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“Sono tornato bambino”: Pieraccioni trova oggetto d'infanzia al mercato e si emoziona

Un amico di Leonardo Pieraccioni trova in un mercatino un documento delle sue medie del 1976. Il ritrovamento riporta alla luce dolci ricordi d’infanzia.

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Un piccolo oggetto di carta è bastato per riportare Leonardo Pieraccioni indietro di mezzo secolo. Si tratta del libretto delle giustificazioni che utilizzava quando frequentava la scuola media Giosuè Carducci di Firenze, nell’anno scolastico 1976/77. Il documento, rimasto sorprendentemente integro nonostante il tempo trascorso, è riemerso in circostanze piuttosto insolite. A trovarlo è stato infatti un amico del regista, che lo ha acquistato in un mercatino delle pulci di Subbiano, in provincia di Arezzo, per poi riconsegnarglielo.

Sul vecchio libretto sono ancora visibili diversi dettagli che raccontano quella fase della sua vita, il nome scritto a mano, la classe, la sezione e le firme dei genitori, Carla e Osvaldo. La provenienza del documento, però, resta tutta da chiarire. Pieraccioni stesso ha sottolineato quanto sia curioso che un oggetto appartenuto alla sua adolescenza sia finito proprio in quel mercatino, a chilometri di distanza dalla scuola che frequentava. Una sorta di viaggio nel tempo di cui manca ancora un passaggio fondamentale.

A colpire maggiormente l’attore non è stato soltanto il ritrovamento in sé, ma la capacità di quella vecchia carta di riportare alla luce sensazioni che sembravano ormai lontanissime. Pieraccioni ha raccontato di avere una particolare predisposizione alla nostalgia e, davanti al libretto ingiallito, ha avuto una reazione molto particolare, annusandolo, gli è sembrato di riconoscere il profumo delle giornate trascorse a letto quando era malato.

Da quella sensazione è riaffiorata un’intera scena della sua infanzia. Quando aveva la febbre, la televisione della cucina veniva spostata nella sua stanza con una prolunga e lui rimaneva davanti allo stesso canale per ore, anche perché all’epoca cambiare programma era tutt’altro che immediato. C’erano poi il Vicks Vaporub sul petto, il vecchio termometro a mercurio e le continue domande della madre per sapere come stesse. Un insieme di piccoli gesti quotidiani che oggi appartengono a un’altra epoca, ma che nella memoria di Pieraccioni hanno conservato un valore affettivo preciso.

Il ricordo più tenero riguarda proprio quella sensazione di protezione che accompagnava le giornate lontane da scuola. A undici anni, racconta Pieraccioni, restare a casa con l’influenza poteva trasformarsi quasi in una parentesi felice, il letto caldo, le attenzioni della madre e una semplice minestrina con il formaggino creavano una sorta di rifugio dal resto del mondo. Ed è proprio questo il motivo per cui il vecchio libretto non rappresenta soltanto una testimonianza scolastica, per l’attore è diventato una porta d’accesso a un periodo della sua vita fatto di rituali familiari e sensazioni ormai difficili da ritrovare.

La sua storia ha inoltre avuto un effetto immediato sui social. Il ricordo personale di Pieraccioni ha spinto molti dei suoi follower a condividere esperienze simili, riportando alla memoria le proprie giornate da bambini, le malattie trascorse a casa e quelle piccole abitudini familiari che sembravano normali e che oggi assumono un significato diverso.

È anche attraverso questi ricordi che si comprende il legame speciale costruito negli anni tra l’attore e il pubblico, lo stesso che ha accompagnato il successo di film come Il Ciclone, ancora oggi considerato uno dei titoli più amati della commedia italiana e capace di conservare intatto il suo fascino a trent’anni dall’uscita. Così, un semplice libretto delle giustificazioni ritrovato per caso è diventato il punto di partenza per un racconto collettivo sulla memoria, sull’infanzia e su un’epoca che Pieraccioni continua a portare con sé anche attraverso il cinema.

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