Sal Da Vinci quinto a Eurovision 2026, ma succede qualcosa che vale più della classifica
La notte di Vienna ha visto la Bulgaria vincere l'Eurovision Song Contest 2026, ma Sal Da Vinci si è reso protagonista di una serata memorabile.
La notte di Vienna ha incoronato la Bulgaria come vincitrice di Eurovision Song Contest 2026, ma il vero colpo di scena è arrivato dall'Italia. Sal Da Vinci, con la sua Per sempre sì, ha conquistato un sorprendente quinto posto nella classifica finale, sovvertendo ogni pronostico della vigilia che lo vedevano relegato all'ottavo posto. Un risultato che ha trasformato la Wiener Stadthalle in una bolgia di emozioni, con il pubblico in piedi a cantare in coro e l'artista napoletano letteralmente travolto dalla commozione.
DARA, al secolo Darina Nikolaeva Jotova, è la vincitrice ufficiale di questa edizione con Bangaranga, un brano che mixa sonorità giamaicane ed energia pop. La cantante bulgara, classe 1998, ha spiegato che il titolo si traduce come "rivolta" e simboleggia la scoperta della forza interiore che ognuno possiede. Agire con amore, non con paura, questo il messaggio della canzone che ha conquistato sia le giurie nazionali che il televoto. Dopo essersi classificata terza a X Factor Bulgaria nel 2015, DARA ha costruito una carriera che l'ha portata fino a questo trionfo continentale.Sul podio, subito dopo la Bulgaria, si sono piazzati Israele con Noam Bettan e la Romania. Quest'ultima ha ottenuto un ottimo riscontro sia dalle giurie di qualità che dal pubblico da casa, confermandosi una delle sorprese più positive della serata. L'Australia ha chiuso al quarto posto, precedendo appunto l'Italia in una classifica che ha ribaltato completamente le aspettative vigilia.
Ma come abbiamo accennato poco sopra nell'articolo, la vera storia della serata si è scritta quando Sal Da Vinci è salito sul palco viennese. L'accoglienza è stata travolgente: un boato ha accolto l'artista partenopeo, con il pubblico che urlava "Viva Italia" prima ancora che iniziasse l'esibizione. La performance di Per sempre sì ha confermato quanto visto nelle semifinali: una coreografia che rappresenta il matrimonio tra Francesca Tocca e Marcello Sacchetta, movimenti ormai diventati virali sui social, e quella capacità innata di Sal Da Vinci di creare coinvolgimento anche oltre le barriere linguistiche.
La scenografia ha trasformato il palco in una festa di nozze napoletana, con Sal protagonista di quella danza ormai iconica che ha fatto il giro del web durante tutta la settimana dell'Eurovision. Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, commentatori della kermesse per l'Italia, hanno sottolineato più volte durante la diretta su Rai 1 come l'entusiasmo attorno al cantante napoletano fosse cresciuto giorno dopo giorno, trasformandolo da outsider a uno dei favoriti della competizione.Al termine dell'esibizione è successo qualcosa di raro in un contesto così grande e internazionale. L'intera arena è esplosa in un'ovazione interminabile, con migliaia di persone in piedi a cantare il ritornello di Per sempre sì. Sal Da Vinci, visibilmente sopraffatto dall'emozione, non è riuscito a trattenere le lacrime. Un'immagine potente che ha fatto il giro dei social network e che racconta molto più di una semplice classifica: racconta di un artista che ha saputo rappresentare l'Italia con autenticità, portando la sua napoletanità senza filtri né compromessi sul palco più importante d'Europa.
La classifica finale completa vede dopo i primi cinque: Finlandia sesta, Danimarca settima, Moldavia ottava, Ucraina nona, Grecia decima. Seguono Francia, Polonia, Albania, Norvegia, Croazia, Repubblica Ceca, Serbia, Malta, Cipro, Svezia, Belgio, Lituania, Germania, Austria e infine Regno Unito all'ultimo posto.
Il gran finale celebrativo ha visto sfilare alcuni degli artisti più noti degli ultimi anni di Eurovision, che hanno interpretato i brani più famosi di questi 70 anni di kermesse. Il momento culminante è arrivato con Nel blu dipinto di blu, l'immortale Volare di Domenico Modugno, cantata dall'intero pubblico dell'arena in un momento di unione collettiva che ha chiuso simbolicamente una serata memorabile.
Per Sal Da Vinci, al di là del piazzamento finale, questa avventura a Vienna rappresenta un trionfo personale e artistico. È riuscito nell'impresa di portare la sua musica, le sue radici, la sua identità napoletana su un palco internazionale, conquistando un pubblico che non conosceva la sua lingua ma che ha capito perfettamente il suo messaggio universale. Quelle lacrime a fine esibizione raccontano davvero tutto: l'emozione di chi ha vissuto un sogno, il peso di rappresentare un'intera nazione, la ferma gratitudine verso un pubblico che è riuscito ad abbracciarlo anche lontano da casa.
Eurovision 2026 passerà alla storia per la vittoria della Bulgaria, ma in Italia si ricorderà soprattutto per quel quinto posto conquistato contro ogni pronostico, per quella standing ovation infinita, e per le lacrime di un artista che ha fatto piangere Vienna cantando Per sempre sì.