Stasera in TV, Benvenuti al Sud: i pregiudizi tra Nord e Sud attraverso la storia di Alberto Colombo
Scopri perché Alberto Colombo si finge paraplegico in Benvenuti al Sud: l'inganno per il trasferimento che diventa un viaggio oltre i pregiudizi Nord-Sud.
C'è un momento nella vita in cui la disperazione spinge a compiere gesti estremi, scelte ai confini del ridicolo pur di realizzare un sogno. Per Alberto Colombo, direttore di un ufficio postale della Brianza, quel momento arriva quando vede sfumare l'opportunità di trasferirsi a Milano, la meta tanto desiderata dalla moglie Silvia. Il motivo? Un collega disabile lo precede in graduatoria. La soluzione che Alberto escogita è tanto audace quanto maldestra: fingersi paraplegico per scalare quella classifica. Un inganno che, come prevedibile, viene scoperto e si trasforma in una punizione esemplare: il trasferimento forzato a Castellabate, un piccolo paese del Cilento, nel profondo Sud Italia. L'appuntamento è per stasera, alle 21. 00, sul canale 34.
Questa è la premessa di Benvenuti al Sud, la commedia diretta da Luca Miniero che nel 2010 ha conquistato le sale cinematografiche italiane, trasformandosi in un fenomeno culturale prima ancora che in un successo di botteghino. Il film, remake della commedia francese Giù al Nord, ha saputo tradurre in chiave italiana la geografia emotiva dei pregiudizi, spostando il confine del conflitto culturale dalla Francia settentrionale alla frattura mai del tutto sanata tra Nord e Sud della nostra penisola.
Alberto parte per la Campania con il bagaglio più pesante che possa esistere: quello degli stereotipi. Nella sua mente, alimentata da decenni di barzellette e luoghi comuni, il Sud è sinonimo di inefficienza, criminalità, arretratezza. Si prepara al peggio, come un esploratore dell'Ottocento in partenza per terre inesplorate e pericolose. Ma Castellabate, con il suo mare, i suoi ritmi dilatati e soprattutto i suoi abitanti, gli riserva un destino diverso.
Ad accoglierlo trova Mattia Volpe, interpretato da Alessandro Siani, un postino locale che incarna tutto ciò che Alberto teme e disprezza del Meridione: disorganizzato, chiassoso, apparentemente poco professionale. Eppure, dietro quell'apparente caos, si nasconde una umanità genuina, una capacità di accoglienza che Alberto non ha mai sperimentato nella fredda efficienza del Nord. Le riprese, concentrate in due settimane di settembre 2009, hanno catturato l'autenticità di quei luoghi e di quelle dinamiche relazionali, restituendo sullo schermo non una cartolina patinata ma un ritratto credibile di due Italie che si guardano con sospetto e, lentamente, imparano a conoscersi.
Il cast rappresenta un equilibrio perfetto tra tradizioni comiche diverse. Claudio Bisio porta la sua esperienza di attore milanese capace di autoironia, mentre Alessandro Siani incarna la comicità napoletana senza scadere nella macchietta. Angela Finocchiaro e Valentina Lodovini completano un quartetto che funziona proprio perché nessuno interpreta personaggi monodimensionali: la moglie di Alberto non è solo una donna capricciosa, i meridionali non sono solo buoni selvaggi, i settentrionali non sono solo freddi calcolatori.
La colonna sonora firmata da Umberto Scipione accompagna questa progressiva scoperta dell'altro con delicatezza, senza forzature melodrammatiche. Il film arriva nelle sale il 1° ottobre 2010 e diventa immediatamente un caso: gli italiani si riconoscono in quella narrazione, ridono dei propri pregiudizi, si commuovono davanti alla possibilità di superarli. Non è solo intrattenimento leggero, è un esercizio collettivo di autoscienza nazionale.
Benvenuti al Sud funziona perché non nega le differenze ma le celebra, perché non nasconde i difetti di nessuna delle due Italie ma mostra come, al di là delle caricature, esistano valori condivisibili. Alberto scopre che l'efficienza non è l'unico parametro per misurare la qualità della vita, che i ritmi lenti possono essere una scelta e non un'arretratezza, che dietro l'apparente disorganizzazione può celarsi una diversa gerarchia di priorità dove le relazioni umane contano più delle procedure burocratiche.