Stan Lee torna a parlare sei anni dopo la morte: l'accordo da 11 miliardi che fa discutere, tra opportunità e sfruttamento
Stan Lee risorge con l'AI: ElevenLabs clona voce e immagine del creatore Marvel. Accordo da 11 miliardi tra tecnologia ed eredità culturale. Opportunità o sfruttamento?
Quando Stan Lee si è spento nel 2018 all'età di 95 anni, il mondo ha perso uno dei suoi narratori più iconici. Ma nel 2026, la tecnologia sta facendo qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato pura fantascienza: riportare in vita la sua voce. Non metaforicamente, ma letteralmente.
La prima manifestazione di questa resurrezione digitale sarà lo Stan Lee Book of the Month Club, disponibile nell'app Eleven Reader. La voce di Lee narrerà alcuni dei suoi libri preferiti, partendo dall'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson. Dodici titoli saranno adattati nell'arco di un anno, permettendo a generazioni di fan di ascoltare il padre di Spider-Man, Iron Man e degli X-Men mentre dà vita ai classici della letteratura che hanno ispirato la sua stessa immaginazione.
Ma l'iniziativa va ben oltre gli audiolibri. La voce clonata di Stan Lee sarà disponibile sull'Iconic Voice Marketplace di ElevenLabs, una piattaforma dove creator e aziende potranno richiedere l'accesso per creare contenuti editoriali e commerciali. In parallelo, la sua immagine sarà accessibile attraverso l'Image & Video Marketplace, permettendo la creazione di quei cameo digitali che hanno reso Lee una presenza immancabile nell'Universo Cinematografico Marvel.
Chaz Rainey della Stan Lee Universe ha inquadrato l'operazione nella filosofia dello stesso Lee: "Stan ha sempre creduto nell'incontrare i suoi fan dove si trovavano: nelle pagine di un fumetto, in una convention, o in un rapido cameo sullo schermo. Questa partnership è un modo per continuare quella tradizione. I fan ci hanno sempre detto che quando leggono i suoi fumetti, sentono le parole nella voce di Stan, e ora, grazie a ElevenLabs, possiamo renderlo realtà".
Il confine tra omaggio e sfruttamento, però, rimane sottile. Mentre alcuni vedono in questa tecnologia un modo per preservare l'eredità culturale e permettere a voci iconiche di continuare a ispirare, altri sollevano preoccupazioni etiche fondamentali. Può un algoritmo davvero catturare l'essenza di un artista? Chi controlla cosa viene detto con quella voce clonata? E soprattutto: Stan Lee avrebbe voluto questo?
Nei prossimi mesi, milioni di persone avranno l'opportunità di sentire Stan Lee narrare storie, proprio come lo sentivano nei suoi podcast e nelle sue apparizioni pubbliche. Per alcuni sarà una connessione commovente con un'icona perduta. Per altri, un esempio inquietante di come la tecnologia stia ridefinendo i confini tra vita e morte, tra persona e proprietà intellettuale.