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Si accettano miracoli, dove è stato girato il film di Siani? Il paese di Rocca di Sotto nasconde una sorpresa

Dove è stato girato Si accettano miracoli? Da Sant'Agata de' Goti alla Costiera Amalfitana, scopri le vere location del film di Alessandro Siani e il segreto di Rocca di Sotto.

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Ci sono film che riescono a conquistare il pubblico non soltanto grazie ai loro protagonisti, ma anche attraverso i luoghi in cui sono ambientati. È il caso di Si accettano miracoli, la commedia diretta e interpretata da Alessandro Siani, uscita nelle sale nel 2015 e diventata negli anni uno dei titoli più riconoscibili della sua carriera. Accanto alle gag e alle situazioni paradossali che coinvolgono i personaggi, a catturare l'attenzione sono soprattutto le stradine, le piazze e i panorami del piccolo paese in cui si svolge gran parte della storia. Ma dove si trova davvero Rocca di Sotto, il borgo che fa da sfondo al film? La risposta nasconde una curiosità: quel paese, almeno con questo nome, non esiste.

Per ricrearlo, infatti, la produzione ha scelto di unire alcuni dei luoghi più suggestivi della Campania, trasformando borghi realmente esistenti in un'unica località cinematografica. Il risultato è un paese che sullo schermo appare perfettamente riconoscibile e coerente, ma che nella realtà è composto da piazze e paesaggi distanti anche parecchi chilometri tra loro. Prima di scoprire le location, vale la pena ricordare brevemente la storia. Il protagonista è Fulvio Canfora, interpretato da Alessandro Siani, un manager abituato a prendere decisioni senza troppi scrupoli.

Dopo aver perso il lavoro e aver reagito in modo decisamente poco pacifico al licenziamento, l'uomo si ritrova a dover svolgere un periodo di servizi sociali. Ad accoglierlo è il fratello Germano, interpretato da Fabio De Luigi, un sacerdote che gestisce una casa famiglia in un piccolo paese del Sud Italia. Fulvio passa così dalla frenesia della vita aziendale a una realtà completamente diversa, dove le difficoltà economiche della comunità finiranno per spingerlo a escogitare un piano tanto improbabile quanto ingegnoso. Ed è proprio questo contrasto tra la città e il borgo a rendere fondamentali le ambientazioni scelte da Siani, visto che la vera Rocca di Sotto è soprattutto Sant'Agata de' Goti, uno dei borghi più caratteristici della provincia di Benevento.

Si accettano miracoli, fonte: Rai Cinema

Il suo centro storico, costruito su uno sperone di tufo e caratterizzato da edifici antichi, vicoli stretti e scorci panoramici, è stato utilizzato per ricreare buona parte del paese immaginario. In particolare, piazza Umberto I è uno dei luoghi più riconoscibili del film. È qui che si svolgono diverse scene della vita quotidiana degli abitanti, compreso l'arrivo di Fulvio nel borgo. Per le riprese, la piazza venne parzialmente modificata dagli scenografi, in modo da adattarla alle esigenze della storia e trasformarla nel cuore di Rocca di Sotto. Un'altra location importante si trova nei pressi del ponte di Santa Lucia, appena fuori dalle mura antiche del paese.

Qui la produzione allestì il distributore di benzina che compare durante la festa del santo patrono, protagonista di una delle situazioni più movimentate della commedia. Ma c'è un dettaglio che potrebbe sorprendere chi ha visitato Sant'Agata de' Goti: non tutti gli edifici di Rocca di Sotto si trovano davvero nel borgo beneventano. La chiesa di San Tommaso, dove opera Don Germano, si trova infatti in un'altra provincia. Per ricreare la parrocchia del personaggio interpretato da Fabio De Luigi, Siani ha scelto la chiesa di Minuta, una frazione di Scala, in Costiera Amalfitana. Si tratta di un luogo particolarmente suggestivo, immerso in un paesaggio che conserva ancora oggi il fascino dei piccoli centri storici della costa campana. La chiesa è diventata uno degli elementi più importanti dell'ambientazione, perché rappresenta il punto di riferimento spirituale e sociale della comunità.

Eppure, nella realtà, per raggiungerla da Sant'Agata de' Goti bisogna affrontare un viaggio che attraversa una parte considerevole della Campania. Il cinema ha quindi unito due luoghi differenti, facendoli apparire come parti dello stesso paese. La Costiera Amalfitana, del resto, ha avuto un ruolo centrale nelle riprese. Oltre a Scala, la troupe ha lavorato anche ad Amalfi, Atrani, Ravello, Conca dei Marini e Furore, utilizzando scorci e panorami che contribuiscono a dare al film la sua atmosfera caratteristica. Ad Amalfi, per esempio, è stata girata la sequenza in cui Don Germano approfitta di una bella giornata per portare al mare gli altri personaggi.

