Si chiude una pagina di storia del cinema: Clint Eastwood si ritira da Hollywood a 96 anni, lo conferma il figlio
Clint Eastwood si ritira a 96 anni: l'annuncio del figlio Kyle chiude una carriera leggendaria. Da Sergio Leone a Juror numero 2, l'eredità di un'icona.
Una delle carriere più longeve e straordinarie nella storia di Hollywood sembra essere giunta al termine. Clint Eastwood, icona vivente del cinema americano, si è ritirato dalle scene all'età di 96 anni. La conferma è arrivata in modo quasi informale, ma carico di significato, dalle parole del figlio Kyle Eastwood durante un concerto ad Amiens, in Francia.
La notizia arriva dopo un'ultima, prolifica fase creativa che ha visto il regista sfornare film con una cadenza impressionante per chiunque, figuriamoci per un novantenne. Negli ultimi dieci anni Eastwood ha diretto sei pellicole: Sully del 2016, Ore 15:17 - Attacco al treno nel 2018, The Mule sempre nel 2018, Richard Jewell nel 2019, Cry Macho nel 2021 e infine Giurato numero 2 nel 2024. Non solo ha diretto, ma ha anche recitato come protagonista in The Mule e Cry Macho, dimostrando una vitalità artistica rara.
Per decenni, Clint Eastwood e Warner Bros. hanno condiviso una delle partnership più proficue e durature di Hollywood. Attraverso la sua casa di produzione, Malpaso Productions, Eastwood ha consegnato allo studio alcuni dei suoi maggiori successi: Gli spietati nel 1992, Million Dollar Baby nel 2004, American Sniper nel 2014, solo per citarne alcuni. La sua reputazione era quella di un regista affidabile, capace di consegnare i film in tempo e senza sforare il budget, un lusso raro nell'industria cinematografica contemporanea.
Questa eredità di Cry Macho sembra aver influenzato il destino di Giurato numero 2. Nonostante le recensioni eccellenti, lo studio non ha concesso al film un'uscita ampia nelle sale americane, suscitando numerose critiche. Molti hanno interpretato questa scelta come un segnale dei tempi che cambiano, dove persino leggende come Eastwood non sono più immuni alle logiche puramente economiche che dominano l'industria contemporanea dello streaming e dei blockbuster.
La carriera di Clint Eastwood è iniziata negli anni Cinquanta con piccole parti televisive, ma la svolta arrivò negli anni Sessanta quando Sergio Leone lo scelse per la Trilogia del dollaro. Il buono, il brutto, il cattivo del 1966 lo trasformò in una star internazionale, l'archetipo dell'antieroe western dal viso scavato e lo sguardo magnetico. Poi vennero i film di Dirty Harry negli anni Settanta, che consolidarono il suo status di icona action, e infine la straordinaria carriera da regista che lo ha visto esplorare generi diversi, dal western revisionista al dramma storico, dal thriller al biopic.
Se Giurato numero 2 rappresenta davvero il suo ultimo lavoro dietro la macchina da presa, e Cry Macho la sua ultima apparizione sullo schermo come attore, Eastwood ha scelto di uscire di scena senza clamore, come è sempre stato nel suo stile. Solo le parole affettuose di un figlio durante un concerto in Francia, che svelano al mondo la fine di un'era.