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Sarandon, Bardem e Ruffalo nella "lista nera" di Hollywood: lo sfogo di Paul Laverty scuote Cannes 2026 in conferenza stampa

Il giurato Paul Laverty accusa Hollywood di aver bannato Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo per le loro posizioni pro-Gaza. Le dichiarazioni a Cannes 2026.

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Paul Laverty, membro della giuria del Festival di Cannes 2026, ha lanciato un'accusa diretta e senza mezzi termini contro Hollywood, oggi al termine della conferenza stampa di presentazione della giuria, presieduta da Park Chan-Wook e composta, tra gli altri, Demi Moore, Stellan Skarsgard, Ruth Negga e Chloe Zhao. Lo sceneggiatore britannico, storico collaboratore del regista Ken Loach, ha stigmatizzato il fatto che attori del calibro di Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo sarebbero stati inseriti in una lista nera per aver espresso pubblicamente le loro posizioni pro-Gaza e contro il conflitto in corso.

Vincitore a Cannes del premio per la sceneggiatura di Sweet Sixteen nel 2002, Laverty ha dichiarato ironicamente:

"Non è divertente vedere persone come Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo messe al bando per le loro posizioni contro l'uccisione di donne e bambini a Gaza? Vergogna alla gente di Hollywood che si comporta così! Il mio rispetto e la mia totale solidarietà vanno a loro. Sono i migliori di noi. A loro dico buona fortuna" - Paul Laverty

Le parole di Laverty, a sua volta arrestato a Edimburgo nell'agosto del 2025, nel corso di una protesta a sostegno di Palestine Action, richiamano episodi concreti accaduti negli ultimi mesi. Nel febbraio 2026, durante una conferenza stampa alla quarantesima edizione dei Goya dove le è stato riconosciuto un premio alla carriera, Susan Sarandon aveva rivelato di essere stata licenziata dalla sua agenzia proprio per aver partecipato a manifestazioni e prese di posizione pubbliche su Gaza.

Chloé Zhao al Festival di Cannes 2026, fonte: YouTube

Sarandon, premio Oscar nel 1996 per Dead Man Walking, aveva ulteriormente aggiunto: "È diventato impossibile per me apparire anche solo in televisione. Non so se recentemente le cose siano cambiate, ma non ho potuto lavorare in nessun grande film, niente di connesso con Hollywood".

Come Susan Sarandon e Richard Gere, anche Mark Ruffalo e Javier Bardem figuravano tra gli oltre 350 professionisti del cinema che nel maggio 2025, alla vigilia dell'edizione precedente di Cannes, pubblicarono una lettera aperta in cui condannavano il silenzio sul devastante impatto della campagna militare israeliana nella Striscia di Gaza.

Durante il suo intervento, Laverty ha anche elogiato il Festival di Cannes per aver scelto di immortalare, sul manifesto ufficiale dell’edizione 2026, Susan Sarandon e Geena Davies in un momento del cult movie di Ridley Scott, Thelma & Louise. "Posso dire una piccola cosa? Congratulazioni al Festival di Cannes per questo manifesto meraviglioso. Assolutamente iconico. Straordinario". E ha poi aggiunto con ironia amara: "E poi ho pensato: ora non veniamo bombardati perché abbiamo questo poster a Cannes. Grazie".

Park Chan-wook al Festival di Cannes 2026, fonte: YouTube

L'immagine tuttavia è stata duramente criticata in patria dal collettivo per la parità di genere Le Collectif 50/50 che ha accusato la direzione del festival di aver fatto un'operazione di facciata femminista visto che solo cinque dei 22 film in competizione sono diretti da registe donne.

Aprendo la conferenza stampa, Laverty aveva sottolineato come l'idea di venire a un festival che è una celebrazione della diversità, dell'immaginazione, della tenerezza, rappresenti un'oasi di pace in un mondo turbolento: "Specialmente in questi tempi davvero oscuri, in cui si vede così tanta violenza e violenza sistematica, come il genocidio a Gaza".

La giuria dell'edizione 2026 del Festival di Cannes, oltre ai nomi già citati, include la regista belga Laura Wandel, il filmmaker cileno Diego Cespedes e l'attore Isaach de Bankole. Spetterà a loro scegliere quale sarà il film meritevole della Palma d'Oro, in un'edizione segnata anche da forti tensioni politiche e sociali.

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