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Sono i film con lo spoiler più epico della storia del cinema: un gigantesco errore svelava il finale

Trailer, poster e giocattoli che hanno rovinato il colpo di scena: i casi più clamorosi di marketing che ha spoilerato i propri film.

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Promuovere un film è sempre un equilibrio difficile da mantenere. Da un lato c'è la necessità di incuriosire il pubblico, mostrare abbastanza da giustificare il prezzo del biglietto, costruire un'aspettativa. Dall'altro c'è il rischio di mostrare troppo, di bruciare in trenta secondi di trailer quello che la storia ha costruito in due ore. Nel corso degli anni quella linea è stata attraversata molte volte, non da leak o da fan troppo curiosi, ma dai materiali ufficiali stessi: trailer che rivelavano il villain, poster che anticipavano la morte di un personaggio, action figure che mettevano in commercio il colpo di scena prima ancora che il film arrivasse in sala. Alcuni di questi casi sono rimasti nella memoria collettiva come esempi da manuale di cosa non fare quando si vende un film. Eccoli.

Terminator 2: Il giorno del giudizio

Partiamo dall'esempio più studiato, quello che per molti registi e produttori è diventato un riferimento negativo da citare nelle riunioni di marketing. Nel primo Terminator del 1984, il T-800 interpretato da Arnold Schwarzenegger era il nemico implacabile, la macchina mandata dal futuro per uccidere Sarah Connor. Era un villain puro, senza sfumature. Costruire la suspense del sequel sul ribaltamento di quella dinamica, trasformando la stessa macchina in protettore, era un'idea narrativamente potente, capace di disorientare lo spettatore fin dai primissimi minuti. James Cameron aveva pensato a lungo a come tenere nascosta quella svolta, sapendo che funzionava solo se chi guardava entrava in sala senza saperlo. Poi il trailer ufficiale arrivò nelle sale nel 1991 e mostrò esplicitamente Schwarzenegger che proteggeva il giovane John Connor, smontando completamente la sorpresa. Chi aveva visto il trailer prima del film sapeva già tutto. La scelta era probabilmente dettata dalla necessità di rassicurare il pubblico che la star del primo capitolo sarebbe rimasta il protagonista, ma il prezzo narrativo fu altissimo.

Toy Story 3 e i mattoncini Lego

Uno dei finali più emozionanti della storia dell'animazione moderna, quel momento in cui tutti i giocattoli si trovano intrappolati in un tritarifiuti e si tengono per mano aspettando il peggio, era stato concepito come il picco emotivo di Toy Story 3, una sequenza capace di lasciare il pubblico senza fiato prima del lieto fine. Pixar aveva lavorato con cura certosina per tenere nascosta quella scena, che rappresentava la massima concentrazione di tensione dell'intera storia. A rovinare tutto fu un set di mattoncini Lego messo in commercio prima dell'uscita del film, intitolato senza troppa discrezione "Trash Compactor Escape", che mostrava i personaggi intrappolati nell'inceneritore e, soprattutto, gli alieni dai tre occhi già pronti a salvarli con il braccio della gru. Chiunque avesse comprato o anche solo visto quel set in un negozio di giocattoli sapeva già come andava a finire. Non si trattava di un dettaglio marginale ma della risoluzione della sequenza più tesa dell'intera saga.

I personaggi di Toy Story 3 nella scena dell'inceneritore- © Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios and other relevant production (MoviestillDB)

Batman: La maschera del fantasma e l'action figure indiscreta

Tra i classici dell'animazione americana degli anni Novanta, Batman: La maschera del fantasma del 1993 è ancora oggi considerato uno dei migliori adattamenti cinematografici del Cavaliere Oscuro mai realizzati, con una qualità narrativa e visiva che non ha invecchiato di un giorno. Il film costruisce con grande pazienza il mistero attorno alla vera identità del Fantasma, il villain mascherato che affianca e contrasta Batman, riservando la rivelazione come colpo di scena finale. L'identità del personaggio era quella di Andrea Beaumont, la donna di cui si era innamorato Bruce Wayne, non del padre di lei come molti spettatori avevano intuito. Un twist studiato e costruito con precisione. L'action figure del Fantasma arrivò nei negozi con la maschera rimovibile, e in molte confezioni il giocattolo era presentato senza maschera, con il volto del personaggio a vista. Difficile immaginare un modo più diretto di bruciare un colpo di scena al pubblico prima ancora che comprasse il biglietto.

