Sarah Snook, star di Succession, torna in TV con la serie che reinventa uno dei capolavori di Hitchcock
Sarah Snook protagonista della nuova serie Gli uccelli, reimmaginazione del classico di Hitchcock ambientata in Alaska. Tutto sul progetto con Tom Spezialy.
Sessantatré anni dopo l'uscita nelle sale del capolavoro di Alfred Hitchcock, Gli uccelli si prepara a tornare in una veste completamente nuova. Non si tratta di un remake cinematografico, ma di una serie limitata di alto profilo che sta già facendo parlare di sé nel mercato televisivo internazionale. A guidare il progetto c'è Sarah Snook, l'attrice australiana che ha conquistato pubblico e critica con il ruolo di Siobhan "Shiv" Roy in Succession, e che proprio grazie a quella performance si è portata a casa l'Emmy nel 2023.
A scrivere la serie è Tom Spezialy, sceneggiatore e produttore con un curriculum di tutto rispetto che include The Leftovers e Watchmen, due serie HBO che hanno ridefinito i confini della televisione contemporanea. Spezialy ha anche lavorato come produttore esecutivo su Blade Runner 2099 per Prime Video, dimostrando una particolare sensibilità nel riportare sullo schermo classici del cinema con un approccio moderno e rispettoso.
La nuova versione de Gli uccelli si discosta significativamente sia dal film di Hitchcock del 1963 sia dal racconto breve di Daphne du Maurier pubblicato nel 1952. Spezialy ambienta la storia in Alaska, il suo stato natale, spostando l'azione dalle coste californiane di Bodega Bay a un contesto isolato e gelido che amplifica il senso di claustrofobia e vulnerabilità. Non è solo un cambio di scenario: è una scelta che riflette le preoccupazioni contemporanee legate al cambiamento climatico e al rapporto sempre più conflittuale tra l'uomo e la natura.
Questa trasformazione del personaggio principale è significativa e programmatica. Melanie Daniels nel film di Hitchcock era una donna bisognosa di essere salvata, una damigella in pericolo classica del cinema dell'epoca. Myra Massey, al contrario, è una donna che deve fare affidamento solo su se stessa perché nessuno verrà a salvarla. È una scelta narrativa che riflette i tempi che viviamo e che parla a un pubblico che cerca protagoniste femminili complesse, autonome e capaci di agency.
Come ha spiegato Sue Gibbs, responsabile dello sviluppo di Heyday Television, durante un evento al SXSW London nel giugno scorso, la serie non adatta il film di Hitchcock ma torna al materiale originale di Daphne du Maurier, usando il racconto come fonte di ispirazione. Al centro del progetto c'è l'idea di cosa succede quando la natura si rivolta contro l'umanità, un tema che oggi, nell'era del cambiamento climatico, assume una risonanza particolare e inquietante.
Nel corso degli anni ci sono stati numerosi tentativi di tornare a Gli uccelli, nessuno dei quali è andato in porto. Nel 2007 era stato annunciato un remake cinematografico con Naomi Watts come protagonista e Martin Campbell alla regia, su sceneggiatura di Stiles White e Juliet Snowden. Nel 2017 era stata la BBC ad annunciare una serie scritta dal drammaturgo irlandese Conor McPherson, ambientata nella Cornovaglia del secondo dopoguerra, fedele all'ambientazione del racconto originale di du Maurier. Entrambi i progetti sono rimasti sulla carta.
Questa nuova serie limitata sembra avere tutte le carte in regola per superare finalmente la maledizione che sembra aleggiare sui tentativi di remake. Il progetto è stato in sviluppo presso Universal International Studios per oltre un anno prima di essere presentato al mercato. La strategia è chiara: costruire un pacchetto talmente forte da attrarre le maggiori piattaforme streaming e network in una competizione che potrebbe portare a una guerra di offerte. Con Sarah Snook come protagonista, un team creativo di prim'ordine e uno dei titoli più riconoscibili della storia del cinema come base, Gli uccelli ha tutte le credenziali per diventare uno degli eventi televisivi più attesi dei prossimi anni.
Il mistero dell'omicidio al centro della trama aggiunge un ulteriore strato al racconto. Non è più solo la natura impazzita a generare orrore, ma anche la violenza umana, il che crea un parallelo inquietante tra la brutalità degli uomini e quella apparentemente irrazionale degli animali. Myra Massey si trova intrappolata tra due misteri interconnessi: chi ha ucciso la sua amica d'infanzia e perché gli uccelli hanno iniziato ad attaccare.
Questa doppia narrazione permette alla serie di esplorare temi complessi senza rinunciare al puro intrattenimento del genere horror. La struttura da limited series, inoltre, garantisce una storia con inizio, sviluppo e conclusione definiti, evitando il rischio di diluizione narrativa tipico delle serie a stagioni aperte. Gli uccelli rappresenta anche un test importante per Universal International Studios e la sua capacità di gestire IP iconiche in modo rispettoso ma innovativo. Il bilancio tra fedeltà allo spirito originale e necessità di rinnovamento è sempre delicato, specialmente quando si tratta di classici intoccabili come quelli di Hitchcock.