Scary Movie non funziona: perché le parodie non fanno più ridere
Scary Movie non è stato ucciso dal politicamente corretto. Anzi, il vero colpevole potrebbe essere qualcosa che usi ogni giorno: Internet. I social oggi viaggiano più veloce del cinema e hanno cambiato per sempre il destino della parodia. Ma è davvero questa tutta la storia? Nel video analizziamo perché uno dei generi più folli e amati di Hollywood è quasi scomparso.
Che fine hanno fatto i film come Scary Movie? Perché se ci pensate, negli anni Novanta e Duemila sembravano ovunque. Scary Movie, Austin Powers, Hot Shots!, Una pallottola spuntata. Hollywood sfornava parodie a raffica e alcune di queste diventavano veri e propri fenomeni culturali. Oggi invece il genere sembra quasi sparito. E la spiegazione più comune è sempre la stessa: il politicamente corretto ha ucciso la comicità. Ma le cose sono molto più complicate di così. Anzi, la verità è che la parodia cinematografica non è stata uccisa da una singola causa. È stata travolta da una serie di cambiamenti che hanno trasformato sia il pubblico sia l'industria. Per capire cosa è successo dobbiamo fare un passo indietro. Negli anni d'oro di Hollywood, la parodia non era affatto un genere minore. Era una parte importante della commedia americana.
Certo, prendeva in giro James Bond e il cinema di spionaggio, ma continuava a essere divertente anche per chi non conosceva tutte le citazioni. Prima di essere una parodia era una commedia che funzionava da sola. Ed è qui che nasce il primo problema. Hollywood ha imparato la lezione sbagliata. Quando Scary Movie uscì nel 2000 fu un successo gigantesco. A quel punto gli studios avrebbero dovuto chiedersi perché il film funzionasse. Invece hanno iniziato a chiedersi come rifarlo all'infinito. Così la parodia ha cominciato lentamente a trasformarsi.
Le grandi parodie del passato prendevano in giro convenzioni, cliché e modi di raccontare le storie. Quelle successive iniziano sempre più a basarsi sul semplice riconoscimento. La battuta non era più costruita attorno a una situazione comica. La battuta diventava: "Guarda, è quella cosa che conosci." E così arrivano Date Movie, Epic Movie, Disaster Movie, Meet the Spartans e decine di imitazioni che trasformano la parodia in una sequenza di riferimenti sempre più casuali e sempre meno efficaci. La cosa curiosa è che questi film continuarono a incassare per qualche anno. Costavano poco e spesso riuscivano comunque a generare profitto. Ma mentre gli incassi reggevano, la reputazione del genere crollava.
La parodia non è sparita. Ha semplicemente cambiato piattaforma. E c'è un altro problema. Oggi condividiamo molti meno riferimenti culturali rispetto al passato.
Negli anni Novanta milioni di persone guardavano gli stessi film, gli stessi programmi televisivi e le stesse serie. Oggi gli algoritmi ci spingono in direzioni diverse. Ognuno vive dentro le proprie nicchie, segue i propri creator, consuma i propri contenuti. Ed è un problema enorme per la parodia. Perché la parodia vive di bersagli condivisi. Ha bisogno che milioni di persone capiscano immediatamente cosa viene preso in giro. Quando il pubblico si frammenta, anche la parodia perde parte della sua forza. Ma c'è un'altra trasformazione ancora più interessante. Molti dei bersagli che una volta venivano presi di mira hanno imparato a prendersi in giro da soli. Pensate ai cinecomic moderni. Film come Deadpool costruiscono intere scene sul fatto di sapere di essere film di supereroi. Scherzano sui propri cliché, prendono in giro gli studios, il fandom e persino sé stessi. Una volta una parodia avrebbe fatto esattamente questo.
Perché è vero che molti autori storici della comicità percepiscono un cambiamento. Mel Brooks ha più volte detto che film come Mezzogiorno e mezzo di fuoco oggi sarebbero molto difficili da realizzare nello stesso modo. Todd Phillips ha raccontato che le commedie irriverenti sono diventate più complicate da produrre perché ogni battuta viene immediatamente giudicata e discussa online.
Questa percezione esiste e sarebbe sbagliato ignorarla. Ma fermarsi qui significa guardare solo una parte del problema. Perché la vera trasformazione è economica. Hollywood è diventata molto più prudente. La commedia è difficile da esportare. Una battuta che funziona in un paese può non funzionare in un altro. Un blockbuster d'azione invece parla una lingua molto più universale. Inoltre viviamo in un contesto molto più polarizzato. Una satira che vent'anni fa sarebbe stata percepita come una provocazione generale oggi rischia di essere interpretata immediatamente come una presa di posizione politica.
Negli ultimi anni Hollywood ha ricominciato a guardare con interesse a questo filone. Il ritorno di Una pallottola spuntata, il nuovo Scary Movie e persino il ritorno di Balle Spaziali dimostrano che qualcuno sta ancora cercando di capire se esista spazio per una rinascita del genere. Ma anche se questi tentativi dovessero funzionare, difficilmente torneremo al mondo degli anni Novanta.
Quel mondo non esiste più. E forse è proprio qui la conclusione più importante. La commedia parodistica non è stata uccisa da una singola censura morale, da internet o dai supereroi. Ha perso la funzione storica che aveva un tempo. I grandi maestri del passato lavoravano in un ecosistema in cui il pubblico condivideva gli stessi riferimenti culturali, gli studios investivano nelle commedie da sala e la parodia arrivava come uno strumento capace di smontare generi e convenzioni ancora relativamente ingenui.
E forse la vera nostalgia nascosta dietro la domanda "che fine hanno fatto i film come Scary Movie?" non riguarda il cinema. Riguarda un'epoca in cui milioni di persone ridevano delle stesse cose, nello stesso posto e nello stesso momento.