Salma Hayek ricorda l'infernale produzione di Frida e le molestie di Harvey Weinstein
Salma Hayek racconta come Harvey Weinstein ha trasformato la produzione di Frida in un incubo
Così Salma Hayek rompe il silenzio sulle pagine del New York Times, raccontando in un lungo editoriale la lunga, estenuante lavorazione di Frida e il rapporto tra lei e il produttore Harvey Weinstein, caduto in disgrazia negli ultimi mesi dopo le numerose accuse di molestie sessuali da parte di più attrici.
Dopo anni di sviluppo, la Hayek propose alla Miramax di produrre il suo biopic di Frida Kahlo, con un accordo secondo cui la compagnia dei Weinstein avrebbe pagato per i diritti di quanto del film era già stato sviluppato, il minimo stipendio della SAG (più il 10%) all'attrice e le avrebbe anche assicurato un credito come produttrice senza un compenso ("non era raro per una produttrice donna negli anni novanta"). In cambio, la Hayek avrebbe firmato anche un contratto di opzione per diversi film con la Miramax. "Disse di sì, non immaginavo che poi sarebbe stato il mio turno di dire no".
L'attrice elenca quindi tutta una serie di situazioni in cui il produttore iniziò a perseguitarla con richieste (che lei negò in continuazione) e molestie. I continui rifiuti provocarono una "furia machiavellica" in Harvey, che trasformò quindi la lavorazione del film in un vero inferno, arrivando anche a minacciare di morte l'attrice in un attacco d'ira.
A riprese concluse, la Hayek dovette prendersi una pausa durante la post-produzione a causa del crollo emotivo, ma quando Weinstein vide il primo montaggio del film disse che lo avrebbe fatto uscire solo in home video perché non era abbastanza buono. Fu Julie Taymor a insistere che venisse distribuito in una sala a New York davanti a un pubblico di prova: dopo che ottenne l'ottimo punteggio di 85, Weinstein si infuriò e attaccò sia la regista che il marito, il compositore Elliot Goldenthal. A quel punto, però, era impossibile fermare l'uscita del film in più sale: si rivelò un ottimo successo, nel 2002 ottenne sei nomination all'Oscar (incluso migliore attrice) e ne vinse due.
La Hayek ricorda che anni dopo, Weinstein la incontrò nuovamente e si scusò per il suo comportamento:
Harry non sapeva quanto fossero importanti quelle parole per me, perché non sapeva quanto mi aveva ferito. Non gli dissi mai quanto ero terrorizzata da lui. [...] Ma perché così tante artiste devono combattere per raccontare delle storie quando hanno così tanto da offrire? Perché è necessario combattere con le unghie e con i denti per avere una dignità? Penso che sia perché noi, come donne, siamo state svalutate artisticamente a uno stato indecente, al punto che l'industria cinematografica ha smesso di cercare di scoprire cosa vuole vedere il pubblico femminile e quali storie vogliamo raccontare. [...] Gli uomini molestavano sessualmente perché potevano farlo. Le donne ora parlano perché, in questa nuova era, possono farlo.
Harvey Weinstein è stato licenziato dalla sua The Weinstein Company e ora è indagato negli USA e nel Regno Unito per una serie di accuse emerse nelle ultime settimane.
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