Se ami Cillian Murphy, non puoi perderti questo film su Raiplay: un incanto invernale
Un racconto sommesso che parla forte, che scava sotto la superficie in un inverno irlandese. Un film cupo che fa riflettere.
“Piccole cose come queste” incanta fin dal primo istante per la fotografia, per l’atmosfera soffusa e per il racconto che prende forma negli sguardi e nei silenzi di Cillian Murphy. Un film tratto dal romanzo Piccole cose da nulla di Claire Keegan e selezionato come film d'apertura della 74ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. Adesso su RaiPlay. Lo spettatore entra in punta di piedi senza varcare subito la porta delle mente del protagonista, di cui osserva la vita semplice di padre di famiglia, con un lavoro umile ma dignitoso.
La neve, le strade di provincia d’Irlanda, il ritmo quotidiano: tutto sembra immobile, eppure qualcosa ribolle sotto la superficie. È un film che chiede attenzione, ascolto, partecipazione. Cillian Murphy, qui sceglie la sottrazione: il suo personaggio non alza mai la voce, ma il suo silenzio diventa azione, umano, profondamente contemporaneo.Un racconto che non si dimentica
Ambientato nell’Irlanda di metà anni Ottanta, Piccole cose come queste racconta la storia di Billy Furlong, un commerciante di carbone che conduce una vita modesta, scandita dal lavoro e dalla famiglia. L’avvicinarsi del Natale rende tutto malinconico e soprattutto più fragile: i conti da far tornare, le responsabilità, la paura di perdere l’equilibrio faticosamente costruito e un passato doloroso che riemerge. È proprio in questo contesto che un incontro inatteso mette in crisi le certezze di Billy.
Il film tocca uno dei nervi scoperti della storia irlandese, quello delle istituzioni religiose e del loro potere silenzioso sulle comunità. La regia di Tim Mielants sceglie la via dell’allusione, del non detto, lasciando che siano le immagini e le reazioni dei personaggi a parlare. Il protagonista è antieroico: un uomo normale che si trova davanti a un bivio, ma la sua forza sta proprio nella sua fragilità. Billy non è un salvatore, non ha soluzioni, ma sente che ignorare significherebbe tradire se stesso, quel bambino che c’è in lui e che riaffiora costantemente nei suoi ricordi.
La fotografia di Frank van den Eeden è fredda, quasi livida, amplificando il senso di oppressione, mentre il ritmo lento accompagna lo spettatore verso un finale che non offre facili risposte. Il gesto conclusivo di Billy apre interrogativi invece di chiuderli, lasciando spazio alla riflessione su cosa significhi davvero fare la cosa giusta.Piccole cose come queste è un film che parla della responsabilità individuale, della memoria e delle scelte scomode. Un’opera delicata ma sorprendentemente incisiva, che trova in Cillian Murphy, una delle sue interpretazioni più intense dopo Oppenheimer. Un incanto invernale che, una volta visto, rimane impresso.In Copertina: Cillian Murphy in “Piccole cose come queste” - (Copyright dello studio di produzione e/o del distributore)-badtaste