Star Wars, la salute mentale dell’attore di Anakin bambino: come sta oggi
Da bambino era diventato Anakin Skywalker in "Star Wars: La minaccia fantasma", poi il ritiro, il bullismo, la diagnosi di schizofrenia e una lunga battaglia per ritrovare un equilibrio. Oggi Jake Lloyd racconta una fase completamente diversa della sua vita: il trattamento è terminato e le persone che gli sono vicine parlano di un recupero che fa finalmente sperare.
Jake Lloyd è tornato a far parlare di sé, ma questa volta non per il cinema. E soprattutto non per essere stato il bambino che ha dato un volto al giovane Anakin Skywalker. Dopo oltre venticinque anni dall'uscita di Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma, l'attore sta vivendo un momento che appare molto più importante di qualsiasi successo cinematografico: quello della ripresa del proprio percorso di salute mentale. L'aggiornamento più recente è arrivato attraverso Clayton Sandell, giornalista e autore che negli ultimi anni ha seguito con particolare attenzione la vicenda di Lloyd e della madre Lisa. In un nuovo post del suo profilo ufficiale di Instagram, Sandell ha raccontato di aver trascorso del tempo con l'ex attore bambino e di averlo trovato particolarmente presente, curioso e disposto a conversare.
Durante la produzione, il produttore Rick McCallum descrisse Lloyd come un bambino intelligente, vivace e appassionato di oggetti meccanici, caratteristiche che ricordavano proprio quelle attribuite ad Anakin. Anche Lloyd, del resto, aveva già una forte familiarità con l'universo di Star Wars. Dopo il film, tornò a prestare la voce ad Anakin in diversi videogiochi legati alla saga, mentre la sua carriera cinematografica proseguì con Madison. Poi, progressivamente, arrivò il ritiro.
Per molto tempo la storia di Lloyd è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso il rapporto con Star Wars. Ma le sue stesse parole hanno contribuito a spiegare quanto quella popolarità fosse stata difficile da gestire. In una rara intervista del 2012, ripresa anche da testate come NME, Lloyd raccontò il peso delle prese in giro subite a scuola. I compagni imitavano il rumore della spada laser quando lo vedevano e la sua quotidianità era diventata estremamente complicata. A questo si aggiungevano gli impegni promozionali del film: "Tutta la mia vita scolastica è stata un inferno, e ho dovuto fare fino a 60 interviste al giorno" Ha fatto sapere in un'intervista.
È importante però non trasformare automaticamente la storia di Lloyd in una semplice conseguenza della sua esperienza in Star Wars. La madre ha infatti spiegato che i problemi di salute mentale non sarebbero stati causati dal film e ha indicato anche una componente familiare nella malattia.
La parte più significativa della storia, oggi, è però un'altra. Nel 2024, in un'intervista raccontata da People ed Entertainment Weekly, Lisa aveva già parlato di miglioramenti durante il percorso di cura. Lloyd aveva completato un lungo periodo di trattamento residenziale e continuava il proprio percorso in una struttura riabilitativa. Nel 2025, lo stesso Sandell aveva raccontato che Lloyd si sentiva finalmente "pretty good", sottolineando l'importanza di un nuovo equilibrio raggiunto attraverso le cure.