in nessuna scena. Questo è il dato più insolito di Roommates, il nuovo film in arrivo su Netflix il 17 aprile 2026: uno dei volti più riconoscibili dello streaming globale sceglie di restare nell'ombra come produttore, lasciando che siano altri a portare avanti il racconto. Non è un ritiro — è una mossa precisa. Da quando, nel 2015, il primo accordo tra Happy Madison Productions e Netflix ha cambiato le regole del gioco per la commedia americana, Sandler ha costruito un catalogo che va da Murder Mystery a Hubie Halloween, da You Are So Not Invited to My Bat Mitzvah fino al recente Happy Gilmore 2. Roommates è il sedicesimo capitolo di questa collaborazione, ma con una geometria diversa da tutti i precedenti.
La storia: un selfie che nasconde una guerra
La trama è semplice — e deliberatamente tale. Devon (Sadie Sandler), matricola universitaria ingenua e piena di aspettative, chiede alla carismatica e sicura di sé Celeste (Chloe East) di condividere la stanza del dormitorio. Quello che sembra un legame promettente si trasforma progressivamente in una silenziosa guerra di nervi fatta di incomprensioni, gesti passivo-aggressivi e frecciatine costruite sul niente. Il primo poster ufficiale, che ritrae le due protagoniste mentre scattano un selfie insieme, suggerisce leggerezza — ma chi ha vissuto la convivenza universitaria riconosce subito quello sorriso leggermente troppo teso.
La sinossi ufficiale di Netflix parla di «una giovane amicizia che si trasforma in una guerra di aggressività passiva», formula che suona quasi comica nella sua precisione clinica. Il punto non è lo scontro, ma la sua gradualità: come un rapporto si corrode lentamente, una piccola mancanza alla volta, finché ogni oggetto sul bancone della cucina diventa un territorio da difendere.Il cast: SNL, comedy veterans e una figlia d'arte
Il film non punta su un singolo nome, ma su una coralità costruita con cura. Accanto alle due protagoniste c'è un cast ampio che mescola generazioni e provenienze diverse: Natasha Lyonne e Nick Kroll tra i più attesi, poi Carol Kane, Janeane Garofalo, Josh Segarra, Storm Reid, Bailee Madison, Sarah Sherman e Martin Herlihy. Molti di questi nomi vengono direttamente dall'universo di Saturday Night Live, il che non è casuale: la sceneggiatura è firmata da Jimmy Fowlie e Ceara Jane O'Sullivan, lo stesso duo che ha scritto lo sketch virale "Domingo" per SNL, due autori che conoscono la comicità costruita su caratteri precisi piuttosto che su gag urlate.
Sadie Sandler — figlia di Adam nella vita reale — non è alla prima esperienza cinematografica, ma Roommates la porta in un ruolo da protagonista assoluta per la prima volta. La scelta di affidarle il film, piuttosto che affidarsi a lei come presenza secondaria, dice qualcosa sulla direzione che Sandler produttore sta prendendo.
Chandler Levack alla regia: lo sguardo giusto
La scelta della regista è quella che più racconta l'ambizione del progetto. Chandler Levack ha diretto I Like Movies, commedia canadese apprezzata dalla critica per la capacità di restare onesta senza diventare sentimentale. In un'intervista a Teen Vogue, ha descritto Roommates come «una ricerca onesta e divertente sul primo anno di college», aggiungendo che «c'è qualcosa di profondamente bizzarro in quel momento della vita in cui lasci la tua famiglia per la prima volta, cerchi di definirti al di fuori di tutto ciò che hai sempre conosciuto, ma sei anche terrorizzato e goffo». Non è la descrizione di una commedia urlata. È la descrizione di un film che usa la risata per avvicinarsi a qualcosa di vero.
La colonna sonora include "girl, so confusing" di Charli XCX, scelta che Levack ha citato come riferimento tematico per catturare l'intensità sopraffacente delle amicizie femminili giovanili. Un dettaglio piccolo, ma che orienta l'intera atmosfera del film verso qualcosa di riconoscibilmente contemporaneo.