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"Soffriva terribilmente": la scena cult di Indiana Jones nata da un malore di Harrison Ford

Soffriva terribilmente durante le riprese: la scelta disperata di Harrison Ford su Indiana Jones che ha fatto la storia del cinema d'azione

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Il genere action è costellato di eroi apparentemente invincibili, invulnerabili e impeccabili nelle coreografie di combattimento. Eppure, in oltre quarant’anni di storia del cinema moderno, nessuno è mai riuscito a eguagliare il fascino umano e disincantato di Indiana Jones.

Il motivo va cercato nel capitolo capostipite della saga, I predatori dell'arca perduta (1981), e in una scelta recitativa estemporanea che ha ridefinito per sempre le regole del blockbuster d’avventura.

Il duello mai girato: quando la realtà stravolge la sceneggiatura

A metà del film, mentre sfreccia tra i vicoli del Cairo per salvare Marion, Indiana Jones si ritrova davanti a un imponente guerriero vestito di nero che sfoggia una complessa e minacciosa coreografia con una scimitarra. Lo script originale prevedeva una spettacolare ed elaborata resa dei conti tra la frusta dell'archeologo e la spada dell’assassino.

La scena diventata iconica (Paramount Pictures)

Le prove erano durate settimane, ma il giorno delle riprese si presentò un imprevisto decisivo: un'epidemia di dissenteria colpì la troupe e lo stesso Harrison Ford, visibilmente provato e incapace di sostenere un lungo sforzo fisico.

Stanco e costretto a frequenti pause, Ford propose al regista Steven Spielberg un’alternativa tanto sbrigativa quanto drastica: disarmare l'avversario estraendo semplicemente il revolver e ponendo fine al duello con un singolo colpo di pistola. Spielberg accettò di girare la variante per prova. Il risultato fu una sequenza leggendaria che, mantenuta nel montaggio finale, si trasformò in una delle battute visive più celebri e applaudite della storia del cinema.

Quello che nacque come un espediente di servizio sul set si rivelò una magistrale intuizione di scrittura interpretativa. Sparare allo spadaccino fu la perfetta sintesi dell'essenza di Indiana Jones: un intellettuale prestato all'avventura che non ha tempo da perdere in vuoti virtuosismi. A differenza degli eroi d'azione iper-muscolari che avrebbero dominato gli anni '80, Indy incassa colpi, mostra la fatica, prova paura e ricorre al proprio ingegno pragmatico per sopravvivere.

Molto prima che pellicole come Die Hard sdoganassero la figura dell'eroe fallibile e vulnerabile, Ford e Spielberg avevano già creato il prototipo perfetto del protagonista imperfetto. A quattro decenni di distanza e dopo l'uscita dell'ultimo capitolo della saga, Indiana Jones e il quadrante del destino, quella scena rimane il simbolo inimitabile di come la spontaneità degli attori possa trasformare un imprevisto geografico in pura storia della settima arte.

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