Stasera in TV, Anche gli angeli mangiano fagioli: il cult con Bud Spencer che conquistò tutti negli anni '70
Scopri come Cinecittà ricostruì la New York anni '30 per il film con Bud Spencer e Giuliano Gemma. La storia dietro "Anche gli angeli mangiano fagioli" del 1973.
C'è qualcosa di profondamente italiano nel trasformare Roma in Manhattan. Nel 1973, quando Enzo Barboni, meglio conosciuto con lo pseudonimo E.B. Clucher, decise di ambientare la sua commedia d'azione nella Grande Mela proibizionista, non andò a cercare location americane. Scelse invece gli studi di Cinecittà e le strade della capitale per ricreare l'atmosfera nostalgica e retrò della New York anni Trenta. Anche gli angeli mangiano fagioli nacque così, come un ibrido affascinante tra commedia all'italiana e gangster movie americano, con quella capacità tutta nostra di rileggere i generi d'oltreoceano attraverso una lente ironica e popolare. L'appuntamento è per stasera, su Cine34, alle 21.00.
Il film racconta le disavventure di Sonny, interpretato da Bud Spencer, un wrestler dal cuore d'oro che potrebbe stendere un toro con un pugno ma si commuove davanti alle ingiustizie, e Charlie Smith, il personaggio affidato a Giuliano Gemma, un piccolo truffatore sempre in bilico tra l'occasione della vita e il guaio dietro l'angolo. I due si ritrovano coinvolti in una rissa che, invece di metterli nei guai, diventa il loro biglietto d'ingresso nel mondo della malavita locale. Lo scagnozzo Cobra li introduce al cospetto del boss mafioso, e da quel momento la coppia inizia a lavorare come esattori di debiti per la gang.
Ma c'è un problema. Sonny e Charlie non sono tagliati per quel mestiere. Il loro animo buono e una goffaggine che rasenta il sabotaggio involontario creano più problemi che soluzioni all'organizzazione criminale. Invece di riscuotere debiti con la violenza, i due finiscono per mostrare compassione verso le vittime delle estorsioni, trasformando ogni incarico in una situazione comica e imprevedibile. Sono eroi non convenzionali, che navigano in bilico tra la lealtà alla banda e i loro principi morali, in un crescendo di situazioni che mescolano azione, slapstick e quella tenerezza tipica del cinema di Barboni.
La scelta di Barboni di girare in Italia per rappresentare l'America non fu solo una questione di budget. Cinecittà, negli anni Settanta, era ancora la fabbrica dei sogni che aveva dato vita ai kolossal hollywoodiani, agli spaghetti western di Sergio Leone, ai capolavori di Fellini. Ricreare la New York degli anni Trenta significava attingere a quel patrimonio di maestranze, scenografi e costumisti capaci di costruire mondi credibili con pochi mezzi e molta inventiva. Le strade romane, opportunamente mascherate, divennero i vicoli sporchi e fumosi della città del crimine, mentre gli studios ospitarono le ricostruzioni dei locali malavitosi e delle palestre di boxe che facevano da sfondo alle avventure della coppia.
Accanto alla regia di Barboni, un elemento determinante per il successo del film fu la colonna sonora firmata da Guido e Maurizio De Angelis, fratelli che avevano già dimostrato il loro talento nel catturare lo spirito dei film d'azione italiani. Le loro musiche per Anche gli angeli mangiano fagioli divennero un cult, brani che un'intera generazione ha fischiettato uscendo dal cinema o riascoltato in radio. Le melodie orecchiabili e ritmiche, capaci di passare dal jazz al funk con disinvoltura, contribuirono a costruire quell'atmosfera leggera e nostalgica che permea l'intera pellicola.
Il cast vede protagonisti due volti iconici del cinema popolare italiano. Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, era già una star grazie alle collaborazioni con Terence Hill, ma qui dimostra di poter reggere da solo il peso comico e fisico del film. Il suo Sonny è un gigante buono, un personaggio che incarna l'archetipo del forzuto dal cuore tenero, capace di esplosioni di violenza goffa e irresistibile. Giuliano Gemma, invece, porta sullo schermo il suo carisma da attore d'azione formatosi negli spaghetti western, aggiungendo una dimensione più dinamica e scaltra al personaggio di Charlie.
Anche gli angeli mangiano fagioli si inserisce in quel filone di commedie d'azione che negli anni Settanta conquistarono il pubblico italiano e internazionale. Film che non cercavano la profondità psicologica o la denuncia sociale, ma puntavano a intrattenere con una formula rodata: personaggi carismatici, scene d'azione coreografiche, dialoghi semplici e diretti, una morale bonaria che celebrava i valori dell'amicizia e della giustizia popolare. Era un cinema fatto per le famiglie, per il pubblico delle sale parrocchiali e dei cinema di periferia, un cinema che non temeva di essere dichiaratamente popolare.