FILM

Smile 3 cambia tutto: Parker Finn lascia la direzione a un maestro dell'horror, il regista di Hellraiser

David Bruckner dirige Smile 3 al posto di Parker Finn. Il maestro dell'horror porta la sua visione nella franchise da 355 milioni di dollari.

Condividi

La franchise horror che ha terrorizzato il pubblico mondiale con i suoi inquietanti sorrisi sta per prendere una direzione inaspettata. Paramount Pictures ha ufficialmente affidato la regia di Smile 3 a David Bruckner, regista veterano del genere horror, mentre Parker Finn, il creatore e mente dietro i primi due capitoli di enorme successo, passa al ruolo di produttore. Un cambio di guardia che arriva in un momento cruciale per una saga che ha incassato complessivamente oltre 355 milioni di dollari in tutto il mondo. La notizia rappresenta una svolta significativa per una franchise relativamente giovane ma già affermatasi come una delle proprietà horror più redditizie degli ultimi anni. Finn, che aveva diretto e scritto sia Smile del 2022 che Smile 2 del 2024, ha però contribuito alla struttura narrativa del terzo capitolo prima di passare il testimone.

Il motivo di questa transizione è chiaro: il regista si sta concentrando sul remake di Possession per lo stesso studio, un progetto ambizioso con protagonisti Callum Turner e Margaret Qualley, previsto nelle sale per l'11 giugno 2027. La scelta di David Bruckner non è casuale. Il filmmaker ha costruito una reputazione solida nel cinema horror contemporaneo, dirigendo titoli che hanno lasciato il segno come Hellraiser del 2022, The Ritual del 2017 e The Night House del 2020. Il suo curriculum include anche due episodi della serie Creepshow del 2019 e contributi alla franchise antologica V/H/S. Bruckner porta con sé una sensibilità particolare nel trattare l'orrore psicologico e atmosferico, elementi che si allineano perfettamente con l'identità stilistica di Smile.

I dettagli della trama di Smile 3 rimangono avvolti nel mistero più assoluto. Quello che sappiamo è che i primi due film hanno seguito una struttura antologica, con protagonisti diversi e storie autonome legate dall'entità malvagia al centro della saga. Smile raccontava la discesa negli incubi della terapeuta Dr. Rose Cotter, interpretata da Sosie Bacon, mentre Smile 2 spostava l'attenzione sulla popstar Skye Riley, interpretata da Naomi Scott, perseguitata dall'entità durante un tour mondiale. Questa formula suggerisce che anche il terzo capitolo presenterà un cast completamente nuovo e una storia inedita. Il successo commerciale della franchise è stato straordinario. Il primo Smile, realizzato con un budget contenuto di 17 milioni di dollari, ha incassato 217 milioni globalmente, un risultato particolarmente impressionante considerando che originariamente era destinato all'uscita diretta su Paramount+.

La decisione dell'ultimo minuto di distribuirlo nelle sale si è rivelata vincente. Il sequel ha confermato l'appeal del marchio, guadagnando 138 milioni di dollari a fronte di un budget di 28 milioni. Parker Finn non sta abbandonando Paramount. Dopo il trionfo del primo Smile, ha firmato un accordo di first-look con lo studio, garantendosi una partnership creativa a lungo termine. Il remake di Possession rappresenta per lui l'opportunità di confrontarsi con un classico del cinema d'autore europeo: il film originale del 1981, diretto e scritto da Andrzej Żuławski e interpretato da Sam Neill e Isabelle Adjani, è considerato un capolavoro controverso e disturbante.

Una sfida creativa ambiziosa per un regista che ha dimostrato di saper tradurre visioni inquietanti in successi commerciali. La transizione alla regia di Bruckner solleva domande interessanti sulla direzione artistica di Smile 3. Manterrà la franchise la sua identità distintiva, caratterizzata da jump scare calibrati, tensione crescente e l'uso inquietante dei sorrisi distorti come elemento visivo centrale? O vedremo un'evoluzione più marcata verso l'horror atmosferico che contraddistingue il lavoro di Bruckner? La risposta arriverà solo quando il film vedrà la luce, ma la combinazione di talenti coinvolti lascia presagire un capitolo capace di sorprendere sia i fan della prima ora che il pubblico più ampio dell'horror contemporaneo.

Continua a leggere su BadTaste