Terminator Genisys: il poster che non aveva nulla da nascondere

Se il caso di Terminator 2 rappresentava un errore di valutazione, quello di Terminator Genisys del 2015 sembra quasi una scelta deliberata nella sua impudenza. Il principale colpo di scena del film era la trasformazione di John Connor in un cyborg nemico dell'umanità, una svolta che capovolgeva completamente il ruolo del personaggio costruito in trent'anni di saga. La produzione aveva deciso di inserire questo elemento direttamente nel materiale promozionale, affidandosi forse all'idea che rivelarlo in anticipo avrebbe generato più curiosità che delusione. Il risultato fu che chiunque avesse visto il poster ufficiale o il trailer internazionale entrava in sala sapendo già quale sarebbe stata la trasformazione centrale della storia. Il regista Alan Taylor avrebbe in seguito dichiarato di non aver gradito quella scelta, sottolineando quanto avrebbe preferito tenere nascosta la rivelazione fino alla visione in sala.

10 Cloverfield Lane e il mostro sul poster

10 Cloverfield Lane del 2016 è costruito interamente attorno a una domanda che non trova risposta per quasi tutta la sua durata: il personaggio interpretato da John Goodman sta dicendo la verità sulla minaccia esterna, oppure sta mentendo per tenere prigioniera la protagonista nel bunker? Quella tensione, quella impossibilità di sapere con certezza chi credere, è il motore dell'intero film. J.J. Abrams e il regista Dan Trachtenberg avevano lavorato con molta attenzione per tenere aperto il dubbio il più a lungo possibile, lasciando che lo spettatore oscillasse tra due interpretazioni ugualmente plausibili. Poi uno dei poster promozionali mostrò esplicitamente la creatura aliena che compare nel finale, confermando in anticipo che la minaccia esterna era reale e non una costruzione paranoica del personaggio di Goodman. Per chi aveva visto quel poster, la domanda non aveva più senso.

Captain America: Civil War e il gigante che non doveva esserci

Nel grande scontro all'aeroporto di Captain America: Civil War, uno dei momenti più attesi era la trasformazione di Scott Lang in Giant Man, una sorpresa visivamente spettacolare che avrebbe dovuto cogliere di sorpresa sia gli avversari in scena sia il pubblico in sala. Marvel Studios aveva costruito tutta la promozione del film senza mostrare quella sequenza, riservandola come uno dei picchi del terzo atto. L'action figure ufficiale di Giant Man arrivò nei negozi con settimane di anticipo rispetto all'uscita del film, rendendo immediatamente chiaro che quella trasformazione sarebbe avvenuta. Non era un dettaglio marginale: Ant-Man che diventa gigante in un film corale era esattamente il tipo di sorpresa che funziona solo la prima volta, e la prima volta era già avvenuta sugli scaffali di un negozio di giocattoli.

La tracklist che uccide Qui-Gon

Chiudiamo con un caso che in termini di brutalità narrativa non ha molti eguali. Star Wars: La Minaccia Fantasma non è ricordato come il capitolo più amato della saga, ma conteneva almeno un elemento capace di sorprendere: la morte di Qui-Gon Jinn, il maestro Jedi interpretato da Liam Neeson, caduto per mano di Darth Maul nel climax finale. Per chi entrava in sala senza aspettarselo, era un momento genuinamente drammatico. La colonna sonora ufficiale del film uscì in commercio prima dell'uscita nelle sale, con tracce intitolate senza la minima reticenza "La fine di Qui-Gon" e "Il funerale di Qui-Gon". Due righe di testo su un cofanetto musicale, sufficienti a rendere inutile l'intera costruzione drammatica della sequenza per chiunque avesse sfogliato il libretto. Il marketing cinematografico ha prodotto errori più elaborati, ma raramente altrettanto diretti.

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