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South Park non esiste più: cambia nome e il motivo è una provocazione epica contro Trump

South Park cambia nome in South America dal 8 settembre 2026: la provocazione satirica di Parker e Stone contro le decisioni di Trump.

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South Park non si chiama più South Park. Dal 8 settembre 2026, la serie animata creata da Trey Parker e Matt Stone ha annunciato ufficialmente il cambio di nome in "South America". Non si tratta di un rebranding aziendale, né di una crisi d'identità creativa dopo quasi tre decenni di messa in onda. È una provocazione bella e buona, l'ennesima sassata lanciata contro l'amministrazione Trump, portata avanti con quella miscela di irriverenza e intelligenza satirica che ha reso lo show un fenomeno culturale globale.

La dichiarazione congiunta dei due creatori non lascia spazio a interpretazioni ambigue. "Ispirati dal coraggio e dal patriottismo di Apple e Google, stiamo cambiando il nome di 'South Park' in 'SOUTH AMERICA'. Vogliamo ringraziare in particolare la nostra casa madre Paramount, una Skydance Capitulation", hanno affermato Parker e Stone. Il termine "capitulation" (capitolazione) non è casuale: è una frecciata diretta alle aziende tecnologiche che hanno ceduto alle pressioni politiche, adottando sui loro servizi di mappe le nuove denominazioni volute dalla Casa Bianca.

Il cambio di nome arriva come parodia di una serie di decisioni dell'amministrazione Trump che hanno fatto discutere l'opinione pubblica americana e internazionale. Nell'agosto 2026, il presidente ha firmato un ordine esecutivo che impone di ribattezzare il Lago Ontario in "Lake America", nell'ambito di una guerra commerciale sempre più aspra con il Canada. Un sondaggio Reuters/Ipsos ha mostrato che gli americani si oppongono in maniera schiacciante a questa mossa, eppure Google Maps e Apple Maps hanno già implementato il cambiamento per gli utenti negli Stati Uniti.

Non è un caso isolato. Trump aveva già ordinato di rinominare il Golfo del Messico in "Golfo d'America" e recentemente ha suggerito che il New Mexico potrebbe diventare "New America". Una tendenza che Parker e Stone hanno colto al volo per trasformarla in un'operazione di guerrilla marketing satirica che ha fatto il giro del mondo in poche ore.



Insieme all'annuncio, lo show ha pubblicato nuove grafiche promozionali per la stagione 29 in arrivo, dove la parola "America" è letteralmente appiccicata sopra la parola "Park" nel logo storico della serie. Un'immagine che cristallizza perfettamente la natura grottesca dell'operazione: non si tratta di evoluzione, ma di imposizione dall'alto, un po' come quelle toppe applicate male su un vestito che non ne ha bisogno.

La scelta di questo momento preciso per annunciare il cambio non è affatto casuale. South Park sta uscendo da due stagioni consecutive, la 27 e la 28, che hanno fatto del presidente Trump un personaggio centrale, praticamente onnipresente. A partire dalla première della stagione 27 nel luglio 2025 fino al finale della 28 a dicembre dello stesso anno, Trump è diventato un elemento strutturale della narrazione, rappresentato in modo peculiare: una foto reale del suo volto applicata su un corpo animato.

Questa rappresentazione richiama volutamente il modo in cui lo show aveva trattato Saddam Hussein nelle stagioni precedenti, un parallelismo tutt'altro che sottile. I creatori non hanno risparmiato colpi, dipingendo Trump come un bullo dalla pelle sottile, letteralmente a letto con Satana in alcune scene. Un trattamento che ha suscitato reazioni furiose dalla Casa Bianca, ma che ha anche riportato la serie al centro del dibattito culturale americano.

Le ultime due stagioni non si sono limitate a Trump. Altri membri dell'amministrazione sono finiti nel mirino della satira spietata di Parker e Stone. Kristi Noem, ex segretaria alla Sicurezza Nazionale, è stata ritratta in una scena mentre compiva una sparatoria in un negozio di animali domestici, un riferimento esplicito a una controversia reale che l'aveva coinvolta.



South Park, fin dalla sua nascita nel 1997, non si è mai tirata indietro di fronte alla politica. Ma raramente la politica era stata così centrale, così pervasiva nella struttura narrativa dello show. Un episodio meta della stagione 2025 ha visto un personaggio lamentarsi proprio del fatto che la serie fosse diventata "troppo politica". Parker, in un'intervista al New York Times, ha difeso questa scelta con una frase lapidaria: "Non è che siamo diventati tutti politici. È la politica che è diventata cultura pop".

La Casa Bianca, da parte sua, non è rimasta in silenzio. In una dichiarazione del 2025 condivisa con USA TODAY, l'amministrazione ha affermato che "South Park non è rilevante da oltre 20 anni e si aggrappa a un filo con idee prive di ispirazione in un disperato tentativo di ottenere attenzione. Il presidente Trump ha mantenuto più promesse in soli sei mesi di qualsiasi altro presidente nella storia del nostro paese, e nessuno show di quart'ordine può far deragliare la striscia vincente del presidente Trump".

La stagione 29 di South America (sì, bisognerà abituarsi a chiamarla così, almeno per il momento) debutterà il 16 settembre 2026. Se c'erano dubbi sul fatto che i nuovi episodi avrebbero continuato a concentrarsi su Trump, questa trovata pubblicitaria li ha spazzati via definitivamente. Parker e Stone hanno dichiarato a Jimmy Kimmel che sarebbero tornati al lavoro sulla nuova stagione alla fine di agosto, e la serie è famosa per il suo ciclo di produzione estremamente rapido che permette parodie di eventi recenti praticamente in tempo reale.

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