Stasera in tv, Alexander Skarsgård e Margot Robbie ti raccontano una storia d'amore senza precedenti (e il regista è quello di Harry Potter)
Questa sera andrà in onda in TV un film di Tarzan che cambia il personaggio nato dalla penna di Edgar Rice Burroughs, con un approccio completamente diverso rispetto alle versioni precedenti.
The Legend of Tarzan non è l'ennesimo racconto della giungla che conosciamo. Diretto da David Yates, il regista che ha portato sul grande schermo gli ultimi quattro capitoli della saga di Harry Potter e i primi due film di Animali fantastici, questo lungometraggio del 2016 riporta al cinema il personaggio nato dalla penna di Edgar Rice Burroughs con un approccio completamente diverso rispetto alle versioni precedenti. Il film andrà in onda questa sera, mercoledì 20 maggio, alle ore 21:11 su La5.
Dimenticatevi il classico uomo della giungla che urla appeso alle liane. Qui troviamo Alexander Skarsgård nei panni di un Tarzan maturo, raffinato, che ha già vissuto le sue avventure africane e ora conduce una vita borghese nella Londra vittoriana del 1889. Con il nome di John Clayton III, Lord Greystoke, vive al fianco della moglie Jane, interpretata da una grintosa Margot Robbie che nulla ha a che vedere con la damigella in pericolo delle vecchie pellicole.Il cast si arricchisce di nomi di peso assoluto. Christoph Waltz porta in scena Leon Rom, l'emissario belga dal fascino oscuro e dalla mente criminale, mentre Samuel L. Jackson veste i panni di George Washington Williams, un ex soldato americano diventato attivista umanitario. Djimon Hounsou completa il quadro interpretando Mbonga, capo della tribù Mbolonga e vecchio nemico di Tarzan accecato dalla sete di vendetta.
La trama si sviluppa nove anni dopo che Tarzan ha lasciato il continente africano. Invitato a tornare in Congo come emissario commerciale del Parlamento inglese, John Clayton è inizialmente riluttante. Ha costruito una nuova esistenza, ha imparato a gestire i suoi istinti primordiali, a vivere secondo le regole della società vittoriana. Ma le insistenze di Jane, che desidera accompagnarlo, e soprattutto quelle di George Washington Williams, che sospetta qualcosa di oscuro dietro l'invito, lo convincono ad accettare.
Ciò che distingue questo film dalle precedenti trasposizioni cinematografiche è l'attenzione al contesto storico. The Legend of Tarzan non si limita a raccontare un'avventura esotica, ma denuncia apertamente i mali del colonialismo europeo in Africa. Le tribù africane, nel romanzo originale spesso rappresentate come nemiche e cannibali, qui diventano alleate di Tarzan. La cultura Masai viene approfondita con rispetto, mostrando un popolo vittima degli abusi dei colonizzatori piuttosto che selvaggi da temere.Anche il rapporto di Tarzan con il mondo animale viene reinterpretato. I gorilla che lo hanno allevato, gli elefanti, le altre creature della giungla non sono più semplici comparse esotiche ma parte integrante di un ecosistema complesso. Il film, girato con la fotografia di Henry Braham e le scenografie di Stuart Craig, crea un Congo visivamente potente, dove la natura diventa un personaggio a tutti gli effetti.
La sceneggiatura firmata da Adam Cozad e Craig Brewer prende i romanzi di Burroughs solo come punto di partenza per costruire una storia originale. Al centro non c'è la classica avventura nella giungla, ma un intreccio di intrighi internazionali che coinvolgono schiavitù, sfruttamento delle risorse minerali e genocidio. Sebbene Tarzan e Jane siano personaggi di fantasia, si relazionano con figure realmente esistite: George Washington Williams, uno dei primi afroamericani a denunciare gli orrori del Congo belga, e Leon Rom, realmente un agente coloniale del re Leopoldo.
La caratterizzazione dei personaggi principali segue questa linea di complessità. Il Tarzan di Skarsgård non è un eroe monodimensionale ma un uomo diviso tra due mondi, costantemente in bilico tra la civiltà e l'istinto. La sua personalità dicotomica emerge con forza quando, separato da Jane per gran parte del film, deve fare i conti con la parte più selvaggia di sé per sopravvivere e salvare chi ama.
Jane, lontana dallo stereotipo della donna bisognosa di protezione, si rivela una guerriera a pieno titolo. La Robbie costruisce un personaggio passionale, pieno di energia, capace di affrontare le difficoltà senza aspettare che qualcuno la salvi. Non è mai stata una damigella in pericolo, e il film lo sottolinea con forza in diverse scene chiave. E forse è proprio questo aspetto a rendere il film interessante e meritevole di essere visto.