Si accettano miracoli, fonte: Rai Cinema

Ad Atrani, invece, compare piazza Umberto I, utilizzata per rappresentare un'altra località della storia, Rocca di Sopra. Il film sfrutta così anche la vicinanza tra i piccoli centri della Costiera per costruire un mondo nel quale i diversi paesi sembrano appartenere alla stessa comunità. Tra gli scorci più spettacolari compare poi il Fiordo di Furore, una delle immagini più riconoscibili della costa salernitana. È proprio in questa zona che si svolge una delle scene legate alla statua di San Tommaso, protagonista di una disavventura destinata a complicare ulteriormente i piani dei personaggi. La scelta di Furore non è casuale: il fiordo, con la strada sospesa sopra l'insenatura e le pareti rocciose che scendono verso il mare, offre uno scenario particolarmente cinematografico.

Un altro luogo presente nel film è Conca dei Marini, dove si trova la Torre del Capo di Conca, una costruzione storica che viene osservata e citata durante un viaggio in pullman. Ma il viaggio tra le location di Si accettano miracoli non si limita ai borghi della provincia. Anche Napoli ha un ruolo importante, soprattutto nella parte iniziale della storia. L'ufficio di Fulvio, nel quale il protagonista lavora prima di essere licenziato, si trova nel Centro Direzionale di Napoli. La scelta di questa ambientazione permette di mostrare immediatamente il contrasto tra il mondo professionale del protagonista, fatto di uffici moderni e grandi edifici, e quello del piccolo borgo nel quale sarà costretto a trasferirsi. Nella città partenopea compare inoltre la Certosa di San Martino, utilizzata per la scena in cui Don Germano incontra Don Callisto. Si tratta di un complesso monumentale situato sulla collina del Vomero, noto anche per la sua posizione panoramica sul golfo di Napoli.

Ma tra i retroscena delle riprese ce n'è uno particolarmente curioso, che coinvolge un programma televisivo amatissimo dal pubblico italiano. Durante la lavorazione del film, Alessandro Siani e Fabio De Luigi sono stati protagonisti di una prova esterna di MasterChef Italia. La troupe si trovava a Sant'Agata de' Goti quando il programma organizzò una sfida culinaria nella quale i concorrenti dovevano preparare il pranzo per le persone impegnate sul set. La prova, trasmessa nella quarta stagione del talent, prevedeva la preparazione di 80 cestini per il pranzo destinati alla troupe cinematografica. Un incontro decisamente particolare tra due mondi dell'intrattenimento, che ha lasciato un ulteriore ricordo delle settimane trascorse dalla produzione nel borgo beneventano.

Le riprese principali si svolsero nel 2014, diversi mesi prima dell'uscita del film nelle sale, avvenuta il 1° gennaio 2015. Per Siani si trattava della seconda esperienza da regista dopo Il principe abusivo, e la scelta di tornare a raccontare la Campania attraverso i suoi luoghi più caratteristici rappresentava un elemento importante del progetto. Anche in questo caso, infatti, il paesaggio non è soltanto uno sfondo decorativo. Rocca di Sotto diventa quasi un personaggio della storia, con i suoi abitanti, le sue tradizioni, le difficoltà economiche e quella capacità di trasformare una situazione apparentemente impossibile in un'occasione per ritrovare un senso di comunità.

È proprio per questo che la scelta delle location risulta così efficace: Sant'Agata de' Goti restituisce l'atmosfera del borgo antico, Scala offre la chiesa attorno alla quale ruota la vita del paese, mentre la Costiera Amalfitana aggiunge panorami capaci di rendere ancora più riconoscibile il mondo immaginato dal regista. E forse è proprio qui che si nasconde il piccolo miracolo cinematografico del film, visto che Rocca di Sotto non esiste sulle mappe, ma i luoghi che la compongono sono reali e possono essere visitati. Basta attraversare la Campania, da Sant'Agata de' Goti fino alla Costiera Amalfitana, per ritrovare le piazze, le chiese e i paesaggi che sullo schermo sembravano appartenere a un unico paese. Perché, almeno in questo caso, il miracolo più riuscito di Alessandro Siani è stato trasformare tanti luoghi diversi in un posto che gli spettatori hanno imparato a conoscere come se fosse sempre esistito.

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