San Andreas, la storia vera dietro il film: la Faglia di Sant’Andrea può davvero distruggere la California?
Il film con Dwayne Johnson trasforma una minaccia geologica reale in uno spettacolare scenario apocalittico: ma quanto c’è di vero nella storia raccontata da Brad Peyton?
I disaster movie hanno sempre esercitato un forte fascino sul pubblico, ma negli ultimi anni hanno assunto una sfumatura decisamente più inquietante. Tra gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e gli avvertimenti della comunità scientifica, alcune delle catastrofi raccontate sul grande schermo sembrano oggi meno lontane dalla realtà di quanto vorremmo. Quando San Andreas è arrivato al cinema nel 2015, forse questa percezione era ancora labile, ma il film non ha di certo deluso: terremoti giganteschi, grattacieli che si accartocciano, tsunami, città devastate e una corsa contro il tempo per salvare i propri cari. Al centro della catastrofe c’è Dwayne Johnson, nei panni di Ray Gaines, pilota di elicotteri impegnato in una disperata missione di soccorso.
Ray Gaines è un esperto pilota di elicotteri impegnato nelle operazioni di soccorso a Los Angeles. La sua vita privata, però, è molto meno stabile: il rapporto con la moglie Emma è ormai compromesso e la figlia Blake si trova lontana da lui. Parallelamente, il sismologo Lawrence Hayes, interpretato da Paul Giamatti, sta studiando una serie di eventi sismici insieme al collega Kim Park. Un terremoto di magnitudo 7,1 nei pressi della diga di Hoover diventa il primo segnale di una catena di eventi destinata a trasformare la California.
Gli scienziati comprendono infatti che l'attività sismica ha coinvolto la Faglia di Sant’Andrea. Poco dopo, un terremoto di proporzioni enormi colpisce Los Angeles. Ray riesce a raggiungere Emma e a metterla in salvo, ma il vero obiettivo diventa San Francisco, dove si trova Blake. La ragazza, intanto, è coinvolta nella devastazione insieme a Ben e al fratello minore Ollie. I tre cercano di sopravvivere mentre la città viene sconvolta dalle scosse. La situazione precipita ulteriormente quando un secondo terremoto colpisce l'area di San Francisco. Nel finale, alla devastazione provocata dal sisma si aggiunge uno tsunami che travolge la Bay Area. Ray ed Emma riescono finalmente a raggiungere Blake e i due ragazzi, mentre la città appare ormai irriconoscibile. È una sequenza di eventi costruita per aumentare progressivamente la spettacolarità, fino a trasformare un terremoto in una vera e propria apocalisse. Ed è proprio qui che San Andreas affonda le proprie radici nella realtà.
Ma c'è un altro dettaglio ancora meno realistico. Nel corso della storia viene raggiunta una magnitudo di 9,6, superiore persino al terremoto di Valdivia del 1960, in Cile, che con magnitudo 9,5 è considerato il più potente terremoto mai registrato strumentalmente. L'USGS ha spiegato proprio a proposito di San Andreas che la faglia non è sufficientemente lunga e profonda per generare un terremoto di magnitudo 9 o superiore come quello rappresentato nel film. I modelli indicano invece che gli eventi massimi associati alla Faglia di Sant’Andrea potrebbero arrivare a circa magnitudo 8,3.
La differenza non è affatto marginale. La magnitudo è logaritmica: aumentare di un'unità significa un incremento enorme dell'energia associata all'evento. Per questo quel 9,6 pronunciato nel film appartiene soprattutto alla grammatica del blockbuster. Tuttavia se il terremoto mostrato in San Andreas è fantascienza, il rischio di un grande terremoto in California non lo è affatto. Gli scienziati studiano da decenni la Faglia di Sant’Andrea e le altre faglie californiane per comprendere la frequenza degli eventi sismici e le loro possibili conseguenze, anche se purtroppo i terremoti non possono essere previsti con precisione, indicando in anticipo giorno, ora e luogo di una grande scossa.
Alla fine è proprio questa combinazione a rendere San Andreas interessante. Brad Peyton parte da un elemento autentico e potenzialmente inquietante — una delle faglie più famose del pianeta — e lo trasforma in un gigantesco spettacolo d'azione. Si tratta di un film nel quale la realtà costituisce il punto di partenza, ma non il limite della fantasia. La Faglia di Sant’Andrea esiste, i terremoti californiani sono una minaccia concreta e il rischio di eventi molto distruttivi è oggetto di studi scientifici. Ma il terremoto di magnitudo 9,6, le voragini che squarciano il terreno, la California trasformata in un'isola e lo tsunami di proporzioni apocalittiche appartengono alla finzione. Del resto, San Andreas non pretende di essere un documentario.