Ryan Murphy svela il piano per un possibile ritorno di Glee: "Forse dovremmo rivisitare quello show"
Ryan Murphy apre al reboot di Glee: il produttore conferma l'interesse per riportare la serie musicale cult, che oggi conquista la Gen Z in streaming.
Un reboot di Glee non è più solo un sogno nostalgico dei fan della prima ora. Ryan Murphy, il produttore visionario dietro alcuni degli show più iconici della televisione americana, ha aperto concretamente alla possibilità di far rivivere la serie musicale che ha definito un'intera generazione di teen drama. Durante il red carpet per la premiere di The Shards, la sua nuova serie presentata al SVA Theatre di New York il 27 luglio 2026, Murphy ha risposto alle domande di People sui suoi ricordi legati a Glee, la serie che debuttò ben 17 anni fa. "Li ho amati tutti. Mi sono divertito tantissimo a realizzare quello show", ha dichiarato il produttore sessantenne, con un tono che tradiva affetto genuino per quel progetto.
Ma è stata la dichiarazione successiva a far drizzare le antenne ai fan sparsi in tutto il mondo. "Quello show è interessante perché è tornato di moda. Così tanti giovani ora lo guardano. E io penso: forse dovremmo rivisitare quello show", ha rivelato Murphy. Un'ammissione che conferma quanto molti già sapevano: Glee sta vivendo una seconda giovinezza sulle piattaforme di streaming, conquistando la Gen Z esattamente come aveva fatto con i Millennial tra il 2009 e il 2015. La nostalgia di Murphy per il progetto sembra sincera e profonda. "La mia nostalgia e il mio amore per quello show sono abbastanza da farmi pensare: beh, forse alla gente piacerebbe vedere una nuova incarnazione di questo in qualche modo. Quindi sì, amo quello show e ho amato ciò che è diventato e cosa ha significato per così tante persone", ha aggiunto.
Glee non fu solo una serie tv. Fu un fenomeno culturale che mise al centro della narrazione mainstream tematiche LGBTQ+, diversità, bullismo e accettazione in un formato brillante fatto di numeri musicali mozzafiato e storie di formazione. Il cast corale includeva talenti come Lea Michele, Cory Monteith, Amber Riley, Chris Colfer, Dianna Agron, Naya Rivera, Heather Morris, Kevin McHale, Jenna Ushkowitz e Matthew Morrison nei panni dell'insegnante Will Schuester, guida del club New Directions. Le stagioni successive arricchirono il roster con volti come Darren Criss, Chord Overstreet, Melissa Benoist, Alex Newell e Becca Tobin. Al centro di tutto, l'antagonista perfetta: Sue Sylvester interpretata da una straordinaria Jane Lynch, personaggio che divenne rapidamente un'icona della serialità televisiva.
La serie non lesinò nemmeno sulle guest star, portando sul set nomi del calibro di Gwyneth Paltrow, Carol Burnett, Idina Menzel, Kristen Chenoweth, Josh Groban, Olivia Newton-John, John Stamos, Britney Spears, Whoopi Goldberg, Jeff Goldblum, Kate Hudson e Sarah Jessica Parker. Un casting che faceva impallidire molti film hollywoodiani. Durante le sue sei stagioni, Glee conquistò sei Emmy e ottenne la cifra impressionante di 40 nomination totali. Ma il suo vero impatto si misura nell'eredità culturale che ha lasciato: quante persone hanno trovato il coraggio di fare coming out grazie alle storie di Kurt Hummel. Quanti ragazzi si sono sentiti meno soli vedendo rappresentate le loro battaglie quotidiane.
Naturalmente, la storia di Glee porta con sé anche ombre dolorose. La tragica morte di Cory Monteith nel 2013 e quella di Naya Rivera nel 2020 hanno segnato profondamente il cast e i fan. Qualsiasi eventuale reboot dovrebbe fare i conti con queste perdite, onorando la memoria di chi non c'è più. Ryan Murphy non ha fornito dettagli concreti su come potrebbe configurarsi questo ipotetico ritorno. Si tratterebbe di un revival con i personaggi originali invecchiati, come è stato fatto per altre serie cult. Oppure di un reboot completo con nuovi studenti, nuove storie, ma lo stesso spirito. O magari di una via di mezzo, una nuova incarnazione del McKinley High che strizza l'occhio ai fan storici senza rinunciare a parlare alle nuove generazioni.
Nel frattempo, Murphy è impegnato con The Shards, adattamento dell'omonimo romanzo di Bret Easton Ellis pubblicato nel 2023. La serie, ambientata nella Los Angeles degli anni Ottanta, segue un gruppo di studenti di una scuola preparatoria d'élite alle prese con l'ultimo anno e, contemporaneamente, con un serial killer. "Quella è stata la mia esperienza da adolescente", ha spiegato Murphy. "Avevo 16 anni nel 1981. Quindi quando ho letto il libro, sono rimasto ossessionato dalla brillantezza di Bret Easton Ellis e da ciò che ha catturato, perché io l'ho vissuto. La musica, i vestiti e il mondo prima dei cellulari, prima dei social media. Ne sono rimasto molto colpito."
Con un cast che include Igby Rigney, Homer Gere, Hayes Warner, Kaia Gerber, Graham Campbell, Wes Bentley, Evan Rachel Wood e Jordan Roth, The Shards debutterà su FX e Hulu il 5 agosto. Ma per molti fan, l'attenzione è già proiettata altrove: verso i corridoi del McKinley High, verso la sala prove dove tutto ebbe inizio, verso la possibilità che Don't Stop Believin' torni a risuonare su uno schermo. La domanda ora è: il mondo è pronto per un nuovo Glee. E soprattutto, un nuovo Glee può catturare la stessa magia, quella combinazione irripetibile di talento, timing perfetto e necessità culturale che rese l'originale così speciale. Murphy sembra crederci. E quando Ryan Murphy crede in qualcosa, di solito trova il modo di realizzarla.