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Sempre amici è tratto da una storia vera? Dietro il film con Bryan Cranston c'è una storia sorprendente

Sempre amici con Bryan Cranston è ispirato a una storia vera: chi erano Philippe Pozzo di Borgo e Abdel Sellou e cosa è successo realmente.

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Sempre amici è uno di quei film capaci di emozionare senza rinunciare a momenti di grande leggerezza, raccontando l'incontro tra due persone che sembrano non avere assolutamente nulla in comune. La pellicola diretta da Neil Burger, con Bryan Cranston, Kevin Hart e Nicole Kidman, è il remake americano del celebre Quasi amici, il successo francese del 2011 interpretato da François Cluzet e Omar Sy. Ma c'è un particolare che rende questa storia ancora più sorprendente: l'amicizia al centro del film è esistita davvero e, per certi versi, la realtà è stata persino più straordinaria di quanto mostrato sullo schermo.

Al centro di Sempre amici troviamo Philip Lacasse, un ricchissimo imprenditore rimasto tetraplegico dopo un incidente con il parapendio, e Dell Scott, un uomo con un passato difficile che cerca un impiego per ricostruire la propria vita. Quando Dell si presenta al colloquio per diventare l'assistente personale di Philip, non possiede alcuna esperienza e sembra essere il candidato meno adatto al lavoro. Eppure, proprio la sua spontaneità convince Philip ad assumerlo. Da quel momento nasce un rapporto che cambia profondamente entrambi, permettendo al primo di ritrovare il piacere delle piccole cose e al secondo di scoprire una responsabilità che fino a quel momento aveva faticato ad assumersi.

Una vicenda che potrebbe sembrare costruita appositamente per il cinema, ma che affonda le proprie radici nella storia di Philippe Pozzo di Borgo e Abdel Sellou, due uomini realmente esistiti che si incontrarono in Francia durante gli anni Novanta. Philippe Pozzo di Borgo non era un imprenditore americano come il protagonista interpretato da Bryan Cranston, ma un aristocratico francese di origini corse, nato nel 1951 e cresciuto in una famiglia particolarmente facoltosa. Dopo aver intrapreso una carriera nel settore dello champagne, lavorando anche per importanti aziende come Moët & Chandon e Pommery, aveva raggiunto una posizione professionale di grande prestigio.

Sempre amici, fonte: STX Entertainment

La sua vita cambiò radicalmente nel 1993, quando rimase coinvolto in un incidente durante un volo in parapendio. Le conseguenze furono gravissime: Philippe perse l'uso degli arti e dovette imparare a convivere con una condizione che richiedeva assistenza continua. A rendere quel periodo ancora più difficile arrivò anche la perdita della moglie Béatrice, scomparsa alcuni anni dopo l'incidente. Philippe si ritrovò così ad affrontare non soltanto le conseguenze fisiche di quanto accaduto, ma anche un dolore personale che contribuì a trasformare profondamente la sua quotidianità.

Fu proprio in questo contesto che incontrò Abdel Yasmin Sellou, un giovane algerino cresciuto nella periferia di Parigi e reduce da un passato segnato da piccoli reati e problemi con la giustizia. Come accade nel film, Abdel non aveva una preparazione specifica per assistere una persona con disabilità. Quando si presentò per il lavoro, inoltre, non immaginava che quell'incontro avrebbe cambiato la sua vita. Eppure, Philippe rimase colpito dal suo carattere diretto, dalla capacità di scherzare e soprattutto dal fatto che Abdel non sembrasse intimorito dalla sua condizione fisica. Un atteggiamento molto diverso da quello di tante persone che lo circondavano, spesso concentrate esclusivamente sulle sue necessità mediche.

Il giovane venne assunto e iniziò così una convivenza destinata a trasformarsi in un'amicizia profonda. Abdel portò nella quotidianità di Philippe un'energia completamente nuova, fatta di battute, scherzi, discussioni e situazioni imprevedibili. Non si limitava ad aiutarlo nelle attività di tutti i giorni, ma cercava continuamente di coinvolgerlo in esperienze che potessero restituirgli il piacere di divertirsi. E alcune delle scene più divertenti di Sempre amici sono effettivamente ispirate a episodi reali. Tra queste figura la passione per le automobili di lusso e per la velocità. Philippe possedeva infatti diverse vetture prestigiose e Abdel amava guidarle, talvolta concedendosi qualche eccesso.

