Stasera il cult più sottovalutato del trio: un errore fatale cambia tutto e niente va come previsto. Dove vedere La leggenda di Al, John e Jack
Tra omaggi a Hitchcock e Leone, una gangster comedy che osa moltissimo – e che stasera alle 21:00 merita di essere (ri)scoperta
Aldo, Giovanni e Giacomo sono schizzati verso il successo con Tre Uomini e una gamba, un film iconico, uscito nel 1997. Un titolo che ha consacrato Baglio, Storti e Poretti a Star nel firmamento del mondo del cinema e della comicità, nonostante avessero già alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Ma da quel momento il grande pubblico, si può dire che li ha definitivamente accolti nel cuore.
I titoli successivi ossia Così è la vita e Chiedimi se sono felice hanno avuto successo anche per la coerenza, ma con La leggenda di Al, John e Jack, si è percepito un qualcosa in più, qualcosa di diverso.All’uscita, nel dicembre 2002, il pubblico era abituato a un Natale dominato dai cinepanettoni – quell’anno nelle sale spopolava Natale sul Nilo – e a una comicità più immediata. In quel contesto, l’arrivo di questo film fu un’anomalia: un’operazione produttiva ambiziosa, fuori dagli schemi dell’industria italiana di allora.
Un progetto nato per alzare l’asticella
Dopo il successo clamoroso di Chiedimi se sono felice, il trio decide di osare. Insieme a Massimo Venier, mettono su un film che guarda apertamente al grande cinema americano, senza rinunciare alla propria identità comica. Non si tratta solo di cambiare ambientazione, ma di cambiare linguaggio.
New York, 1959. Drive-in, gangster, completi scuri e un boss temuto da tutti. La scena iniziale è tutto un programma: sullo schermo del cinema all’aperto scorre La donna che visse due volte, capolavoro di Alfred Hitchcock. Non è un dettaglio ornamentale: è un indizio.
Il film racconta di tre scagnozzi incapaci che lavorano per un boss feroce, Sam Genovese. Ogni incarico si trasforma in disastro, fino all’errore irreparabile che innesca una fuga e un piano disperato. Ma quando Al perde la memoria dopo una scarica elettrica, il film cambia marcia. La narrazione si fa circolare, i flashback si intrecciano e la verità si svela poco a poco, ribaltando tutto ciò che credevamo di sapere.
È qui che il film divide. La comicità è meno “da sketch”, più costruita, più elegante. Le battute non sono il cuore del meccanismo, ma tutto ruota intorno alla sceneggiatura. Il colpo di scena centrale – che riscrive l’identità dei protagonisti – trasforma la parodia in un racconto sull’inganno. John e Jack non sono veri gangster, ma truffatori che manipolano un uomo affetto da una rara sindrome che gli cancella la memoria a ogni sonno. Il boss, paradossalmente, diventa una pedina inconsapevole. È un’idea narrativa solida, che rende il film più stratificato rispetto ai lavori precedenti del trio.
Dal punto di vista produttivo, l’operazione fu tutt’altro che ordinaria. Le riprese esterne a New York – tra Manhattan e Brooklyn – rappresentano una delle produzioni più costose per una commedia italiana dell’epoca. La ricostruzione scenografica della città anni Cinquanta, unita alla fotografia di Arnaldo Catinari, richiama apertamente l’estetica di Sergio Leone e di Martin Scorsese. Un azzardo? Forse. Ma anche una dichiarazione di ambizione.
La colonna sonora, firmata da Andrea Guerra, è un altro elemento distintivo. Tra suggestioni morriconiane e jazz d’epoca, il film alterna brani memorabili: da Nat King Cole a Louis Prima, da Billie Holiday fino a un’apparizione di Marilyn Monroe in una performance d’archivio. Persino l’incipit con “The Wanderer” di Dion contribuisce a dare ritmo e respiro internazionale alla messa in scena.
Dopo tutti questi anni, La leggenda di Al, John e Jack appare come un film più coraggioso di quanto si sia voluto riconoscere. Meno immediato rispetto a Tre uomini e una gamba, meno romantico di Chiedimi se sono felice, ma forse più complesso. Stasera, dunque, l’appuntamento è su Cine34 alle 21 per vivere il sogno surreale del trio comico più amato della TV.
In copertina: La leggenda di Al, John e Jack-Youtube@netflixitalia-Badtaste