Stasera in TV, Assassinio sull'Orient Express: Kenneth Branagh protagonista e regista di un film stellare
Kenneth Branagh dirige e recita nell'adattamento del 2017 di uno dei romanzi più famosi di Agatha Christie.
Nel 1934, su un lussuoso treno europeo diretto attraverso le Alpi, si consuma uno dei delitti più enigmatici della storia del giallo. Kenneth Branagh riporta sul grande schermo nel 2017 il capolavoro di Agatha Christie con una regia ambiziosa e una performance da protagonista nei panni del leggendario detective belga Hercule Poirot. Ma dietro la patina glamour di questo thriller d'epoca si nasconde un retroscena che testimonia fino a che punto un regista-attore sia disposto a spingersi per l'arte cinematografica. L'appuntamento è per stasera, sul canale 27, alle 21.10.
Durante le riprese, Branagh non si è limitato a dirigere e interpretare: ha camminato letteralmente sopra un treno in movimento per una sequenza che richiedeva autenticità assoluta. L'esperienza, da lui stesso definita "terrificante" nonostante tutte le misure di sicurezza adottate, racconta molto della dedizione con cui è stato affrontato questo progetto. Non si tratta di semplice esibizionismo: quella scena doveva trasmettere tensione reale, e Branagh ha scelto di viverla in prima persona piuttosto che affidarsi completamente a stuntman o effetti digitali.
La trama riprende fedelmente l'intreccio del romanzo originale. Poirot, reduce da un caso risolto con successo, si imbarca sull'Orient Express per fare ritorno a Londra. Il convoglio attraversa paesaggi innevati quando un'improvvisa valanga blocca i binari, trasformando il lussuoso treno in una prigione isolata dal mondo. Proprio in quel momento, un passeggero viene trovato morto nella sua cabina, pugnalato più volte. Con il treno immobilizzato e l'assassino necessariamente ancora a bordo, Poirot è costretto a condurre un'indagine contro il tempo tra i passeggeri, ciascuno con segreti da nascondere.
Il cast assemblato per questa produzione legge come un elenco delle nomination agli Oscar. Judi Dench interpreta la principessa Dragomiroff, Johnny Depp è il losco affarista Ratchett, Michelle Pfeiffer presta il volto all'elegante Mrs Hubbard, mentre Penelope Cruz, Willem Dafoe, Daisy Ridley, Josh Gad, Derek Jacobi e Leslie Odom Jr. completano il parterre di sospetti. Ogni attore porta sullo schermo la propria caratura, trasformando anche i personaggi secondari in figure memorabili e stratificate.
La scenografia ha ricevuto particolare attenzione dalla critica, tanto da guadagnare una nomination ai Critics Choice Awards del 2017 nella categoria Miglior Scenografia. Il design degli interni del treno ricrea con minuzia quasi ossessiva l'età dell'oro dei viaggi ferroviari, quando l'Orient Express rappresentava l'apice del lusso e della raffinatezza europea. Velluti, legni pregiati, cristalli: ogni dettaglio contribuisce a costruire un'atmosfera sospesa nel tempo, dove l'eleganza formale contrasta violentemente con la brutalità dell'omicidio.
Dal punto di vista narrativo, Branagh opta per un approccio più viscerale rispetto ad altre trasposizioni. Il mistero procede attraverso interrogatori serrati, flashback rivelatori e una costruzione della tensione che gioca molto sull'ambientazione claustrofobica. La neve che imprigiona il treno diventa un personaggio a sé, simbolo dell'impossibilità di fuga sia per l'assassino che per gli innocenti.
La durata di un'ora e cinquantacinque minuti permette di esplorare con calma le psicologie dei personaggi senza cedere alla fretta tipica di certi thriller moderni. Il ritmo alterna momenti contemplativi, dove Poirot riflette sugli indizi raccolti, a picchi di rivelazioni che ribaltano le certezze dello spettatore. Chi conosce già la soluzione del mistero può comunque apprezzare la resa visiva e le interpretazioni, mentre i neofiti si troveranno di fronte a un enigma che mantiene la sua capacità di sorprendere.
L'interpretazione di Branagh come Poirot ha diviso la critica. Il suo detective è meno caricaturale rispetto ad altre versioni, più tormentato e umano, con un codice morale rigido che viene messo alla prova proprio da questo caso. I celebri baffi sono naturalmente presenti, ma l'accento e i manierismi sono calibrati per risultare credibili senza scadere nella parodia.
Prodotto negli Stati Uniti con un respiro internazionale, il film si inserisce in un momento di rinnovato interesse per le detective story classiche, dimostrando che le narrazioni elaborate e i misteri intellettuali possono ancora trovare spazio nel panorama cinematografico contemporaneo dominato da action ed effetti speciali. La fotografia cattura tanto la bellezza dei paesaggi innevati quanto l'oppressione degli spazi ristretti del treno, creando un contrasto visivo che sostiene la narrazione.
Per chi ama il giallo classico, questo Assassinio sull'Orient Express rappresenta un omaggio rispettoso alla regina del crimine Agatha Christie, reso con mezzi produttivi moderni ma con un'anima fedele allo spirito originale. Un film che ricorda come, talvolta, il vero mistero non stia solo nel scoprire chi ha commesso il delitto, ma nel comprendere le ragioni profonde che hanno trasformato persone comuni in complici o vittime di una giustizia parallela.