FILM

Scarlett Johansson torna protagonista in una produzione che terrà tutti inchiodati alla TV

Netflix sta sviluppando una serie da Il Diario di una Tata: Scarlett Johansson, protagonista del film 2007, torna come produttrice esecutiva in un adattamento con Berlanti Productions e Warner Bros. Television.

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Diciannove anni dopo il film, Il Diario di una Tata torna e lo fa nel formato più adatto alla sua natura: una serie televisiva. Stando a quanto riportato da Deadline, Netflix è in sviluppo attivo su The Nanny Diaries, adattamento del romanzo bestseller del 2002 scritto da Emma McLaughlin e Nicola Kraus, già portato al cinema nel 2007 con Scarlett Johansson come protagonista. L'attrice non sarà davanti alla telecamera questa volta, ma la sua presenza nel progetto è tutt'altro che marginale: Johansson torna nel ruolo di produttrice esecutiva, portando con sé la familiarità con il materiale e una voce creativa diretta sullo sviluppo. La notizia conferma l'interesse di Netflix per gli adattamenti letterari ad alto potenziale commerciale, un filone che ha già prodotto alcune delle serie più viste della piattaforma.

Da romanzo a film a serie: la storia di un bestseller che non smette di funzionare

Il libro originale di McLaughlin e Kraus è uscito nel 2002 ed è diventato subito un caso editoriale: una satira tagliente del mondo delle famiglie ricche di Manhattan, scritta da due ex babysitter che avevano vissuto in prima persona le assurdità e le contraddizioni di quella realtà. Il romanzo ha anticipato di anni l'ossessione culturale per i super-ricchi, l'Upper East Side e le dinamiche di classe che poi sarebbero esplose con serie come Gossip Girl e Succession, e la sua forza sta nell'equilibrio tra commedia brillante e osservazione sociale genuinamente acuta.

Il film del 2007, diretto da Shari Springer Berman e Robert Pulcini, ha incassato oltre 25 milioni di dollari al botteghino mondiale con un budget contenuto e ha conquistato il pubblico soprattutto per la performance di Johansson e per quella di Laura Linney nei panni della datrice di lavoro. Il cast comprendeva anche Paul Giamatti e un allora poco conosciuto Chris Evans, due anni prima di Captain America. Il film aveva qualcosa che funzionava ma che sembrava lasciare aperto uno spazio: la storia, per sua natura episodica e ricca di personaggi, chiedeva più respiro di quello che novanta minuti cinematografici riescono a offrire.

La trama: Annie, la tata che deve smascherare i segreti dei ricchi

La protagonista si chiama Annie, una scrittrice squattrinata che per necessità accetta un lavoro come tata per una ricca socialite dell'Upper East Side di New York. Annie entra così in un universo parallelo fatto di appartamenti da sogno, vacanze alle Bermuda, cene di gala e una serie di regole non scritte incomprensibili dall'esterno. Ma Annie è anche una scrittrice, e quando ottiene un contratto editoriale per raccontare e smascherare i segreti e le ipocrisie del mondo in cui si è ritrovata a vivere, la sua posizione diventa sempre più precaria.

Deve servire i bambini, soddisfare le richieste della datore di lavoro, mantenere il segreto sul progetto editoriale e al tempo stesso, inevitabilmente, cominciare ad affezionarsi alle persone che dovrebbe osservare con distacco. La forza della storia è questa tensione costante tra lo sguardo critico dall'esterno e il coinvolgimento emotivo dall'interno, tra il romanzo che Annie sta scrivendo e la vita reale che si complica ad ogni episodio. Nel finale, Annie si troverà costretta a fare i conti con la vera natura della sua datrice di lavoro — un personaggio che nel film di Linney era già stratificato e ambiguo, e che in formato seriale promette di diventare molto più complesso.

Un'immagine de Il Diario di una Tata © The Weinstein Company and other relevant production studios (Moviestill DB)

Il team creativo: Berlanti, Chozick e Bicks

Il progetto è sviluppato da Berlanti Productions, la società di produzione di Greg Berlanti — uno dei produttori televisivi più attivi di Hollywood, responsabile di franchise come Arrow, The Flash e una serie di altri successi DC, oltre a You e Love, Simon — insieme a Warner Bros. Television. La connessione tra Johansson e Berlanti è nata sul set di Fly Me to the Moon, il film del 2024 con Channing Tatum, durante le cui riprese i due hanno cominciato a sviluppare insieme l'idea di portare The Nanny Diaries in formato seriale.

La sceneggiatura è firmata da Amy Chozick e Jenny Bicks, che saranno anche showrunner. Chozick è una giornalista e autrice nota per aver coperto la campagna presidenziale di Hillary Clinton per il New York Times e per il suo memoir Chasing Hillary; Bicks ha un curriculum televisivo solido, con crediti su Sex and the City e The Big C. La combinazione di una penna giornalistica acuta e di un'esperienza televisiva consolidata nella commedia drammatica è esattamente il profilo che serve per tenere in equilibrio la satira sociale e il racconto emotivo che la storia richiede.

La strategia Netflix e cosa aspettarsi

Netflix negli ultimi anni ha dimostrato che gli adattamenti letterari funzionano meglio di quasi qualsiasi altro tipo di contenuto originale: Bridgerton, La regina degli scacchi, Emily in Paris — tutti titoli che partivano da un materiale scritto con un pubblico già consolidato. The Nanny Diaries si inserisce in questo solco con qualche vantaggio in più: un romanzo con una fanbase affezionata, un adattamento cinematografico già noto che non ha esaurito il potenziale della storia, e una produttrice esecutiva come Johansson che garantisce continuità creativa con il materiale originale.

Non ci sono ancora notizie sul cast né sulla data di inizio riprese. Lo sviluppo è nelle fasi iniziali, il che significa che la serie non arriverà prima del 2027. Ma il semplice annuncio ha già riportato all'attenzione del pubblico un romanzo e un film che molti ricordavano con affetto, e la formula — ricchi, segreti, una protagonista che osserva dal margine — sa di qualcosa che su Netflix trova terreno fertile.

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