Sempre amici, fonte: STX Entertainment

Anche l'episodio in cui i due cercano di evitare una multa sfruttando una situazione di emergenza richiama un aneddoto realmente raccontato sulla loro amicizia. Un dettaglio che dimostra come il cinema non abbia dovuto inventare completamente le situazioni più improbabili. Naturalmente, Sempre amici si prende diverse libertà rispetto alla realtà. La differenza più evidente riguarda proprio il personaggio interpretato da Kevin Hart, visto che nel film, Dell Scott è un americano che cerca di riconquistare la fiducia della propria famiglia e di costruire un rapporto migliore con il figlio. Nella realtà, invece, Abdel Sellou era un giovane algerino cresciuto in Francia, con un percorso personale e familiare differente.

Anche Philip Lacasse è stato modificato per adattare la vicenda al contesto statunitense. Il personaggio di Bryan Cranston viene presentato come un imprenditore che ha costruito la propria fortuna attraverso gli affari, mentre Philippe Pozzo di Borgo apparteneva a una famiglia aristocratica e aveva lavorato ai vertici dell'industria dello champagne. Un'altra differenza importante riguarda la vita familiare. Il vero Philippe aveva dei figli, mentre nel remake americano questo aspetto non occupa lo stesso spazio e viene privilegiata la ricostruzione del suo rapporto con Dell. Ma il cambiamento forse più significativo riguarda il modo in cui viene raccontata la conclusione del loro rapporto professionale.

Nel film, Philip e Dell attraversano un momento di rottura, durante il quale sembrano prendere definitivamente strade differenti. La loro amicizia, però, riesce a superare anche questa difficoltà, fino a un finale che sottolinea quanto entrambi siano cambiati grazie all'incontro. Nella realtà, la separazione professionale avvenne in circostanze meno drammatiche. Dopo diversi anni trascorsi insieme, Philippe e Abdel decisero di intraprendere percorsi differenti, senza che questo comportasse la fine del loro legame. Abdel costruì una nuova vita, si sposò e divenne padre, dedicandosi anche ad attività imprenditoriali. Philippe, dal canto suo, ritrovò l'amore accanto a Khadija, con la quale si trasferì in Marocco.

Sempre amici, fonte: STX Entertainment

I due continuarono a mantenere i contatti, dimostrando che il loro rapporto era ormai diventato qualcosa di molto più importante di un semplice legame tra un datore di lavoro e il suo assistente. Ed è proprio questo l'aspetto che rende la storia vera particolarmente emozionante. Abdel non aveva soltanto trovato un impiego e Philippe non aveva semplicemente assunto qualcuno che potesse aiutarlo: entrambi avevano incontrato una persona capace di cambiare il proprio modo di guardare la vita. La vicenda attirò l'attenzione del pubblico ben prima dell'uscita dei film. Nel 2001 Philippe pubblicò il racconto autobiografico Le Second Souffle, conosciuto in Italia anche attraverso il volume Il diavolo custode, mentre nel 2003 la loro amicizia venne raccontata nel documentario francese À la vie, à la mort. Successivamente arrivò Quasi amici, diretto da Olivier Nakache ed Éric Toledano, che nel 2011 trasformò la storia in uno dei maggiori successi del cinema francese.

Il film conquistò milioni di spettatori e contribuì a far conoscere Philippe e Abdel in tutto il mondo. Il successo fu talmente grande da ispirare nuove versioni internazionali, tra cui proprio Sempre amici, girato nel 2017 e arrivato nelle sale americane nel 2019. Ma la storia di Philippe Pozzo di Borgo non si è conclusa con il successo cinematografico. Negli anni successivi, l'imprenditore ha continuato a impegnarsi pubblicamente sui temi della disabilità e della dignità delle persone che convivono con condizioni di grave dipendenza fisica, sostenendo anche iniziative dedicate alla creazione di comunità inclusive. Philippe Pozzo di Borgo è morto il 1° giugno 2023 a Marrakech, in Marocco, all'età di 72 anni. La notizia della sua scomparsa ha suscitato grande commozione, soprattutto tra le persone che avevano contribuito a portare la sua storia sul grande schermo.

I registi di Quasi amici, Éric Toledano e Olivier Nakache, gli hanno dedicato un ricordo particolarmente sentito, sottolineando quanto la sua disponibilità a raccontarsi avesse contribuito a cambiare non soltanto le loro vite, ma anche quelle di numerosi spettatori. La sua eredità, però, va ben oltre il cinema, poiché la storia di Philippe e Abdel continua a ricordare che un incontro apparentemente improbabile può trasformarsi in qualcosa di duraturo, anche quando le persone coinvolte provengono da mondi completamente diversi. Ed è forse questo il motivo per cui Sempre amici riesce ancora oggi a emozionare. Perché, al di là delle differenze tra realtà e finzione, il cuore del racconto è rimasto intatto: due uomini che non avrebbero mai immaginato di diventare amici hanno finito per cambiare profondamente le rispettive vite. E questa volta, la parte più bella della storia non è stata inventata da Hollywood.

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